Jun 212017
 

Los Angeles

nama oṁ viṣṇu-pādāya
kṛṣṇa-preṣṭhāya bhūtale
śrīmate bhaktisiddhānta
sarasvatīti nāmine
Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura lasciò questo mondo materiale il 31 Dicembre 1936, quasi quaranta anni fa. Ci sono due termini, prakaṭa e aprakaṭa, apparizione e scomparsa. Non abbiamo nulla da lamentarci per la scomparsa, perché Krishna e i devoti i Krishna… Non solo i devoti, anche i non-devoti, nessuno scompare. Nessuno scompare perché ogni essere vivente, siccome Krishna è eterno… E’ confermato nella letteratura Vedica: nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). La descrizione del Signore Supremo è che Egli è nitya, eterno, e anche gli esseri viventi sono eterni. Ma Egli è il primo eterno. Nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām. Qualitativamente non vi è alcuna differenza tra Krishna e gli esseri viventi. E quantitativamente, c’è differenza. Qual è la differenza tra il nitya, al singolare, e i nitya plurali? l nitya plurali sono subordinati, eterni servitori del nitya singolare. Proprio come se si vuole servire qualcuno; anche il padrone è esattamente come voi. Egli ha due mani, due gambe, o gli stessi sentimenti. Anche lui mangia. Tutto è uguale. Ma la differenza è che uno è padrone e l’altro servitore. Questo è tutto. Altrimenti, sono uguali sotto ogni aspetto.

Spiritualmente, tra comparsa e scomparsa, non c’è differenza. Proprio come dal punto di vista materiale, se una persona nasce… Supponiamo che vi sia nato un un figlio; diventate molto felici. Per lo stesso figlio, quando muore, si diventa molto infelici. Ciò è materiale. E spiritualmente, non c’è tale differenza tra comparsa o scomparsa. Quindi, anche se questo è il giorno della scomparsa di Oṁ Viṣṇupāda Śrī Śrīmad Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura, non c’è nulla per lamentarsi. Anche se ci sentiamo separati -il sentimento c’è- tuttavia spiritualmente non vi è alcuna differenza tra apparizione e scomparsa. C’è una canzone di Narottama dāsa Ṭhākura, ye anilo prema-dhana. Qualcuno di voi a conosce? Qualcuno può cantare quella canzone? Ye anilo prema-dhana, karuṇā pracura, heno prabhu kothā gelo. Non mi ricordo esattamente tutta la canzone. Questo è il nostro lamento… Śrīla Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura ha portato questo messaggio da distribuire dappertutto. Naturalmente, Śrī Caitanya Mahāprabhu ha espresso il Suo desiderio:

pṛthivīte āche yata nagarādi-grāma
sarvatra pracāra haibe mora nāma
(CB Antya-khaṇḍa 4.126)
Ha predetto: “In tutto il mondo, in ogni città e villaggio, ovunque, sarà conosciuto il Mio nome.” Il nome di Śrī Caitanya Mahāprabhu. Quello che si sta tentando attualmente. Per eseguire questa volontà di Śrī Caitanya Mahāprabhu, ha detto personalmente:

bhārata bhūmīte manuṣya janma haila yāra
janma sārthaka kari kara para-upakāra
CC Adi 9.41
Voleva che il Suo nome fosse diffuso in tutto il mondo, in ogni città e villaggio. E chi dovrebbe farlo? Lui ha chiesto che chiunque sia nato in Bhārata-varṣa, l’India, ha questo dovere: prima di tutto rendersi perfetti attraverso la comprensione della filosofia di Śrī Caitanya Mahāprabhu; poi diffonderla, distribuirla. Questo era il dovere di ogni indiano.

Gli indiani, soprattutto in India, hanno avuto il privilegio del vantaggio della letteratura Vedica. In altri Paesi non esiste tale vantaggio. Quindi, se qualcuno vuole rendere perfetta la sua vita, allora deve approfittare del vasto tesoro della conoscenza spirituale indiana.

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