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Jan 222017
 

Bhagavad Gita 6.16-24 — Los Angeles, 17 febbraio 1969

Devoto: Verso 19, “Come una fiamma al riparo dal vento non oscilla, (BG 6.19)…
Prabhupāda: Osservate quest’esempio.
Devoto: “…così lo spiritualista che controlla la mente rimane sempre fermo nella sua meditazione sull’Anima Suprema.”
Prabhupāda: In questa stanza non c’è corrente d’aria, basta vedere la lampada, la fiamma è stabile. Allo stesso modo, la fiamma della vostra mente rimarrà stabile come questa fiamma se assorbite la mente nella coscienza di Krishna, e allora, come la fiamma non oscilla, la vostra mente non sarà agitata. E questa è la perfezione dello yoga.
Devoto: Versi dal 20 al 23, “La perfezione dello yoga, chiamata trance o samādhi, si raggiunge quando si sottrae la mente a ogni attività materiale con la pratica dello yoga (BG 6.20-23).”
Prabhupāda: Samādhi non significa fare il vuoto, questo è impossibile. Kleśo ‘dhikaratas teṣām avyaktāsakta-cetasām (BG 12.5). Alcuni yogī dicono che si deve fermare se stessi, rendersi immobili. Come è possibile rendersi immobili? Io sono uno spirito in movimento, non è possibile. Immobili è quando ci si stabilisce in Krishna e non c’è più alcun movimento materiale. Questo significa immobile, che le propensioni materiali non vi disturberanno più. Questo è definito immobile. Ma il muovervi per le attività di Krishna aumenterà. Quanto più si aumenta il movimento, o l’attività, nella coscienza di Krishna, più si diventa automaticamente immobili nelle attività materiali. Questo è il procedimento. Ma se si vuole rendere immobile, ad esempio, un bambino… Un bambino è irrequieto, non è possibile rendere immobile un bambino. Dategli qualcosa da giocare, qualche bel disegno e lo vedrete impegnato e immobile. Questo è il modo. La gente è immobile… Oh, no no… Non immobile, come si dice? Si muove. Ma se si vuole renderla immobile, allora impegnatela per Krishna e poi sarà immobile. (indistinto) E questa è realizzazione. Come potrebbe essere impegnato nella coscienza di Krishna a meno che non si renda conto di appartenere a Krishna? “Io non appartengo a questa materia, io non sono di questa nazione, io non apparteno a questa società, io non appartengo a questo mascalzone, io sono semplicemente di Krishna”. Immobile, in piena conoscenza.
Questa è la mia condizione, io sono parte integrante; mamaivāṁśo jīva (BG 15.7) “Tutti questi esseri viventi sono parte integrante di Me”. E non appena si capisce “Io sono parte integrante di Krishna”, subito si diventa immobili alle attività materiali. Sì.

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