Jan 292017
 

Bhagavad Gita 6.25-29 — Los Angeles, 18 febbraio 1969

Viṣṇujana: Verso 29, “Il vero yogī vede Me in tutti gli esseri e tutti gli esseri in Me. In verità, l’anima realizzata Mi vede ovunque (BG 6.29).”
Prabhupāda: Sì, “Il vero yogī vede Me in tutti gli esseri”. Come può vedere? Gli altri interpretano che tutti gli esseri sono Krishna, dunque non c’è utilità di adorare Krishna separatamente, e si dedicano quindi alle attività umanitarie. Dicono che così è meglio, “Perché adorare Krishna? Krishna dice che ‘uno dovrebbe vedere Krishna in ogni essere’, quindi serviamoli”. Ma loro non conoscono le tecniche. Ciò richiede addestramento sotto un maestro spirituale autentico. Questo “Il vero yogī vede Me in tutti gli esseri”, questo vero yogī, è il devoto, proprio come questi devoti che escono andando a predicare la coscienza di Krishna. Perché? Perché vedono Krishna in tutti gli esseri. Come? Vedono che tutti gli esseri sono parte integrante di Krishna. —”Sono dimentichi di Krishna, cerchiamo di risvegliarli alla coscienza di Krishna”. Un devoto vede che alcuni non sono nella coscienza di Krishna. Proprio come a volte ci sono alcune attività missionarie che istruiscono la comunità illetterata. Perché? Perché vedono che sono esseri umani; dovrebbero essere educati e dovrebbero conoscere il valore della vita. Questa è la loro compassione. Anche qui è la stessa cosa: tutti dovrebbero sapere di essere parti integranti di Krishna. Dimenticando questa consapevolezza si soffre. Questo è vedere Krishna in ogni essere, non che ogni essere è diventato Krishna. Non vedetela così, altrimenti sarete in errore. Ogni essere è… Proprio come se vedo un ragazzo figlio di un gentiluomo. Ciò significa che vedo tale signore in questo ragazzo. È chiaro? Se vedo che ogni essere vivente è figlio di Dio o Krishna, allora significa che io vedo Dio in ogni essere. C’è qualche difficoltà a capire?
Viṣṇujana: Si tratta di una associazione o di una visione?
Prabhupāda: No, questo è un fatto. Non è un’associazione o una visione, questo è un fatto. Quando vedete un gatto, quando si vede un cane, si vede Krishna in lui. Perché? Voi sapete che qui c’è un gatto, un essere vivente, che con le sue azioni passate ha ottenuto questo corpo da gatto, per dimenticanza. Aiutiamo questo gatto dandogli un po’ di kṛṣṇa-prasādam, così che un giorno arriverà alla coscienza di Krishna. Questo è vedere Krishna in lui. Non: “Oh, ecco Krishna, fatemi abbracciare questo gatto.” Questa è una sciocchezza. C’è una tigre: “Oh, ecco Krishna, vieni ti prego, mangiami.” Questo è da mascalzoni. Si dovrebbe avere compassione per ogni essere vivente perché parte integrante di Krishna. Vāñchā-kalpatarubhyaś ca kṛpā-sindhubhya eva ca. Non che l’abbracceremo, “Vieni Krishna.” Quindi, “Il vero yogī vede Me in tutti gli esseri”, questa è la visione. Perché accogliamo questi bambini? Perché sono parte integrante di Krishna. State dando loro, per quanto possibile, la possibilità di partecipare al kīrtana, a gustare il prasādam. Quel bambino che viene e imita, non crediate che sia invano. Qualcosa fatta in coscienza di Krishna, consapevolmente o inconsapevolmente, avrà il suo effetto. Questi bambini che si inchinano o cercano di vibrare “Krishna”, o che battono le mani… Queste cose vengono accreditate sul conto della coscienza di Krishna. Proprio come se il bambino tocca questo fuoco, esso agirà. Non si scuserà col bambino, “Oh, è un bimbo, lui non lo sa.” Il fuoco agirà. Allo stesso modo, Krishna è lo Spirito supremo, se un bambino può prendervi parte, Krishna agirà; può saperlo o non saperlo, non importa. Perché Krishna è lì. Per questo è bello. Perciò dovrebbe essere data la possibilità ad ogni ogni essere vivente. Questi ragazzi invitano estranei: “Venite alla Festa della Domenica”, qual è l’intenzione? L’idea è far venire loro, prendere un po’ di prasāda, e ciò si attiverà un giorno in coscienza di Krishna, agirà. Per questo lo pubblicizzano; essi vedono tutti come Krishna; essi stanno vedendo Krishna in tutti in questo modo. Non che tutti sono Krishna. Non fate questo errore. Krishna è onnipervadente; è nell’essere umano ed è anche nell’atomo, aṇḍāntara-stha-paramāṇu-cayāntara-stham (BS 5.35), lo troverete nella Brahma-saṁhitā, paramāṇu significa atomo. Lui è lì, anche all’interno dell’atomo, perché non quindi in ogni essere vivente? Si dovrebbe avere questa conoscenza.

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