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Sep 242016
 

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Srimad Bhagavatan 7.9.9 — Mayapur, 1 marzo 1977

Questo nostro Movimento si basa sull’attività pratica. Qualunque sia il talento che avete, quel poco di forza che avete o istruzione che avete…Non dovete imparare nulla. Qualunque cosa abbiate, in qualunque posizione siate, potete servire Krishna. Non è che dovete prima imparare qualcosa e poi potete servire. No. Il servizio stesso è insegnamento. Quanto più si cerca di rendere un servizio tanto più si diventa avanzati nel diventare servitori esperti. Non è richiesta alcuna intelligenza supplementare. L’esempio è: gaja-yūtha-pāya; l’elefante, il re degli elefanti, è soddisfatto; è un animale, non è un brāhmaṇa, non è un Vedantista. Forse molto grande, un animale in sovrappeso, ma dopotutto è un animale. Hanumān era un animale. Ci sono molti casi simili. Jaṭāyu era un uccello. E come sono soddisfatti? Jaṭāyu ha combattuto contro Rāvaṇa. L’avete visto ieri. Rāvaṇa aveva rapito Sītā-devi, e Jaṭāyu, l’uccello, stava volando. Rāvaṇa sapeva come volare senza macchine; era molto, molto potente materialmente. Così Jaṭāyu lo attaccò in cielo: “Chi sei? Stai portando via Sītā. Io ti combatterò!” Rāvaṇa era molto potente. Jaṭāyu fu sconfitto ma combatté. Questo è il suo servizio. Non importa che sia stato sconfitto. Allo stesso modo, noi dobbiamo combattere. Coloro che si oppongono al Movimento per la Coscienza di Krishna li dobbiamo combattere al meglio delle nostre capacità. Non importa se veniamo sconfitti. Anche questo è servizio. Krishna vede il servizio. Sconfitto o vittorioso, dipenderà da Krishna. Ma la lotta ci deve essere. karmaṇy evādhikāras te mā phaleṣu kadācana (BG 2.47). Questo è il significato. Si deve lavorare per Krishna sinceramente, in modo intelligente; e vittoria o sconfitta non importa. Proprio come Jaṭāyu è stato sconfitto lottando con Rāvaṇa. Le sue ali furono tagliate. Rāvaṇa era molto forte. E il Signore Rāmacandra compì le ultime cerimonie funebri poiché era un devoto. Questo è il metodo, non dobbiamo imparare qualcosa in più. Qualunque sia la capacità che abbiamo, dobbiamo decidere di rendere un servizio al Signore. Non è richiesto che siate molto ricchi, molto belli, con un fisico forte. Niente del genere. sa vai puṁsāṁ paro dharmo yato bhaktir adhokṣaje ahaituky apratihatā (SB 1.2.6). In qualsiasi condizione, il vostro servizio di devozione non dovrebbe essere interrotto. Questo dovrebbe essere il principio, non avere intenzione di smettere, in qualsiasi circostanza. E Krishna è disposto ad accettare anche un piccolo fiore, un po’ d’acqua: patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ (BG 9.26). Non dice, “DamMi vivande fastose e gustose, altrimenti…” Egli sarà soddisfatto. No, la vera necessità è la bhakti. Patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ yo me bhaktyā prayacchati. Questa è la vera necessità, bhaktyā. bhaktyā mām abhijānāti yāvān yaś ca… (BG 18.55).
Quindi dobbiamo sviluppare la nostra bhakti, l’amore per Krishna. premā pumartho mahān, come consigliato da Caitanya Mahāprabhu. Le persone sono alla ricerca di dharma-artha-kāma-mokṣa, ma Caitanya Mahāprabhu ha detto: “No, anche se vieni liberato, mokṣa, questa non è la qualificazione per ottenere il favore di Krishna”. Prema pumartho mahan. Pancama-puruṣartha. La gente sta cercando di essere molto religiosa. Questo va bene. Poi, economicamente. dharma-artha. artha significa economicamente molto ricco, opulento. Quindi kāma, molto esperto nel godimento dei sensi. E poi mukti. Queste, in genere, le richeste. Ma il Bhāgavatam dice: “No, queste cose non sono qualifiche”. Dharmaḥ projjhita-kaitavo ‘tra (SB 1.1.2).

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