Aug 292016
 

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CC Adi-lila 7.7 — Mayapur, 9 marzo 1974

Tutti noi esseri viventi siamo persone individuali, e anche Krishna è una persona individuale. Questa è conoscenza. nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām eko yo bahūnāṁ vidadhāti kāmān (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). Anche Krishna, o Dio, è nitya, eterno e anche noi siamo nitya, eterni. na hanyate hanyamāne śarīre (BG 2.20). Noi non muoriamo. Questa è la conoscenza preliminare della comprensione spirituale: “Io non sono questo corpo, io sono un’anima spirituale, ahaṁ brahmāsmi, ma sono un individuo”. nityo nityānām. Krishna è una persona indivduale e anch’io sono una persona individuale. Quando Krishna dice: sarva-dharmān parityajya mām ekaṁ śaraṇaṁ vraja (BG 18.66), ciò non significa che io divento uno con Krishna, o che mi fondo nell’esistenza di Krsna. Io mantengo la mia individualità, Krishna mantiene la Sua individualità, ma io mi conformo al Suo ordine. Perciò Krishna dice ad Arjuna nella Bhagavad-gītā: “Ti ho detto tutto. Ora, qual è la tua decisione?” Individualità. Krishna non costringe Arjuna. yathecchasi tathā kuru (BG 18.63): “Ora puoi fare quello che preferisci”. Questa è l’individualità.
Questa è la conoscenza ultima. Questa filosofia māyāvāda di diventare uno, di fondersi nell’esistenza… Fondersi nell’esistenza significa fondersi nell’ordine di Krishna. La nostra individualità in questo momento è māyā, perché stiamo progettando tante cose. Perciò la tua individualità e la mia individualità si scontrano. Ma quando non ci sarà più scontro andremo d’accordo. Il punto centrale è Krishna. Quella è unità; non è che perdiamo la nostra individualità. Quindi, come affermato da Krishna e in tutta la letteratura Vedica: tutti siamo individuali. Tutti individui. svayaṁ bhagavān ekale īśvara. La differenza è che Egli è il sovrano Supremo, Īśvara . īśvara significa sovrano. Egli è èffetivamente il Sovrano, e anche noi siamo sovrani, ma siamo sovrani subordinati. Perciò Egli è ‘ekale īśvara’, l’Uno Sovrano. E’ nella Brahma-saṁhitā: īśvara paramaḥ kṛṣṇa. ekale īśvara. Non possono esserci molti īśvara. Quello non è īśvara. La filosofia māyāvāda che ognuno è Dio, non è una conclusione molto corretta. E’ da mascalzoni. Krishna dice: mūḍha. na māṁ prapadyante mūḍhāḥ (BG 7.15). Chi non si sottomette al supremo īśvara, il Signore Supremo, sappiate con certezza che egli è un mūḍha, un mascalzone; perché non è che tutti, possiamo diventare īśvara. Questo non è possibile. Non c’è questione di īśvara. īśvara indica il sovrano. Supponiamo che siamo in un gruppo, questo, la nostra Società Internazionale. Se tutti diventano capo o ācārya, allora come può essere gestito? No. Ci deve essere una guida. Questo è un principio della nostra vita pratica. Noi seguiamo i nostri leader politici. Non possiamo dire ‘appartengo a questo partito’ a meno che non ne seguiamo il leader. E’ ovvio.
E così, quindi, questa citazione vedica: nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). Ci deve essere un leader, un leader della stessa qualità, nitya. Io sono nitya, Krishna è nitya. Krishna è un essere vivente e anch’io sono essere vivente. nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām. Qual è allora la differenza tra Krishna e me? La differenza è che ci sono due ‘nitya’, o due ‘cetanaś’. Uno è definito al singolare, e l’altro è definito col plurale. nityo nityānām. Questo nityānām è indicato al plurale, e nitya al singolare. Quindi Dio è nitya, uno, singolare; e noi invece, che siamo governati, siamo al plurale. Questa è la differenza. E Lui com’è che prevale sul plurale? Perché: eko yo bahūnāṁ vidadhāti kāmān. Egli fornisce tutte le necessità della vita a tutta questa pluralità. Perciò Lui è īśvara. Egli è Krishna, Egli è Dio. Colui che fornisce tutte le necessità della vita, è Isvara. Lui è Krishna, Lui è Dio. Quindi possiamo capire molto bene che noi siamo esseri mantenuti da Krishna. Perché non dovremmo essere governati da Lui? E’ un dato di fatto.

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