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Srimad Bhagavatan 7.9.8 — Mayapur, 28 febbraio 1977

Pradyumna: Traduzione – Prahlāda Mahārāja pregò: “Come è possibile per me, che sono nato in una famiglia di asura, offrire adeguate preghiere per soddisfare il Signore Supremo? Fino ad oggi, tutti gli esseri celesti guidati da Brahmā e tutte le persone sante non hanno potuto soddisfare il Signore con fiumi di eccellenti parole, sebbene queste persone siano molto qualificate essendo sotto l’influenza della virtù. Quindi che dire di me? Io non sono affatto qualificato.”
Prabhupāda:
śrī prahlāda uvāca
brahmādayaḥ sura-gaṇā munaya ‘tha siddhāḥ
sattvaikatāna-gatāyo vacasāṁ pravāhaiḥ
nārādhituṁ puru-guṇair adhunāpi pipruḥ
kiṁ toṣṭum arhati sa me harir ugra-jāteḥ
(SB 7.9.8)
ugra-jāteḥ significa famiglia demoniaca, in passione. ugra. Ci sono tre attributi in questo mondo materiale. Perciò è detto guṇa-mayī. Daivī hy eṣā guṇa-mayī (BG 7.14). guṇa-mayī indica i tre guṇa, le tre influenze della natura materiale: sattva-guṇa, rajo-guṇa and tamo-guṇa. La nostra mente sta saltando; tutti conoscono la natura della mente, a volte accetta una cosa, e di nuovo la rigetta. saṅkalpa-vikalpa. Questa è la caratteristica della mente, o la natura della mente. A volte la mente salta sul sattva-guṇa, a volte sul rajo-guṇa, a volte sul tamo-guṇa. In questo modo acquisiamo diversi tipi di mentalità. In questo modo, al momento della morte, la mentalità che si ha, proprio nell’istane di lasciare questo corpo, mi porterà ad un corpo diverso di sattva-guṇa, rajo-guṇa, tamo-guṇa. Questa è il modo della trasmigrazione dell’anima. Quindi dobbiamo allenare la mente fino a quando si ottiene il un altro corpo. Questa è l’arte di vivere. Quindi, se allenate la vostra mente solamente a pensare a Krishna, allora siete al sicuro. Altrimenti c’è la possibilità di incidenti. yaṁ yaṁ vāpi smaran bhāvaṁ tyajaty ante kalevaram (BG 8.6). Al momento di lasciare questo corpo, se non abbiamo esercitato la mente a sabilirsi ai piedi di loto di Krishna, allora c’è… (interrotto) Otteniamo un particolare tipo di corpo, ma Prahlāda Mahārāja, siccome non appartiene a questo livello di speculazione mentale essendo nitya-siddha, non ha tale possibilità perché sta sempre pensando a Krishna. (Rumore) (rumore) Sa vai manaḥ kṛṣṇa-padāravindayor (SB 9.4.18). Questo esercizio è una cosa molto semplice. Krishna è qui. Noi vediamo la Divinità quotidianamente, e vediamo i piedi di loto di Krishna. Fissate la vostra mente in quel modo e allora sarete al sicuro. Una cosa molto semplice. Anche Ambarīṣa Mahārāja era un grande devoto. Era un re, una persona molto responsabile, un politico. Ma praticava in modo tale che fissò la sua mente ai piedi di loto di Krishna. Sa vai manaḥ kṛṣṇa-padāravindayor vacāṁsi vaikuṇṭhasṇānuvarṇane. Questa pratica. Non parlare di sciocchezze. (Rumore – Qual è il problema? Tirate via.)

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