Jul 182016
 

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Lettura — Los Angeles, 9 dicembre 1968

Questo è un tal bel movimento. ahaṁ tvaṁ sarva-pāpebhyo mokṣayiṣyāmi mā śucaḥ (BG 18.66). La Bhagavad-gītā dice, il Signore dice, che le sofferenze delle persone sono dovute dalle loro attività peccaminose. Ignoranza. L’ignoranza è la causa delle attività peccaminose. Proprio come un uomo che non sa. Supponiamo che uno straniero come me viene in America e lui non sa… Siccome in India…proprio come nel vostro paese, la vettura è guidata dal lato destro, in India, l’ho visto a Londra anche, la vettura è guidata dal lato sinistro. Quindi supponiamo che non lo sappia, che guidi l’auto sul lato sinistro e incorre in un incidente, e viene preso in custodia dalla polizia. Se dice: “Signore, io non sapevo che qui la macchina si guida dal lato destro” questa non sarà una scusa. La legge lo punirà. Così l’ignoranza è la causa che ci fa infrangere la legge o l’attività colpevole. E non appena si commette qualche attività peccaminosa, dovete soffrire del risultato. Così il mondo intero è nell’ignoranza, e a causa dell’ignoranza ci si complica in tante azioni e reazioni, sia buone che cattive. Non c’è niente di buono in questo mondo materiale; tutto è cattivo. Così abbiamo prodotto qualcosa di buono e qualcosa di brutto. Perché nella Bhagavad-gītā apprendiamo che questo posto è duḥkhālayam aśāśvatam (BG 8.15). Questo è un posto di miseria. Quindi come si può dire, in queste misere condizioni, come si può dire che “Questo è buono” o “Questo è male.” Tutto è male. Così le persone che non conoscono la materia, la vita condizionata, s’inventano qualcosa, “Questo è bene, questo è male” ma poiché non sanno, qui tutto è male, niente di buono. Uno dovrebbe essere molto pessimista in questo mondo materiale. Poi si potrà fare avanzamento nella vita spirituale. duḥkhālayam aśāśvatam (BG 8.15) Questo posto è pieno di miserie, e se lo si studia analiticamente, troverete semplicemente condizioni miserabili. Pertanto l’intero problema è che dovremmo abbandonare la nostra vita condizionata materiale, e nella coscienza di Krishna dovremmo cercare di elevare noi stessi alla piattaforma spirituale e quindi essere promossi al regno di Dio, yad gatvā na nivartante tad dhāmaṁ paramaṁ mama (BG 15.6) dove, arrivati lì, nessuno torna di nuovo in questo mondo miserabile. E questa è la dimora suprema del Signore.
Ci sono descrizioni nella Bhagavad-gītā. Quindi questo Movimento per la Coscienza di Krishna è autorizzato, e molto importante. Ora, voi ragazzi e ragazze americani che avete accettato questo movimento, vi prego di prenderlo più sul serio e questa è la missione di Sri Caitanya e del mio Guru Mahārāja, e anche noi stiamo cercando di eseguire la volontà della successione di maestri. Vi siete fatti avanti per aiutarmi. Lo chiedo a tutti voi, io andrò via ma voi vivrete. Non rinunciate a spingere questo movimento, e sarete benedetti da Sri Caitanya e da Sua Divina Grazia Bhaktisiddhānta Sarasvati Goswami Prabhupāda.
Grazie mille.

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