Aug 182017
 

Srimad Bhagavatam 1.2.6 — New Vrindaban, 5 settembre 1972

“Bahir-artha (SB 7.5.31)”. Bahir significa esterno, artha significa interesse. Coloro che non sanno che il fine ultimo è Viṣṇu pensano che, essendosi adattati a questo mondo, esternamente siano il corpo e internamente siano l’anima. Chiunque può capire che io non sono questo corpo, sono l’anima. Sono coperto da questo corpo e non appena lo abbandono esso non ha più alcun significato, fosse anche quello di un’anima molto importante, di un grande scienziato. Il corpo non è lo scienziato, l’anima è lo scienziato. Il corpo è uno strumento così come, se voglio prendere qualcosa, lo è la mia mano. Nella lingua sanscrita le diverse parti del corpo, gli arti, sono chiamate karaṇa. Karaṇa significa azione o la capacità di agire. “Na te viduḥ svārtha-gatiṁ hi viṣṇum (SB 7.5.31)”. In questo istante siamo illusi dal concetto di questo corpo. Tutto ciò è descritto anche nello Śrīmad-Bhāgavatam: “Yasyatma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke (SB 10.84.13)”. “Atma-buddhiḥ kuṇape”. Kunape significa borsa. Il corpo è un sacco di ossa, muscoli, pelle e sangue. In realtà, quando lo sezioniamo, cosa troviamo? Una massa di ossa, pelle e sangue, l’intestino, pus e nient’altro.

“Kunape tri-dhātuke”. Queste cose sono prodotte da tre dhātus, elementi: kapha, pitta e vāyu. Kapha significa muco, pitta bile e vayu aria. Dopo aver mangiato vengono creati questi tre elementi e, se sono regolati, bilanciati, il corpo è sano. In caso contrario allora sorge la malattia. Ciò e’ spiegato nell’ayurveda che è parte dei Veda. Āyur significa durata della vita e Veda significa conoscenza. Questa conoscenza vedica che riguarda la durata della vita è molto semplice. Non necessitano un laboratorio patologico e una clinica. Si richiede semplicemente di studiare questi tre elementi: kapha, pitta e vāyu. In questa scienza è inoltre importante ascoltare il polso. Sapete, ognuno di voi, ha il polso che batte e tramite di esso i medici ayurvedici possono capire quale sia la situazione di questi tre elementi: kapha, pitta e vāyu. Comprendono come le vene si stiano muovendo, come il cuore si stia muovendo e come batta. Non appena capiscono la situazione verificano i sintomi. Loro si informano domandando al paziente: “Ti senti questo?”. Se lui risponde di sì allora la diagnosi è confermata. La posizione dei tre elementi, la maniera in cui batte il polso ed i sintomi sono confermati, quindi il farmaco viene selezionato. Immediatamente prendi la medicina. Molto semplice.

In passato ogni brāhmaṇa usava imparare queste due scienze: l’Āyur-veda e lo Jyotir-veda. Jyotir-veda significa astrologia, non astronomia. Gli kṣatriya, i vaiśya e i śūdras avevano bisogno dei brāhmaṇa per la salute e il futuro. Tutti erano molto curiosi di sapere cosa sarebbe avvenuto in futuro, cosa sarebbe accaduto e tutti erano preoccupati per la salute. I brāhmaṇa davano semplicemente consigli circa la salute e il futuro. Questa era la loro professione e la gente dava loro viveri e vestiti così da non necessitare di un lavoro esterno. In ogni caso questa è una lunga storia. Concludendo questo corpo è un sacco di tre elementi: “yasyātmā-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke (SB 10.84.13)”.

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