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Bhagavad-Gita 2.14 — Germania, 21 giugno 1974

Possiamo capire, pensandoci un po’, che io sono in questo corpo, anche in questa vita… Di notte ho un altro corpo. Sogno. Sogno che c’è una tigre. Vado nella foresta e c’è una tigre che sta venendo a uccidermi. Allora piango; e nella realtà sto piangendo. O, in un altro modo: sono andato da qualcuno che amo, uomo o donna. Ci abbracciamo, ma si verfica anche l’azione fisica. Altrimenti perché sto piangendo? E perché c’è emissione di seme? La gente non sa che sto lasciando questo corpo grossolano ma che sto entrando in un corpo sottile. Il corpo sottile c’è, non è questione entrarci. Ne siamo rivestiti. Proprio come questo corpo è vestito con camicia e cappotto; così il cappotto è il corpo grossolano, e la camicia è il corpo sottile. Quando questo corpo grossolano è a riposo, il corpo sottile è in funzione. Gli uomini sciocchi non possono capire di essere rivestiti di un qualche corpo, sia corpo sottile che corpo grossolano. Uno che è troppo peccaminoso, molto peccatore, non ottiene un corpo grossolano. Egli rimane nel corpo sottile, ed è ciò che si chiama fantasma. Ne avete sentito. Alcuni di voi avranno visto. I fantasmi ci sono. Fantasma significa che non ha… Lui è così peccatore che è condannato a rimanere nel corpo sottile; non ottiene un corpo grossolano. Per questo, secondo il sistema Vedico, c’è la cerimonia dello śrāddha. Se il padre o un parente non ha ottenuto il corpo grossolano, con quella cerimonia gli è consentito di assumere un corpo grossolano. Questo è il sistema Vedico.
Comunque, possiamo capire: “Io sono a volte in questo corpo grossolano, e sono a volte nel corpo sottile. Quindi io sono sia in un corpo grossolano che in un corpo sottile. Quindi io sono eterno. Ma quando agisco con il corpo sottile non ricordo questo corpo grossolano. E quando agisco con questo corpo grossolano, dimentico questo corpo sottile. Quindi sia che io accetti il corpo grossolano o il corpo sottile, io sono eterno. Io sono eterno. Ora il problema è come evitare questo corpo grossolano e il corpo sottile. Questo è il problema. Quando si rimane nel proprio corpo originale, cioè il corpo spirituale, e non si assume questo corpo grossolano o sottile, quella è la vostra vita eterna. La dobbiamo raggiungere. Questa vita umana è un dono della natura, o di Dio. Rendetevi conto che state modificando le vostre diverse condizioni, gioia e dolore, esserndo costretti ad accettare un qualche tipo di corpo grossolano e sottile. Questa è la causa dei vostri dolori e del piacere. E se vi sottraete a questo corpo grossolano e sottile rimanendo nel vostro corpo spirituale originale, allora si è liberi da queste gioie e dolori. Questa si chiama mukti. mukti è il termine in sanscrito. mukti significa liberazione; nessun corpo grossolano, nessun corpo sottile. Si rimane nel proprio corpo spirituale originale. Ciò si chiama mukti. Il significato di mukti è descritto nel Bhāgavatam: muktir hitvā anyathā rūpaṁ sva-rūpeṇa vyavasthitiḥ (SB 2.10.6). Ciò si definisce mukti: anyathā rūpam.

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