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Bhagavad-Gita 6.13-15 — Los Angeles, 16 febbraio 1969

Tamāla Kṛṣṇa: Verso 15: “Meditando in questo modo, controllando sempre il corpo, la mente e le attività, i mistici trascendentalisti raggiungono la pace (il supremo nirvāṇa), che risiede in Me (BG 6.15).”
Prabhupāda: Il vero significato del termine sanscrito ‘nirvāṇa’ è ‘finito’. Finito. Così si definsce il nirvāṇa. Ciò indica che le attività materiali sono finite. Basta. Ciò si chiama nirvāṇa. E a meno che non abbiate finito con queste attività senza senso, non c’è questione di pace. Finché sarete impegnati in attività materiali, non c’è questione di pace. Prahlāda Mahārāja disse a suo padre: tat sādhu manye ‘sura-varya dehināṁ sadā samudvigna-dhiyām asad-grahāt (SB 7.5.5). Suo padre gli chiese: “Mio caro ragazzo, sei stato istruito…” Era un ragazzino di cinque anni, il padre, che è sempre affettuoso, stava chiedendo: “Mio caro ragazzo, qual è la cosa migliore che hai imparato fino ad ora?” E lui subito: “Sì padre, ti dirò la cosa migliore.” “Che cos’è?” Ed egli disse: “tat sādhu manye ‘sura-varya dehināṁ, caro padre, questa è la cosa migliore.” Per chi? La cosa migliore per chi? Egli disse: tat sādhu manye ‘sura-varya dehināṁ sadā samudvigna-dhiyām asad-grahāt. Queste persone materialiste che hanno accettato qualcosa di non permanente… Cercate solo di capire ogni parola. Queste persone materialiste, bramano di catturare qualcosa di non permanente, ecco tutto. L’avete visto, ne avete esperienza. Il presidente Kennedy era molto ricco. Voleva essere il presidente, e ha speso soldi come in nessun altro modo. Ed è diventato presidente. Aveva la sua bella famiglia, la moglie, i figli, la presidenza…Finito in un secondo. Allo stesso modo, nel mondo materiale tutti cercano di catturare qualcosa che non è permanente. Ma io sono un’anima spirituale, permanente. Questi mascalzoni non arrivano a percepire che: “Io sono permanente; perché cerco ciò che non è permanente?” Se io sono sempre impegnato per le comodità di questo corpo, e so che questo corpo, oggi o domani o tra cento anni sarà finito, e per quel che mi riguarda, io sono un’anima spirituale e non nasco e non muoio, qual è allora la mia funzione? Queste attività materiali che ho fatto fino ad ora sono in funzione al corpo. Perciò Prahlāda Mahārāja ha detto asad-grahāt. Guardare solo l’apparenza. Sono ansiosi, sono pieni di ansia perché hanno ottenuto solo qualcosa di non permanente. Tutte le loro attività mirano a catturare qualcosa che non è permanente, percui sono sempre pieni di ansie. Ogni persona, ogni essere vivente, uomo, animale, uccelli sono sempre in ansia. Questa è la malattia materiale. Quindi, se siete sempre pieni di ansie, dove sta la pace? Andando in giro: “Attenti al cane!”. Vivono in bellissime case, ma pieni di ansie. Qualcuno non può passare, ci sono i cani. Vedete? “Attenti al cane!”, “Vietato passare!” Ciò significa che pur vivendo in una bella casetta, molto bella, sono tuttavia pieni di ansie. Pieni di ansie. Seduto in un bell’ufficio, con un buon stipendio, e sempre pensando: “Oh, non posso perdere questo impiego”. Vedete? La nazione americana, una nazione molto ricca, ottima difesa, forza di difesa, tutto; eppure sempre ansiosi: “Oh, questi vietnamiti non possono venire qui!” Vedete? Allora, chi è libero dall’ansia? Quindi la conclusione è che se si vuole la pace e nessuna ansietà allora si deve giungere alla coscienza di Krishna. Non c’è altra alternativa. È una cosa pratica. Basta cercare di capire. Perciò qui si dice: “Meditando in questo modo, meditando su di Me, Krishna, e sempre controllando il corpo.” La prima cosa da controllare è la lingua. E la successiva i genitali. Allora poi controlli ogni cosa. Impegna la tua lingua a cantare e mangiare kṛṣṇa-prasāda, ed è controllata, basta. E non appena la tua lingua è controllata, immediatamente il vostro stomaco è controllato; subito dopo i tuoi genitali sono controllati. Una cosa semplice. Controllando il corpo, la mente. La mente fissata su Krishna, e nessun altro impegno, è controllata. Agire, lavorare sempre per Krishna: giardinaggio, dattilografia, cucinare, lavorare, tutte attività per Krishna. “Il mistico trascendentalista quindi -e loro subito diventano mistici trascendentalisti- raggiunge la pace, il supremo nirvāṇa, che risiede in Me.” Tutto è in Krishna. Non si può trovare la pace al di fuori dell’agire per Krishna, fuori dalla coscienza di Krishna. Questo non è possibile.

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