Apr 212017
 

Srimad Bhagavatan 2.4.2 — Los Angeles, 26 giugno 1972

Virūḍhāṁ mamatām (SB 2.4.2). Virūḍhām. Proprio come alcuni grandi alberi che avete visto, che stanno retti per tanti, tanti anni. La radice si trattiene saldamente; l’avete visto, ne avete esperienza. L’impegno è quello di stare ritto per 10.000 anni, la radice fissata alla terra come nient’altro, forte. Questo si chiama virūḍhām, attrazione. Supponiamo che quando avete un sensibilità, un miglioramento della consapevolezza come essere umano, uno vi chiede di stare qui per un’ora. Sarà così fastidioso. E anche se si è costretti a stare in piedi per un’ora, vi sentirete molto a disagio. Ma questo albero, poiché non ha sviluppato la coscienza, sta retto per 10.000 anni, in uno spazio aperto, tollerare a tutti i tipi di calore eccessivo, pioggia, neve. Ma tuttavia è aggrappato. Questa è la differenza tra coscienza sviluppata e coscienza non sviluppata. Anche un albero ha coscienza. La scienza moderna ha dimostrato che hanno coscienza. Molto coperta, quasi morta.
Ma non è morto, c’è coscienza. Più sviluppate la vostra coscienza, tanto più si diventa amanti della libertà. Proprio come nella società umana: si combatte per la libertà; ma nella società animale non sanno che cosa è la libertà. Anche la nostra la cosiddetta libertà. Ma noi abbiamo un po’ di coscienza tanto che combattiamo per la libertà, ed essi combattono per mangiare. Tutto qua. Così qui, Parīkṣit Mahārāja… Questa emancipazione… Coscienza di Krishna significa emancipazione da questo attaccamento materiale. Egli diventò molto avanzato perché dalla sua infanzia, dalla sua nascita, fin dal grembo di sua madre, era cosciente di Krishna. Così, non appena ha capito che “Krishna è il mio obiettivo”, immediatamente, virūḍhāṁ mamatāṁ jahau, subito rinunciò. Jahau significa “ha rinunciato”. Che genere di cose ha abbandonato? L’impero. Precedentemente era l’imperatore di Hastināpura, governava la Terra, il mondo intero. Almeno 5.000 anni fa Parīkṣit Mahārāja era il re, l’imperatore di tutto il mondo.
Rinunciò a quello; non a un minuscolo villaggio o qualcosa del genere. No. E quell’impero non viveva alcun disturbo. Egli era così potente che nessuno poteva stare contro di lui. Rājye ca avikale (SB 2.4.2); avikale. Vikala significa “rotto” o “disturbato”. Ma il suo regno non è mai stato interrotto o disturbato. Ora, nel periodo attuale, il mondo intero è frammentato e scosso. Hanno così tante nazioni, Paesi indipendenti. Ciò significa che il mondo è rotto in pezzi. Anticamente non c’era tale frammentazione. Uno mondo, un re. Un Dio, Krishna. Una Scrittura, i Veda. Una civiltà, il varṇāśrama-dharma. Non un tempo molto lontano. Loro ci raccontano la storia che… Stanno studiando lo strato della superficie terrestre, ma ai tempi dello strato di terra di milioni e milioni di anni che stavano studiando, c’era una civiltà perfetta. Una civiltà perfetta, cosciente di Dio. Una civiltà felice. Ora sono frammentati, turbati. In passato non era così.
Perciò questo virūḍhāṁ mamatām. Mamatā significa “E’ mio”. Questo signica mamatā; mama significa “mio”. La coscienza di “mio” e “io” viene definita mamatā. “Io sono questo corpo, e tutto ciò che è in rapporto con questo corpo è mio. Mia moglie, i miei figli, la mia casa, il mio conto in banca, la mia società, la mia comunità, la mia nazione, il mio paese. Il mio.” Questo si chiama mamatā. E come questo mamatā, o la coscienza di ‘mio’, cresce? C’è una meccanismo, manipolato da māyā, l’energia illusoria. L’inizio. Cos’è ? L’attrazione. L’uomo è attratto dalla donna, e la donna è attratta dall’uomo. Questo è il principio di base. Qui, in questo mondo materiale, non c’è attrazione per Dio, ma c’è l’attrazione. Tale attrazione è, nel complesso, attrazione sessuale. Questo è tutto. Il mondo intero, non solo la società umana; la società animale, degli uccelli, delle bestie, ogni società, ogni essere vivente. L’attrazione è il sesso. Puṁsaḥ striyā mithunī-bhāvam etam (SB 5.5.8). Qui l’attrazione, il centro di attrazione, è il sesso. Per ragazzi e ragazze, o chiunque in età giovane, c’è questo aumento di impulso sessuale, e ci si vuole accoppiare. Una femmina vuole il maschio, un maschio vuole una femmina. Questa è l’attrazione, questo è il principio di base del legame dell’anima condizionata in questa miserabile vita di ripetute nascite e morti. Questa attrazione.

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