Sync.com - private cloud
We recommend Sync.com for the security of your data

Oct 292016
 

img_0536

Sri Vyasa-puja — Hyderabad, 19 agosto 1976

Śrīpada Sampat Bhaṭṭācārya, signore e signori; Devo ringraziarvi per la vostra gentilezza nel venire qui durante questa cerimonia di Vyāsa-pūjā. Vyāsa-pūjā. Questo āsana sul quale mi hanno fatto sedere si chiama vyāsāsana. Il guru è il rappresentante di Vyāsadeva. Ognuno di voi ha sentito il nome Vyāsadeva, Veda Vyāsa. A chiunque rappresenti il grande ācārya Vyāsadeva è consentito di sedersi sul vyāsāsana. Vyāsa-pūjā; il guru rappresenta Vyāsadeva, pertanto il suo anniversario di nascita è accolto come Vyāsa-pūjā.
Ora devo spiegare la mia posizione perché, di questi giorni, una persona che viene adorata come la personalità più eminente è qualcosa di rivoluzionario. Perché agli altri piace la democrazia: votare qualcuno lo innalzerebbe, per quanto sia furfante. Ma il nostro sistema, il sistema guru-paramparā, è diverso. Nel nostro sistema, se non si accetta la conoscenza Vedica attraverso la guru-paramparā, è tutto inutile. Non è possibile inventarsi una interpretazione della lingua Vedica. Proprio come lo sterco di mucca. Lo sterco di mucca sono le feci di un animale. L’ingiunzione vedica è che se si tocca lo sterco di qualsiasi animale, si deve fare immediatamente un bagno per purificarsi. Ma l’ingiunzione vedica dice anche che lo sterco di mucca può purificare qualsiasi luogo impuro. Soprattutto noi hindu lo accettiamo. Il ragionamento è contraddittorio. Lo sterco di un animale è impuro, e l’ingiunzione vedica è che lo sterco di mucca è puro. Noi accettiamo veramente lo sterco di mucca come puro, per purificare qualsiasi luogo. Nel panca-gavya c’è lo sterco di mucca, c’è l’urina di mucca.
Quindi l’ingiunzione vedica sembra contraddittoria; ma tuttavia la accettiamo perché è una prescrizione Vedica. Questa è l’accettazione dei Veda. Proprio come la Bhagavad-gītā. Ci sono tanti mascalzoni che tagliano corto: “Questo mi piace. Questo non mi piace.” No. Arjuna dice: sarvam etad ṛtaṁ manye (BG 10.14). Questa è la comprensione dei Veda. Se un mascalzone fa dei tagli: —”Non mi piace questo, io interpreto”, quella non è la Bhagavad-gītā. Bhagavad-gītā significa che si deve accettare così com’è. Quella è la Bhagavad-gītā. Perciò noi presentiamo ‘la Bhagavad-gītā così com’è’. L’oratore della Bhagavad-gītā, Krishna, dice (BG 4.2): sa kāleneha yogo naṣṭaḥ parantapa, “Mio caro Arjuna, questa scienza della Bhagavad-gītā”, imaṁ vivasvate yogaṁ proktavān aham avyayam (BG 4.1), “La dissi prima di tutti al dio del sole, che la disse a suo figlio”, vivasvān manave prāha, “A Vaivasvata Manu”; manur ikṣvākave ‘bravīt. evaṁ paramparā-prāptam imaṁ rājarṣayo viduḥ (BG 4.2), questo è il procedimento. sa kāleneha yogo naṣṭaḥ parantapa. Chi non passa attraverso questo sistema paramparā qualsiasi interpretazione della letteratura Vedica presenti, è inutile. È inutile, non ha significato. yogo naṣṭaḥ parantapa: quello che sta accadendo; non ha significato.

This post has already been read 85 times

Sorry, the comment form is closed at this time.