Aug 312016
 

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Srimad Bhagavatan 1.8.20 — Mayapura, 30 settembre 1974

tad-vāg-visargo janatāgha-viplavaḥ. Qualsiasi composizione in cui vi sia da qualche parte, o talvolta, la glorificazione del Signore Supremo… qualsiasi letteratura …tad-vag-visto…janatāgha-viplavaḥ… Tale letteratura è rivoluzionaria. Rivoluzionaria. viplavaḥ. viplava significa rivoluzione. Che tipo di viplava? Proprio come, nella rivoluzione, un partito politico vince su un altro partito politico o una cosa del genere. Comprendiamo che rivoluzione significa rivoluzione politica. Un tipo di pensiero politico viene sopraffatto da un altro tipo di pensiero politico. Ciò si chiama rivoluzione. La parola inglese è ‘rivoluzione’, e la parola sanscrita è ‘viplava’. Quindi, tad-vāg-visargo janatāgha-viplavaḥ. Se tali letterature vengono proposte, proprio come noi le stiamo presentando…Noi non siamo grandi studiosi. Non abbiamo tale qualifica da poter comporre una letteratura molto bella. Ci possono essere tanti errori, qualunque essi siano. Ma è rivoluzionaria. Questo è un dato di fatto. E’ rivoluzionaria. In caso contrario, perché importanti studiosi, professori, autorità universitarie, bibliotecari, la stanno sostenendo? Essi pensano di sapere che questa letteratura rivoluzionerà il mondo intero. Perché, nel mondo occidentale, non c’è un pensiero del genere. Sono concordi. E quindi, perché è rivoluzionaria? Perché c’è un tentativo di glorificare Krishna, la Persona Suprema. Nulla di più. Non c’è carriera letteraria.
Perciò viene accettata. tad-vāg-visargo janatāgha-viplavo yasmin prati-ślokam abaddha (SB 1.5.11). śloka. Per scrivere śloka in sanscrito è richiesta erudizione. Ci sono molte, molte norme e regole. Non è che componi qualsiasi cosa e diventi poeta. No. Ci sono norme e regole che uno deve seguire. Allora, poi, uno può comporre. Come potete vedere, c’è una metrica:
tathā paramahaṁsānāṁ
munīnām amalātmanām
bhakti-yoga-vidhānārthaṁ
kathaṁ paśyema hi striyaḥ
(SB 1.8.20)
C’è una metrica. Per ogni śloka c’è una metrica. Così, anche se non vengono scritti con la metrica convenzionale, e se qualche volta sono incompleti, ma siccome c’è glorificazione al Signore Supremo… nāmāny anantasya. Ananta è il Supremo Illimitato. Ci sono i Suoi nomi. Percui il mio Guru Mahārāja lo accetta. Se c’è il nome di anantasya, o di ‘Ananta’, il Supremo, come ‘Krishna’, ‘Narayana’, ‘Caitanya’, allora: śṛṇvanti gāyanti gṛṇanti sādhavaḥ. sādhavaḥ significa ‘coloro che sono persone sante’. Anche se tale letteratura è scritta in un linguaggio incompleto, essi la ascoltano. L’ascoltano perché è glorificazione del Signore.
Quindi questo è il sistema. In un modo o nell’altro dovremmo essere affezionati a Krishna. mayy āsakta-manāḥ pārtha. Questo è il nostro unico impegno, come poter essere… Non importa se in un linguaggio errato. A volte ci sono diversi termini sanscriti pronunciati non proprio correttamente. Proprio come facciamo noi. Non siamo molto esperti. Ci sono molti relatori esperti di pronuncia sanscrita dei veda-mantra. E noi non siamo così esperti. Ma ci proviamo. Ci proviamo. Ma il nome ‘Krishna’ c’è. Pertanto è sufficiente. Perciò è sufficiente.

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