Aug 312016
 

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Passeggiando mattutina — Los Angeles, 12 dicembre 1973

Umāpati: Stavamo discutendo le possibilità di inserire devoti in uffici politici, e siamo arrivati alla sorprendente scoperta che noi rappresentiamo quasi tutto ciò che è contro i valori occidentali. Noi rappresentiamo l’austerità, rappresentiamo la coscienza di Dio, rappresentiamo restrizione sulla libertà sessuale, sull’intossicazione. Tutti i quattro principi regolatori sono quasi totalmente opposti ai desideri occidentali.
Prabhupāda: Questo significa che gli occidentali sono tutti demoni.
Umāpati: Quindi è un problema cercare di entrare in quegli uffici in quelle circostanze, far sapere: “Noi siamo per questo”, e avere qualcuno che ci voti.
Prabhupāda: Nessuno potrebbe votare, ma dobbiamo continuare predicando. L’ho già spiegato in alcune università. Se l’intero paese è analfabeta: significa forse che l’università dovrebbe essere fermata? L’università deve esserci. Chi è fortunato ci andrà e riceverà l’istruzione. Questo non è un ragionamento: “La gente è analfabeta. A loro non interessa. Quindi lasciamo chiuse le università”. Questo non è un argomento.
Yaśomatīnandana: Gradualmente svilupperanno interesse.
Prabhupāda: Sì, dobbiamo lavorare. Questo è predicare. Non pensiate che la predica vada così facilmente. Mangiare, dormire, e talvolta cantare “Haribol”, e questo è tutto. Quello non è predicare. Dobbiamo essere pronti ad impiantare idee coscienti di Krishna, in tutto il mondo.
Umāpati: Ciò probabilmente non accadrà in una notte, però.
Prabhupāda: Il programma di adorare la Divinità è pensato per noi, per tenerci al sicuro. Se trascuriamo l’adorazione alla Divinità cadremmo. Ma non è il nostro compito completo. arcāyām eva haraye pūjāṁ yaḥ śraddhayehate. ‘arcā’ indica la Divinità. Se qualcuno adora la Divinità molto bene, ma però: ‘na tad-bhakteṣu cānyeṣu’, non sa nulla di più, ossia chi è devoto e chi non è devoto, e qual è il dovere verso il mondo, ‘sa bhaktaḥ prākṛtaḥ smṛtaḥ’: è un devoto materialista. È un devoto materialista. Quindi dobbiamo prendere la responsabilità di capire chi, in realtà, è un puro devoto, e qual è il nostro dovere verso la gente in generale; e allora farete progresso. Poi si diventa madhyama-adhikārī. madhyama-adhikārī, devoto avanzato. Proprio come queste persone, sia in India che qui, che rimangono semplici frequentatori, vanno in chiesa senza alcuna comprensione. Perciò sta fallendo. Le chiese vengono chiuse. Allo stesso modo, se non vi mantenete stabili nel predicare, allora i vostri templi verranno tutti chiusi nel tempo. Senza predica non sentirete alcun entusiasmo nel continuare l’adorazione nel tempio. E senza adorzione nel tempio non è possibile mantenersi puri e puliti. Devono andare avanti enrambe le cose, in parallelo. Allora c’è il successo. Nei tempi odierni, sia hindu, musulmani o cristiani, siccome in quei luoghi non c’è insegnamento filosofico, allora stanno chiudendo, sia moschee o templi o chiese. Chiuderanno.
Prajāpati: Non possono mostrare attività con buoni risultati.
Prabhupāda: Sì. Quella è la predica. Per questo stiamo scrivendo così tanti libri. A meno che non ci prendiamo cura dei libri e predichiamo e noi stessi leggiamo, comprendendo la filosofia, questo Hare Krishna finirà entro pochi anni. Perché non ci sarà vita. Quanto tempo si può andare avanti artificialmente, “Hare Krishna! Haribol!” Sarà artificiale, senza vita.
Yaśomatīnandana: Esatto Prabhupāda. Siamo così sciocchi, non capiamo mai nulla senza che tu non ce lo dica. Senza predicare…
Prabhupāda: Senza predicare, senza capire la filosofia, non potete mantenervi forti. Tutti dovrebbero essere bravi ad esporre accuratamente la filosofia. Ciò significa che è necessario leggere attentamente tutti i giorni. Abbiamo tanti libri. E il Bhāgavatam è così perfetto che a ogni verso che si legge si ottiene una nuova illuminazione. Sono così belli, sia la Bhagavad-gītā che il Bhāgavatam. Ma non sono scritti ordinari.
Umāpati: Ho cercato di inserire la Bhagavad-gītā in alcune scuole, e loro dicono: “Beh, noi abbiamo una Bhagavad-gītā. Questa è una comprensione della Bhagavad-gītā completamente diversa. E’ ​​solo il parere di qualcun altro e non abbiamo molto interesse in una varietà di opinioni sullo stesso libro”.
Prabhupāda: Non è un’opinione. Abbiamo aggiunto ‘così com’è’: senza opinioni.
Umāpati: Beh, quelli sono i loro toni. È molto difficile covincerli che…
Prabhupāda: Quindi predicare è sempre difficile. L’ho detto ripetutamente. Non si può prendere la predica alla leggera. Predicare dev’essere una lotta. Intendi dire che combattere è una cosa facile? Lottare non è cosa facile. Ogni volta che c’è lotta, c’è pericolo, c’è responsabilità. Questo significa predicare. Cos’è la predica? Siccome le persone sono ignoranti, dobbiamo illuminarle. Questo è predicare.
Nara-nārāyaṇa: Quando sei venuto nei paesi occidentali, credo che nessuno, ovunque, credesse che sarebbe stato un successo Ma in realtà, è diventato un grande successo, con la predica.
Prabhupāda: Io stesso non credevo sarebbe stato un successo, che dire degli altri. Ma, siccome ho seguito la linea giusta, allora è diventato di successo.
Yaśomatīnandana: Sì, Krishna è così gentile che se ci aspettiamo qualcosa ci dà centinaia di volte di più.
Prabhupāda: Oh sì.
Yaśomatīnandana: Quindi, se ci limitiamo a seguire le tue istruzioni, allora sono sicuro che diventerà una cosa gloriosa.
Nara-nārāyaṇa: Quindi, se seguiamo la linea corretta, allora anche le nostre attività politiche saranno in grado di avere successo?
Prabhupāda: Oh sì. Perché no? Krishna era in politica. La coscienza di Krishna si applica a tutto tondo: nel sociale, nella politica, filosofia, religione, cultura, tutto. Non è unilaterale. La prendono come fosse…Non la conoscono. Perciò pensano sia un movimento religioso. No, è onnicompresiva, include tutto, onnipervadente.

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