Jul 232017
 

Bhagavad Gita – Los Angeles

Come il pianeta più alto in questo universo è chiamato Brahmaloka analogamente, nel cielo spirituale, vi è il pianeta più alto che è chiamato Goloka Vrndavana. Qui è dove risiede Kṛṣṇa. Kṛṣṇa è lì. Ma può espandersi con i diversi tipi di energie e coi suoi diversi tipi di incarnazioni. Ciò non significa che quando Kṛṣṇa era presente su questo pianeta Kṛṣṇa era assente a Goloka Vrndavana. No. Non è così. Io adesso sono qui presente e dunque sono assente nel mio appartamento. Per Kṛṣṇa non è così. Kṛṣṇa può essere presente ovunque. Allo stesso tempo potrebbe rimanere nella Sua abitazione. Questo è descritto nella Brahma-samhita: “Goloka eva nivasaty akhilātma-bhūtaḥ (BS 5.37)”. Anche se è nella sua dimora, che è conosciuta come Goloka Vrndavana, può espandersi dovunque. E in realtà lo ha fatto. Quindi dobbiamo sapere come si è espanso, in che modo Egli è in contatto con noi. Questa è la scienza. Nella Bhagavad-gītā queste cose sono spiegate.

Così Kṛṣṇa è citato come Paramdhāman, l’ultima dimora di tutto. Kṛṣṇa dice anche: “mat-sthāni sarva-Bhutani (BG 9.4)”. Tutto, incluse le manifestazioni materiali, riposano in me. “Na cāhaṁ teṣv avasthitaḥ”. Io non sono lì. Queste cose possono apparire contraddittorie. Tutto riposa in lui ma Lui non è lì. Ma non è contraddittorio. È molto semplice da capire. Proprio come tutti i pianeti riposano nella luce del sole che è lontano da loro alcuni milioni di miglia. Ma riposare nella luce del sole significa riposare nel sole. Questo è un dato di fatto. Perciò Kṛṣṇa dice: “mat-sthāni sarva-bhūtāni na cāhaṁ teṣv avasthitaḥ (BG 9.4). Paraṁ brahma paraṁ dhāma pavitraṁ (BG 10.12)”. Pavitram significa incontaminato. Quando veniamo in questo mondo materiale siamo anche noi anime spirituali, brahman, non esattamente come il Parambrahman, Kṛṣṇa, ma poiché siamo parte integranti di Kṛṣṇa siamo anche Brahman. Pavitram significa puro. La particella d’oro è anche oro. Se l’oro è puro anche la particella è pura.

Kṛṣṇa viene in questo mondo è anche noi veniamo in questo mondo. Ma noi siamo contaminati. Kṛṣṇa non è contaminato. L’esempio è: nella prigione ci sono molti prigionieri, ma se il re o qualche suo rappresentante, come un ministro, vanno in prigione ad ispezionare le cose per vedere come esse funzionano, ciò non significa che il re o il suo ministro siano anche prigionieri. Loro non sono prigionieri. Ma noi, esseri viventi, siamo stati impigliati con le influenze della natura materiale. Kṛṣṇa tuttavia non è mai coinvolto nel medesimo modo nella natura materiale. Perciò egli è chiamato pavitram paramam, l’Assolutamente Puro. Bhavan significa tua Signoria. Mentre Purusam qui si rivolge a una persona. Dio non è mai impersonale. Dio è una persona, esattamente come te e me. Quando è apparso su questo pianeta lo ha fatto esattamente come un essere umano, con due mani, due gambe, camminando, parlando, comportandosi come un essere umano. Quindi Dio è purusam. Purusam significa uomo, intendo dire di genere maschile, non femminile. Senza diventare un maschio non può essere il goditore. In un altro luogo è affermato che Kṛṣṇa è il supremo goditore. Non appena viene usata la parola goditore deve essere purusam, di sesso maschile. Questo è descritto. Arjuna lo capiva. Lui è un purusam, param purusam:la Persona Suprema. In un altro luogo Kṛṣṇa è descritto come Purusottam, il migliore dei maschi, oppure come purusam sasvatam. Sasvatam significa eterno.

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