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Bhagavad-Gita 7.1 — Los Angeles, 2 dicembre 1968

Viṣṇujana: Ci sono così tante storie di Sri Caitanya che converte molti mascalzoni. Per la Sua sola presenza avrebbero cantato Hare Krishna. Come possiamo ottenere la Sua misericordia in modo da poter aiutare le persone intorno a noi a cantare Hare Krishna?
Prabhupāda: Se canti sinceramente questo mantra tutto sarà chiaro. E’ il processo di pulizia. Anche se avete delle idee da mascalzoni, amicizie con mascalzoni, non importa. Se semplicemente cantate… Lo sapete praticamente, tutti, che questo metodo del canto è l’unico metodo che farà progredire la gente. Questo è il metodo, cantare e ascoltare. Ascoltare le lezioni tenute sulla Bhagavad-gītā o lo Śrīmad-Bhāgavatam, cercare di capire, e cantare, e seguire le regole. Quindi, le regole per ultimo. Prima di tutto cercate di ascoltare e cantare. Śṛṇvatāṁ sva-kathāḥ kṛṣṇaḥ puṇya-śravaṇa-kīrtanaḥ. Puṇya-śravaṇa-kīrtanaḥ (SB 1.2.17). Chiunque senta ‘Hare Krishna’ diventa pio semplicemente ascoltando. Si purifica, così a un certo livello accetterà. Ma la gente pensa: “Cos’è questo cantare Hare Krishna?” Vedete? Se si dà loro un qualche imbroglio, kuṇḍalinī-yoga e tutte queste stupidaggini, essi saranno molto soddisfatti. Vedete? Percui loro vogliono essere truffati. E qualche imbroglione arriva. —Sì! Prendi questo mantra, dammi trentacinque dollari e in sei mesi diventerai Dio; avrai quattro braccia! Quindi, noi vogliamo essere truffati. Questo sistema di ingannare è uno degli elementi della vita condizionale. Ci sono quattro difetti nella vita condizionata. Un difetto è che noi commettiamo errori; e un altro difetto è che noi accettiamo qualcosa per quello che non è. Come si commettano errori non è molto difficile da capire. Ognuno di noi sa come commettiamo errori, idiozie. Anche grandi uomini commettono errori, si vede. Proprio come ci sono tanti casi tra i politici, un piccolo errore o un errore madornale, uno sproposito… Quindi l’errore. ‘Errare è umano’, l’errore c’è. Allo stesso modo, accettare qualcosa come reale ma che reale non è. Com’è? Proprio come tutti che nella vita condizionata pensano: “Questo corpo è il mio sé”. Ma io non sono questo. Io non sono questo corpo. Questa è chiamata illusione, pramāda. L’esempio migliore è quello di scambiare una corda per un serpente. Supponiamo che nel buio c’è una corda come questa, e tu: —Oh, qui c’è un serpente! Questo è il miglior esempio di illusione. Accettare qualcosa per quello che non è. Questo difetto è presente nella vita condizionata. C’è questo difetto di commetere errori e confondersi. E il terzo difetto è che vogliamo imbrogliare e vogliamo essere imbrogliati. Siamo anche molto esperti. Stiamo sempre pensando a come si farà a imbrogliare qualcuno. E naturalmente anche lui sta pensando di ingannare me. Percui tutta la vita condizionale è un’associazione di imbroglioni e di imbrogliati, questo è tutto. Quindi questo è un altro difetto. E il quarto difetto è che i nostri sensi sono imperfetti. Perciò tutta la conoscenza che riceviamo è conoscenza imperfetta. Un uomo può fare congetture, ma può speculare con la sua mente. Tutto qua. Ma la sua mente è imperfetta; qualsiasi cosa possa supporre produrrà qualcosa senza senso, questo è tutto. Perché la sua mente è imperfetta. Non è che aggiungendo migliaia di zeri il risultato sia =1. No. E’ ancora zero. Percui, questo processo di speculazione per capire il Supremo, non è altro che zero. Quindi, con tutti questi difetti nella nostra vita condizionata non è possibile giungere alla vita reale. Per questo dobbiamo apprendere da personalità come Krishna e il Suo rappresentante autentico. Questa è vera conoscenza. Allora si otterrà la perfezione.

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