Jul 162016
 

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Conversazione — Los Angeles, 10 giugno 1976

Prabhupāda: L’educazione moderna, non riesce a capire che questa ripetizione di nascita, morte, vecchiaia e malattia sono una disfunzione. Non capiscono questo. Perché lo accettano? Lo accettano, pensando che non c’è altro modo. Ma se c’è un modo per fermare questo, perché non lo si accetta? Qual è il valore di questa educazione? Essi non possono distinguere tra giusto e sbagliato. A nessuno piace la morte, ma la morte è lì. A nessuno piace invecchiare, ma la vecchiaia è lì. Perché mettere da parte questi grandi problemi e essere orgogliosi del progresso scientifico della conoscenza? Che tipo di educazione è questa? Se non possono distinguere tra giusto e sbagliato, allora qual è il risultato di questa educazione? Istruzione significa che uno deve essere in grado di distinguere tra il bene e il male. Ma non possono. Anche loro sanno che la morte non è buona cosa, ma perché non stanno cercando il modo di fermare la morte? Dove è il progresso? Sono molto orgogliosi del progresso della scienza. Dove è il progresso? Non potete fermare la morte. Non potete fermare la vecchiaia. Potete produrre medicina avanzata, ma perché non fermate la malattia? Prendi questa pillola, non ci sarà più malattia. Dov’è che la scienza?
Nalinīkaṇṭha: Dicono che ci stanno lavorando su questo.
Prabhupāda: Questa è un altra stupidaggine. Bluff.
Gopavṛndapāla: Proprio come diciamo che la coscienza di Krishna è un processo graduale, loro dicono che il loro progresso scientifico è un processo graduale. Prabhupāda: Processo graduale, ma pensano che saranno in grado di fermare la morte? Noi siamo sicuri che stiamo tornando a casa, da Dio, Krishna. Ma dove è la loro fiducia che essi saranno in grado di fermare la morte, la vecchiaia, la malattia?
Dr. Wolfe: L’ultima idea è che ora dicono che stanno cercando, hanno stabilito il fatto che c’è vita dopo la morte.
Prabhupāda: C’è.
Dr. Wolfe: Cercano di ricrearla nuovamente, scientificamente.
Prabhupāda: Lasciateli fare. Scientificamente, c’è vita dopo la morte. Noi lo diciamo ripetutamente: il mio corpo da bambino è morto, non c’è più, scomparso. Ho un corpo diverso. Così, dopo la morte c’è la vita. Questo è pratico. Quindi questo dice Krishna: tathā dehāntara-prāptiḥ (BG 2.13) Così allo stesso modo, na hanyate hanyamāne śarīre (BG 2.20). Questa è una dichiarazione autorevole di Dio, e praticamente vediamo che otteniamo un corpo dopo l’altro, ma io continuo. Allora, dove è l’obiezione? Quindi c’è vita dopo la morte. La cosiddetta morte significa annientamento del corpo. Quindi, se ci atteniamo a quel tipo di vivere, ossia che non c’è più la morte…ebbene quello è ciò che deve essere ricercato. Questa è intelligenza. Ciò è menzionato nella Bhagavad-gītā: se semplicemente capiamo Krishna e si diventa idonei a tornare a Lui, allora mai più morte.

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