Apr 142017
 

Srimad Bhagavatan 6.1.7 — Honolulu, 8 maggio 1976

Prabhupāda: L’avete letto nella Bhagavad-gītā: sarva-yoniṣu, ‘in tutte le origini di nascita’. Sarva-yoniṣu sambhavanti mūrtayo yaḥ (BG 14.4). Ci sono diverse forme di vita: 8.400.000. Sono tutti esseri viventi, ma secondo il karma hanno ottenuto diversi corpi, la differenza è questa. Proprio come abbiamo abiti diversi per una propria scelta, allo stesso modo, otteniamo corpi diversi secondo la propria scelta. Questa mattina stavamo parlando dei soffrenti… Come si chiamano? Soffristi?
devoti: Surfisti.
Prabhupāda: Surfisti, sì. Surfisti. Io li chiamo “soffristi”. Il surfista sta creando una situazione per cui diventerà un pesce. Sì. Contaminazione. Proprio come se volutamente si contrae una qualche malattia dovete necessariamente soffrire di quella malattia. kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya sad-asad janma-yoniṣu (BG 13.22). Perché ci sono diverse varietà di vita? Qual è il motivo? Quella ragione è definita kāraṇam. Krishna dice nella Bhagavad-gītā: Kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya sad-asad janma-yoniṣu. Prakṛteḥ kriyamāṇāni (BG 3.27), prakṛti-stho ‘pi puruṣaḥ bhuñjante tad-guṇān (BG 13.22). Quindi, la ragione, è come quando ci infettiamo. La legge della natura è così perfetta che, se ci infettiamo di qualche malattia, di qualche contaminazione, allora si deve soffrire. Questa legge di natura agisce automaticamente, kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya.
Ci sono tre modalità nella natura materiale: la virtù, la passione e l’ignoranza. Finché siamo in questo mondo materiale, puruṣaḥ prakṛti-stho ‘pi bhuñjante tad-guṇān (BG 13.22). Se rimaniamo in un certo luogo, dobbiamo essere influenzati dai guṇa di quel luogo. Quindi ci sono tre modalità: sattva-guṇa, rajo-guṇa… Dobbiamo aver a che fare sia con il guṇa della virtù, o con il guṇa della passione, o con il guṇa dell’ignoranza. Ora, tre per tre, fa nove; e nove per nove, diventa ottantuno. Si miscelano, proprio come i colori. Ci sono tre colori: blu, rosso e giallo. Ora, chi è esperto nella creazione di colori, gli artisti, mescolano questi tre colori in modo diverso e li dispongono. Allo stesso modo secondo i guṇa, miscelandoli, associandoli -kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya- otteniamo diversi tipi di corpi; perciò vediamo così tante varietà di corpi, kāraṇaṁ guṇa-saṅgo ‘sya (BG 13.22). Così, la persona che trae molto piacere a danzare nel mare come un pesce si sta contaminando di quelle influenze della natura così che nella prossima vita diventerà un pesce. Sarà molto libero di ballare con l’oceano. Ci vorranno ancora milioni di anni per arrivare allo stadio di essere umano. Jalajā nava-lakṣāṇi sthāvarā lakṣa-viṁśati (Purāṇa). Egli deve passare attraverso la vita da pesce, e ce ne sono 900.000 diverse specie. Poi di nuovo si arriva alla terra, diventando alberi, piante e così via, passando attraverso due milioni di forme diverse. Questa è l’evoluzione. La teoria dell’evoluzione di Darwin, che non è perfettamente spiegata, viene spiegata nella letteratura Vedica. Un albero sta retto per dieci migliaia di anni, e noi dobbiamo passare attraverso questa vita. Ma non c’è conoscenza perfetta. Stiamo pensando che ora siamo dei bei corpi americani o indiani. No. Ci sono voluti tanti anni per giungere a questa vita. Pertanto gli śāstra dicono: labdhvā sudurlābhaṁ idaṁ bahu-sambhavānte (SB 11.9.29), “Hai ottenuto questa forma di vita umana dopo molti, molti milioni di anni di attesa.” Quindi non abusarne. Questa è civiltà Vedica: non fare cattivo uso della forma di vita umana.

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