Nov 022016
 

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Mayapur, 21 febbraio 1976

Oggi è il giorno di buon auspicio del nostro maestro spirituale predecessore Oṁ Viṣṇupāda Paramahaṁsa Parivrājakācārya Aṣṭottara-śata Śrīmad Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura Prabhupāda. La missione di Śrīla Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura… Oltre la sua vita, stiamo soprattutto sottolineando la missione di Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura. Questo luogo, Māyāpur, era precedentemente noto come Miyapura e per lo più abitato da musulmani. In un modo o nell’altro è stato convertito nel nome di Miyapura invece di Māyāpur. Comunque la gente è molto dubbia su dove si trovi il sito di nascita di Śrī Caitanya Mahāprabhu. E Bhaktivinoda Ṭhākura fece ricerche per scoprire il luogo effettivo. Così, sotto la direzione di Jagannātha dāsa Bābājī Mahārāja, questo presente Yogapīṭha fu accertato essere il luogo di nascita di Śrī Caitanya Mahāprabhu. Bhaktivinoda Ṭhākura in principio voleva sviluppare questo luogo molto magnificamente, come si addice al santo nome di Śrī Caitanya Mahāprabhu. Così iniziò questo movimento per sviluppare Māyāpur. Non riuscì a finirlo, quindi è stato tramandato a Bhaktisiddhānta Sarasvatī Ṭhākura. Così, sotto il suo sforzo, assistito dai suoi discepoli, questo posto si è progressivamente sviluppato e anche il nostro sforzo è quello di sviluppare questo posto. Per questo abbiamo chiamato questo tempio Māyāpur Chandrodaya. Abbiamo grandi ambizioni di sviluppare questo posto bene e gloriosamente, e fortunatamente siamo ora collegati con l’estero, in particolare con gli Americani. Era grande desiderio di Bhaktivinoda Ṭhākura che gli americani potessero venire qui e sviluppare questo posto, e potessero cantare e ballare insieme con gli indiani. Il suo sogno è come la profezia di Caitanya Mahāprabhu:
pṛthivīte āche yata nagarādi grāma
sarvatra pracāra haibe mora nāma
(CB Antya-khaṇḍa 4.126)
Caitanya Mahāprabhu desiderava che tutti gli indiani ne facessero parte:
bhārata bhūmite manuṣya-janma haila yāra
janma sārthaka kari’ kara para-upakāra.
(CC Adi 9.41)
Questa è la missione di Caitanya Mahāprabhu: para-upakāra. Para-upakāra significa fare del bene agli altri. Naturalmente, nella società umana ci sono molti rami differenti di fare del bene agli altri -società di sussidio-, ma più o meno… Perché più o meno? Quasi completamente, pensano che questo corpo sia il nostro sé, e che fare qualcosa di buono per il corpo è un’attività assistenziale. Ma in realtà quelle non sono attività assistenziali perché dalla Bhagavad-gītā possiamo capire molto chiaramente: antavanta ime dehaḥ nityasyoktāḥ śarīriṇaḥ Questo corpo è antavat. anta significa che finirà. Tutti sanno che il proprio corpo non è permanente, che finirà. Qualsiasi cosa materiale -bhūtvā bhūtvā pralīyate (BG 8.19)- ha una data di nascita, rimane per quache tempo, e poi è annientata. Percui l’educazione spirituale inizia dalla comprensione che “Io non sono questo corpo”. Questa è l’educazione spirituale. Nella Bhagavad-gītā la prima istruzione data da Krishna ad Arjuna è questa: noi non siamo questo corpo. Poiché Arjuna stava parlando dalla piattaforma fisica, Krishna allora lo rimproverò: aśocyān anvaśocas tvaṁ prajñā-vādāṁś ca bhāṣase (BG 2.11), “Arjuna, parli come un uomo molto colto, ma ti lamenti di un tema per il quale nessun uomo colto si lamenta.” Aśocyān anvaśocas tvam.
Quindi questo tipo di attività di assistenza sociale relativa al corpo, come ospedali e tante altre cose, sono buone senza dubbio, ma l’obiettivo finale è quello vedere l’interesse dell’anima. Questo è il fine ultimo. Questa è l’intero insegnamento Vedico. E Krishna inizia da questo punto. dehino ‘smin yathā dehe kaumāraṁ yauvanaṁ jarā (BG 2.13).

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