Aug 212017
 

Strage a Barcellona: una mia riflessione

di Marco Ferrini

È ancora forte l’eco dello sdegno a seguito dell’ennesima barbarie compiuta a Barcellona; meno rilanciati dai media ma non meno laceranti sono le grida di disperazione di coloro che subiscono i bombardamenti in Siria, Iraq, Afghanistan, Yemen e altrove: a prescindere che le stragi siano eseguite da isolati combattenti islamisti o da laici militari professionisti, in entrambi i casi le vittime sono sempre persone inermi, che soffrono e muoiono a causa della indifferenza con cui in certi ambienti pseudo religiosi-politico-affaristici è considerata la vita umana.

La causa? una virtù in rapida estinzione: la compassione.

Ritengo pertanto urgente ripassare con voi la lezione dell’equanimità, non solo per favorire la propria ed altrui evoluzione etico-spirituale, ma anche per ridurre la escalation di violenza che affligge l’umanità.

Nella salute o nella malattia, nella gioventù o nella vecchiaia, nella buona e nella cattiva sorte, dovremmo sempre avere lo stesso sentimento di fondo: il desiderio di realizzarci spiritualmente; ciò è possibile se ci concentriamo sulla nostra reale identità, quella spirituale, che ci assimila a tutte le creature in quanto espansioni dell’Uno, di Dio, l’Anima di tutte le anime (cfr. Bhagavad-gita: 18.54, Isha Upanishad: 1.1, Katha Upanishad 2.2.13).

Solo così possiamo sentirci uniti da un profondo sentimento di fratellanza spirituale e sviluppare l’autentica equanimità in tutte le circostanze di fronte a plausi o insulti, a ciò che piace o non piace all’ego empirico. La conferma che stiamo dirigendoci verso questo alto stato di coscienza la riceviamo quando la nostra serenità diventa stabile e le speranze di pace e amore si liberano da dubbi e paure.

Quello che ci sostiene nella perenne ricerca di un equilibrio dinamico evolutivo, che tiene testa ad ogni mutarsi di circostanze esterne, è la consapevolezza che, nella nostra essenza spirituale, siamo oltre l’incessante fluire del tempo e degli eventi, in marcia verso la perfezione.

L’ascolto degli insegnamenti spirituali (shravanam), la meditazione (dhyana), i sentimenti di devozione a Dio unitamente alle opere a beneficio di tutti (bhakti-Yoga) ci consentono di vivere i beni spirituali, rimanendo centrati nel Dharma, la realtà che armonizza l’universo esteriore al nostro mondo interiore e viceversa.

E così gradualmente diventiamo equanimi, empatici e colmi di compassione verso tutte le creature e, in quanto alla nostra stabilità di propositi, cerchiamo di farci simili ad un forte albero con profonde radici, che anche durante le tempeste, magari ondeggia, ma non è divelto.

Preghiamo dunque affinché mai ci scopriamo privi di compassione, indifferenti nei confronti di chi soffre. Quell’innalzamento del rispetto della vita che vorremmo vedere negli altri, nel mondo, cominciamo col farlo crescere in noi tutti i giorni, imponendoci di non nuocere ad alcuno (ahimsa), animali inclusi.

Marco Ferrini

http://www.marcoferrini.net

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 Posted by on 21 August 2017 at 04:52:51 AST

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