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Dec 032016
 

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Bhagavad-Gita 2.20 — Hyderabad, 25 novembre 1972

Facciamo alcuni piani in questa vita, e quando questo mio corpo materiale grossolano è finito, è morto, tuttavia la mia idea, nella mente, nel corpo sottile, rimane. E poiché rimane nella mia mente, quindi, per realizzare il mio desiderio devo accettare un altro corpo. Questa è la legge della trasmigrazione dell’anima. L’anima, dunque, con il suo piano, viene trasferita in un altro corpo grossolano. E insieme all’anima c’è l’Anima Suprema, la Persona Suprema. sarvasya cāhaṁ hṛdi sanniviṣṭo mattaḥ smṛtir jñānam apohanaṁ ca (BG 15.15). Quindi l’Anima Suprema, la Persona Suprema, gli dà l’intelligenza: “Hai un tuo programma; ora che hai un corpo adatto lo puoi realizzare.” Per questo troviamo che qualcuno è un grande scienziato, o un buon meccanico. Significa che nella vita precedente era meccanico, stava facendo qualche piano, e in questa vita ottiene la possibilità di soddisare il suo desiderio. Scopre qualcosa e diventa famoso, celebre. Perché i karmī vogliono tre cose: lābha-pūjā-pratiṣṭhā (CC Madhya 19.159). Vogliono qualche profitto materiale e vogliono un po’ di adorazione materiale, lābha-pūjā-pratiṣṭhā, e stabilità. Questa è la vita materiale. Così, uno dopo l’altro, stiamo cercando di avere qualche profitto materiale, qualche adorazione materiale, della reputazione materiale. E’ per questo che otteniamo diversi tipi di corpi, continuamente. In realtà accettare un corpo non significa che io muoia. Io ci sono, esisto in forma sottile. na jayate na mriyate; percui non si tratta di nascita e morte ma semplicemente di trasformazione del corpo. vāsāṁsi jīrṇāni yathā vihāya (BG 2.22), verrà spiegato nel verso successivo.
vāsāṁsi jīrṇāni yathā vihāya
navāni gṛhṇāti naro ‘parāṇi
tathā śarīrāṇi vihāya jīrṇāny
anyāni saṁyāti navāni dehī
(BG 2.22)
Dehī, l’essere vivente, sta semplicemente cambiando il vestito. E’ il vestito. Questo corpo è un vestito. Ora la domanda è, -proprio come si è discusso che lo spirito non ha forma- come può essere? Se questo corpo è il mio vestito, come posso non avere alcuna forma? Perché l’abito ha una forma? Il mio cappotto o una camicia hanno una forma perché il mio corpo ha una forma. Io ho due braccia. Perciò anche il mio vestito, il mio cappotto, ha due maniche. Anche la mia camicia ha due maniche. Quindi se questo corpo descritto nella Bhagavad-gītā, vāsāṁsi jīrṇāni yathā vihāya (BG 2.22), è il vestito, allora devo avere una forma. Altrimenti come viene fatto questo vestito? E’ una conclusione molto logica e molto facile da capire. Senza che io abbia la mia propria forma, come fa l’abito ad avere forma? Qual è la risposta? Qualuno può dirlo? Come può l’essere vivente originale essere senza mani e gambe? Se l’abito di questo corpo… Proprio come si va da un sarto. Prende la misura della manica, della gamba, del torace quindi la giacca o la camicia vengono confezionate. Allo stesso modo, quando avete un particolare tipo di corpo, si deve ritenere di avere una propria forma, una forma spirituale. Nessuno può confutare questa tesi. E, a parte il nostro presunto argomento, noi dobbiamo accettare la dichiarazione di Krishna, perché Egli è l’autorità.

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