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Dec 262016
 

Bhagavad-Gita 2.28 — Londra, 30 agosto 1973

Śaṅkarācārya ha teorizzato questo: brahma satyaṁ jagan mithyā. Per Brahman intende che l’anima è realtà, non la manifestazione materiale. Naturalmente, lui dice che la manifestazione materiale è falsa. Noi non diciamo che è falsa, diciamo che è temporanea. Il nostro principale interesse è che io non sono temporaneo; il mio corpo è temporaneo. Ora sto agendo per il corpo. Questa è un’illusione. Ahaṁ mameti (SB 5.5.8). Qual è quindi la realtà? La realtà è che io sono una particella spirituale e lo spirito totale è Krishna, o Dio; -quindi, come parte integrante di Dio, è mio dovere servire Dio- e ciò si chiama svarūpa. Questa è vita spirituale. In un altro passo la Bhagavad-gītā conferma: sa guṇān samatītyaitān brahma-bhūyāya kalpate (BG 14.26). Quando realizzo di non essere questo corpo, immediatamente trascendo le tre influenze della natura materiale, sattva-guṇa, rajo-guṇa, tamo-guṇa. Essendo nel concetto fisico dell’esistenza io sono influenzato da una delle influenze della natura materiale e agisco.
Anche nel Bhāgavatam si afferma: yayā sammohito jīva ātmānaṁ tri-guṇātmakaṁ manute anartham (SB 1.7.5). Accettando questo corpo, che è fatto di una delle tre influenze della natura materiale, e identificandomi con esso, ho creato tanti anartha. Anartha significa cose indesiderate. Tat-kṛtaṁ cābhipadyate E dopo aver creato, coi rapporti corporei, tante cose indesiderate, vengo assorbito dal pensiero “Io appartengo a questa o quella nazione, percui ho il dovere di fare questo o fare quello per la nazione, o per la società, la famiglia, me stesso, mia moglie, i miei figli.” Questo, secondo la concezione Vedica, è illusione. Ahaṁ mameti (SB 5.5.8), janasya moho ‘yam. Moha significa illusione. Sto creando situazioni illusorie e ne rimango impigliato. La mia situazione è questa. Ma il mio vero obiettivo è come uscire da questa illusione e raggiungere la mia coscienza originale, tornare alla coscienza di Krishna. Coscienza di Krishna significa corpo spirituale. Appena agisco in base al mio corpo spirituale, ciò viene definita liberazione. E’ necessario, e dopo vivo beatamente nella vita eterna di conoscenza. Questo è il mio problema. Ma le persone vengono educate a questa concezione corporea dell’esistenza; ciò crea problemi, e al fine di risolvere i problemi rimangono invischiati in attività peccaminose. Proprio come questa mattina si discuteva riguardo l’uccidere il corpo del bambino all’interno del grembo materno, l’aborto. Perché noi non sappiamo che l’anima all’interno del corpo del bambino non può essere uccisa. Non può essere uccisa. Ma è anche spiegato che chi conosce l’eternità dell’anima non uccide nessuno, anche se l’anima non viene uccisa. Ma noi stiamo creando un problema, perché l’anima ha trovato riparo in questo corpo e la cosiddetta scienza medica, consigliando di distruggere quel corpo, sta incatenando la persona alla quale da quel consiglio. Capisco solo che la moglie di un gentiluomo viene qui, che lei è un medico e il suo compito è di diagnosticare la gravidanza e consiglia che il bambino venga ucciso o meno. Il lavoro è questo.

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