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Bhagavad-Gita 2.15 — Hyderabad, 21 novembre 1972

Qui, in questo mondo materiale, siamo posti nel mṛtatva, siamo soggetti alla nascita, alla morte, alla vecchiaia e alla malattia. Ma c’è un altro posto dove non c’è nascita, morte, vecchiaia e malattia. Quindi quale condizione dovremmo desiderare? Nascita, morte, vecchiaia e malattia, o niente nascita né morte, né vecchiaia e nessuna malattia? Quale dovrebbe piacerci? Penso debba piacerci niente nascita, né morte, né vecchiaia, né malattia. Ciò è detto amṛtatva. Percui amṛtatvāya kalpate. amṛta. Nella nostra condizione costituzionale originale noi non siamo soggetti a nascita, morte, vecchiaia e malattia. Proprio come Krishna è sac-cid-ānanda-vigraha (Bs. 5.1), eterno, beato, pieno di conoscenza, nello stesso modo, essendo noi parte integrante di Krishna, abbiamo le stesse qualità. Abbiamo accettato questa condizione di nascita, morte, vecchiaia e malattia, a causa della nostra associazione con questo mondo materiale. Ora, ognuno sta cercando di non morire, tutti cercano di non diventare vecchi, tutti cercano di non incontrare la morte. Questo è naturale, perché, per natura, non siamo soggetti a queste cose; per questo lottiamo per i nostri impegni, le nostre attività, per come diventare immortali, senza nascita, senza sofferenza. Questo è lotta per la sopravvivenza.
Quindi, qui, nella Bhagavad-gītā, viene data una buona formula. yaṁ hi na vyathayanty ete puruṣaṁ puruṣarṣabha (BG 2.15). Colui che non è afflitto da questa trasmigrazione dell’anima, dhīras tatra na muhyati (BG 2.13), uno che comprende… Supponiamo che mio padre muoia; se ho una chiara comprensione che mio padre non è morto ma ha cambiato il corpo, ha accettato un altro corpo, questo è vero. Proprio come nel nostro stato di sonno; sognando il mio corpo è sdraiato sul letto, ma nel sogno creo un altro corpo e vado mille miglia di distanza in un posto diverso. Proprio come ne avete esperienza quotidianamente, nello stesso modo, il corpo grossolano si ferma, ma io, come anima spirituale, non mi fermo. Lavoro. La mia mente mi trasporta. La mia mente è attiva, la mia intelligenza è attiva. La gente non sa che c’è un altro corpo sottile fatto di mente, intelligenza e ego, che mi porta in un altro corpo grossolano. Questa si definisce trasmigrazione dell’anima. Pertanto chi sa che l’anima spirituale è eterna, immortale, senza nascita, sempre nuova, nityaḥ śāśvato ‘yaṁ purāṇaḥ. nityaḥ śāśvataḥ ayaṁ purāṇaḥ. (B.G. 2.20) Purāṇa significa molto vecchia. Non sappiamo quanto siamo vecchi perché stiamo trasmigrando da un corpo all’altro. Noi non sappiamo quando abbiamo iniziato tutto questo. Quindi in realtà siamo molto vecchi, ma allo stesso tempo, nityaḥ śāśvato ‘yaṁ purāṇaḥ. Nonostante molto vecchi… Proprio come Krishna che è ādi-puruṣa, la persona originale, eppure troverete Krishna sempre come un giovane uomo, dai sedici ai venti anni di età. Non troverete mai immagini di Krishna come un vecchio. Nava-yauvana. Krishna è sempre nava-yauvana. Advaitam acyutam anādim ananta-rūpam ādyaṁ purāṇa-puruṣaṁ nava-yauvanam (Bs. 5.33). Ādyam, la Persona originale e la più antica e contemporaneamente sempre nella giovinezza. Ādyaṁ purāṇa-puruṣaṁ nava-yauvanam. Chiunque sappia come l’anima trasmigra da un corpo all’altro, dhīras tatra na muhyati, coloro sono sobri, eruditi, non sono disturbati.
Lo scopo di Krishna, per insegnare tutte queste cose ad Arjuna… Poiché era molto perplesso di come avrebbe vissuto, uccidendo tutti i suoi parenti, fratelli. Così Krishna ha voluto sottolineare: “I tuoi fratelli, tuo nonno, non moriranno. Trasferiscono semplicemente il corpo. Vāsāṁsi jīrṇāni yathā vihāya (BG 2.22). Come cambiamo il nostro vestito, similmente cambiamo anche i nostri corpi. Non c’è niente di cui lamentarsi.” Perciò in un altro punto la Bhagavad-gītā dice: brahma-bhūta (BG 18.54). “Colui che ha capito il Brahman,” prasannātmā, “è sempre gioioso. Egli non è turbato da queste condizioni materiali”. Ciò è affermato qui: yaṁ hi na vyathayanty ete. Queste diverse trasformazioni, questi differenti cambiamenti della natura, del corpo, e quant’altro… Uno non dovrebbe essere disturbato da tutte queste cose. Queste sono cose esteriori. Noi siamo anime spirituali. E’ il corpo esterno, o il vestito esterno, che sta cambiando. Quindi, se comprendiamo bene, na vyathayanti, e non siamo disturbati da questi cambiamenti, saḥ amṛtatvāya kalpate, allora si sta facendo progresso, avanzamento spirituale. Avanzamento spirituale significa che si sta facendo progresso verso la vita eterna. Vita spirituale significa vita eterna, beata e di conoscenza. Questa è la vita spirituale.

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