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Dec 262016
 

Bhagavad-Gita 2.28 — Londra, 30 agosto 1973

A causa dell’ignoranza dell’anima, la situazione nel mondo è che si stanno creando tante attività peccaminose e ci si rimane impigliati, ma senza sapere come si sia finiti dentro. Questa è māyā, prakṣepātmika-śakti, āvaraṇātmika. Anche se è intrappolati, si pensa che si stia avanzando nella conoscenza scientifica. Questa è la loro conoscenza. Il signore diceva di essere un ingegnere minerario. L’ingegnere minerario ha il compito di rendere confortevole l’atmosfera all’interno della miniera. Provate a immaginare, è andato giù, dentro la terra, proprio come nella tana del topo, e sta migliorando quella tana. Dopo essere stato istruito, dopo aver ottenuto la laurea, la sua posizione è quella di entrare in un buco buio della terra e cercare, grazie al progresso scientifico, di purificare l’aria all’interno della miniera. E’ condannato ad essere costretto a rinunciare allo spazio esterno, all’aria libera. E’ stato condannato ad andare all’interno della terra, ma lui è orgoglioso di tale progresso scientifico. Questo sta succedendo. Questo è il progresso scientifico.
manute anartham (SB 1.7.5), questo è Vyāsadeva. Vyasadeva, prima di scrivere lo Śrīmad-Bhāgavatam sotto la guida di Nārada, meditò sulla situazione. Bhakti-yogena manasi samyak praṇihite amale apaśyat puruṣaṁ pūrṇaṁ māyāṁ ca tad-apāśrayam (SB 1.7.4). Egli vide, si rese conto, di due cose: māyā e Krishna. Mayam ca tad-apāśrayam: prendendo rifugio in Krishna. Non può esserci māyā senza Krishna, ma Krishna non è influenzato da māyā. Krishna non è influenzato, non ne viene assorbito, ma gli esseri viventi, yayā sammohito jīva (SB 1.7.5), gli esseri viventi rimangono influenzati dalla presenza di māyā. Krishna non ne è influenzato, proprio come il Sole e la luce del sole. Il Sole è una combinazione di particelle luminose. Questo è il sole, è scientificamente provato. Scintille, piccole scintille atomiche luminose. Allo stesso modo, anche noi siamo proprio come scintille luminose di Krishna. Krishna viene paragonato al Sole: kṛṣṇa – sūrya-sama, māyā haya andhakāra (CC Madhya 22.31). Quando ci sono nuvole, māyā, il Sole non è toccato; ma le piccole particelle, la luce del sole, ne sono influenzate. Cercate di capire. C’è il Sole, e sotto, molti milioni di miglia al di sotto, c’è la nuvola. E la nuvola copre una parte della luce solare composta di particelle luminose. Quindi māyā, o la nube, non può coprire il Sole, ma è in grado di coprire le minute particelle luminose; percui, noi ne siamo colpiti, ma Krishna non ne viene influenzato.

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