Feb 182017
 

Bhagavad Gita 6.46-47 — Los Angeles, 21 febbraio 1969

Devoto: Anche in questo caso, Prabhupāda, nella lettura di questa mattina…
Prabhupāda: No, niente domande riguardo a stamattina. Certo, puoi chiedere, ma domande e risposte dovrebbero essere inerenti alla lettura, altrimenti non ci sarà fine alle domande e risposte se proponi qualsiasi argomento. In ogni caso, si può finire così. Ci sono domande?
Devoto: Hai detto che i gopa amici di Krishna giocano con lui, e si dice abbiano fatto moltissime opere pie nelle loro vite passate. Ho capito che i compagni eterni…
Prabhupāda: No, di quelli che sono compagni eterni… Alcuni di loro sono compagni eterni e alcuni di loro sono promossi a tale associazione eterna. Supponiamo che tu diventa un compagno di giochi di Krishna; anche la tua condizione diventa, ora, eterna. Se solamente gli eterni compagni di Krishna possono giocare con lui, e non altri, allora qual è il senso del vostro diventare coscienti di Krishna? Anche voi potete diventarlo. Come? Facendo opere pie per molte, molte vite, anche voi potete essere promossi a quella posizione. Kṛta-puṇya-puñjāḥ (SB 10.12.11). In realtà nella Bhauma Vṛndāvana, la Vṛndāvana in questo mondo materiale, i compagni di Krishna sono per lo più composti da questi esseri condizionati che sono stati promossi a quel perfetto livello di coscienza di Krishna. Prima di tutto viene a loro permesso di vedere Krishna nel pianeta in cui sono in corso i divertimenti di Krishna; e poi sono promossi alla Vṛndāvana trascendentale. Perciò è detto nel Bhāgavatam: kṛta-puṇya-puñjāḥ. Sono stati tutti promossi. Anche loro sono promossi e ora sono compagni eterni. È chiaro? Hare Krishna. Ci sono altre domande?
Devoto: Prabhupāda, è possibile impegnarsi nel bhakti-yoga senza rendere servizio a Krishna? Diciamo che qualcuno…
Prabhupāda: Senza Krishna dove è la bhakti?
Devoto: Beh, qualcuno adora Buddha o Gesù.
Prabhupāda: Questo non è bhakti-yoga. Il bhakti-yoga è solamente in relazione a Krishna. e non può essere applicato a chiunque o a qualsiasi altra cosa. Come può la filosofia del Buddha inserirsi nel bhakti-yoga? Bhakti-yoga significa comprendere Dio, bhaktyā mām abhijānāti (BG 18.55). Troverete nel diciottesimo Capitolo della Bhagavad-gītā che con il bhakti-yoga si può comprendere il Signore Supremo, Dio. Ma nella filosofia del Buddha non esiste Dio, lo sai questo? Dove è quindi il bhakti-yoga?
Devoto: Nel caso dei cristiani, alcuni di loro adorano Gesù Cristo.
Prabhupāda: Quello è bhakti-yoga, perché accettano Dio. A meno che non si accetti Dio non c’è questione di bhakti-yoga. Anche la religione cristiana è Vaiṣṇavismo, perché accettano Dio. Forse in, alcune fasi, divers da questo. Ci sono diverse fasi di realizzazione di Dio. Nella religione cristiana si ammette che Dio è grande. Questo va molto bene. Ma quanto è grande Dio lo si può capire dalla Bhagavad-gītā e dallo Śrīmad-Bhāgavatam. Ma c’è l’accettazione che Dio è grande, percui è un principio di bhakti; vi si può applicare la bhakti. Anche la religione musulmana è bhakti-yoga. Ogni religione in cui Dio è l’obiettivo vi si può applicare la bhakti; ma quando non c’è Dio, o nell’impersonalismo, non c’è bhakti-yoga. Bhakti-yoga significa bhaja dhātu kti, bhaja-sevayā. Servizio. Il servizio intende tre cose: il servitore, il servito, e il servizio. Deve essere presente chi accetterà il servizio e deve essere presente chi rende servizio. E poi, quindi, il mezzo, ossia il procedimento del servizio; bhakti-yoga significa servizio. Se non c’è nessuno ad accettare il servizio, dove è il bhakti-yoga? Quindi, qualsiasi filosofia o principio religioso dove non si accetta Dio, il Supremo, non ha nessuna applicazione con la bhakti.

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