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Bhagavad-Gita 6.2-5 — Los Angeles, 14 febbraio 1969

Devoto: Verso 4, “Si dice che una persona ha raggiunto lo yoga quando, avendo rinunciato a ogni desiderio materiale, non agisce per la gratificazione dei sensi né s’impegna in attività interessate. (BG 6.4).”
Prabhupāda: Sì. Questa fase è la perfezione del metodo dello yoga, la pratica dello yoga. ‘Una persona si dice che abbia raggiunto lo yoga’, ciò vuol dire che yoga significa collegamento. Ad esempio. supponiamo che questo dito sia staccato dal mio corpo, oppure non consideriamo questo dito, consideriamo una qualsiasi parte della macchina. Separata dalla macchina, giace inutile; non appena la si unisce alla macchina, agisce in una funzione differente. Cutacut, cutacut, cutacut, funziona. Significa yoga, è stata unita. Allo stesso modo, chi ora è differenziato a causa di queste attività materiali interessate viene definito semplicemente come un perditempo, mūḍha. Essi sono stati definiti nella Bhagavad-gītā come mūḍha; mūḍha significa mascalzoni. —”Perché un tale grande uomo d’affari Tu dici sia un mascalzone? Perché? Sta guadagnando migliaia di dollari al giorno!” Eppure essi sono stati definiti mūḍha, mascalzoni, perché stanno lavorando così duramente, ma per godere di cosa? Godono della stessa quantità di mangiare, dormire e accoppiarsi; tutto qua. Un uomo che guadagna milioni di dollari al giorno non significa che può godere accoppiandosi con milioni di donne. No, questo non è possibile. Il suo potere di accoppiamento è lo stesso di chi sta guadagnando dieci dollari. Il suo potere di mangiare è lo stesso dell’uomo che sta guadagnando dieci dollari. Egli non pensa: “Il mio godere della vita ha lo stesso valore dell’uomo che sta guadagnando dieci dollari; perché allora sto lavorando così duramente per guadagnare milioni di dollari al giorno? Perché sto sprecando la mia energia in questo modo?” Vedete?
Essi sono chiamati mūḍha; na māṁ duṣkṛtinaḥ (BG 7.15): in realtà avrebbe dovuto impegnare il proprio tempo e la propria energia, invece di guadagnare milioni di dollari al giorno, a come comprendere Dio, a come comprendere lo scopo della vita. Siccome non ha alcun problema economico egli ha abbastanza tempo da utilizzare nella coscienza di Krishna, o la coscienza di Dio. Ma lui non partecipa in questo modo, per questo egli è mūḍha. In realtà mūḍha significa asino, percui la sua intelligenza non è molto buona. Una persona si dice che abbia raggiunto lo yoga quando, dopo aver rinunciato a tutti i desideri materiali e aver ottenuto la perfezione dello yoga è soddisfatto, non ha più alcun desiderio materiale. Questa è la perfezione. Egli non agisce per la gratificazione dei sensi né si impegna in attività interessate. Attività interessata significa guadagnare qualcosa per il piacere dei sensi. Uno è praticamente impegnato in qualche gratificazione dei sensi e sta raccogliendo denaro per il piacere dei sensi, le attività interessate. Supponiamo le azioni pie. Per attività pie, secondo i Veda -e ovunque- si intende essere virtuosi; dare del denaro in beneficenza: questa è un’attività virtuosa. Se date dei soldi per l’apertura di un ospedale, se date dei soldi per l’apertura di una scuola, per l’istruzione gratuita, queste sono certamente attività virtuose, ma sono anche intese per il piacere dei sensi. Supponiamo che io faccia beneficenza per diffondere l’istruzione. Nella prossima vita otterrò buone possibilità di istruzione; sarò molto colto o, essendo istruito, otterrò un buon impiego. Ma alla fine, qual è l’intenzione? Se ho un buon impiego, se ho una buona posizione, come la utilizzo? Per il piacere dei sensi. Ebbene, questo è tutto. Perché non conosco niente altro. Questa è l’attività interessata. Se vado in paradiso ho un migliore tenore di vita. Nella vostra America c’è un tenore di vita migliore che in India, ma che cosa significa questo “migliore tenore di vita”? Un genere migliore dello stesso mangiare e dormire, questo è tutto. Non state facendo niente di più. Anche gli altri mangiano; stanno mangiando qualche cereale ordinario e voi state mangiando cosa molto buone, ma è mangiare; niente di più di questo mangiare. Il mio tenore di vita migliore non intende alcuna realizzazione spirituale ma un migliore livello di mangiare, dormire, accoppiarsi; questo è tutto. Quindi queste sono chiamate attività interessate. L’attività interessata è ancora un altro motivo di gratificazione dei sensi, si basa sul soddisfare i sensi. E yoga significa collegamento con il Supremo. Proprio come Dhruva Mahārāja appena si è connesso con il Supremo, appena vide Dio, Nārāyaṇa. Quel ragazzo si sottopose a severe austerità e penitenze per vedere Dio. Lo vide. Ma quando Lo vide poi disse: svāmin kṛtārtho ‘smi varaṁ na yāce (CC Madhya 22.42), “Mio caro Signore, ora sono pienamente soddisfatto. Non voglio chiederTi alcuna benedizione.” Perché, cosa è una benedizione? Benedizione significa ottenere un bel regno, o una bella moglie, o dei gustosi alimenti, molto buoni. Consideriamo queste cose come benedizioni, ma in realtà quando uno entra in contatto con Dio non vuole tali benedizioni; egli è soddisfatto, pienamente soddisfatto, svāmin kṛtārtho ‘smi varaṁ na yāce (CC Madhya 22.42).
La storia di Dhruva Mahārāja ve l’ho raccontata molte volte, di questo bambino di cinque anni. Fu insultato dalla sua matrigna. Era seduto in braccio a suo padre, o almeno stava cercando, e la sua matrigna disse: “Oh, non ti puoi sedere sulle ginocchia di tuo padre perché non sei nato dal mio grembo”. Sebbene non avesse che cinque anni, poiché era un ragazzo kṣatriya lo prese come un grande insulto e così andò dalla sua propria madre: “Mamma, la matrigna mi ha insultato in questo modo.” Lui piangeva, e la madre gli disse: “Che cosa posso fare mio ​​caro ragazzo? Tuo padre ama di più la tua matrigna. Cosa posso fare?” “No, io voglio il regno di mio padre. Dimmi come posso averlo!” La madre disse: “Mio caro ragazzo, se Krishna, Dio, ti benedice lo puoi ottenere.” “Dov’è Dio?” Lei disse: “Abbiamo sentito che Dio è nella foresta. I grandi saggi vanno a cercarlo là.” Così andò nella foresta, e sottoponendosi a severe austerità vide Dio. Ma quando vide Dio, Nārāyaṇa, non era più ansioso per il regno di suo padre. Non essendo più ansioso disse: “Mio caro Signore, io sono soddisfatto, pienamente soddisfatto. Non voglio più il regno di mio padre per me.” E fece questo paragone: “Stavo cercando dei sassi ma ho avuto dei gioielli di valore.” Questo significa che egli era più soddisfatto. Quando ci si connette realmente con Dio ci si sente milioni di volte più soddisfatti che godendo di questo mondo materiale. Questo è realizzare Dio. Questa è la perfezione dello yoga.

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