Jun 292017
 

Srimad Bhagavatam 03.26.18 – Bombay

Quando Caitanya Mahāprabhu e Rāmānanda Rāya stavano parlando a riguardo della realizzazione spirituale… Rāmānanda Rāya proveniva da una famiglia śūdra ed era un capofamiglia e governatore di Madras, un politico. Caitanya Mahāprabhu gli stava ponendo della domande e… Questo è il līlā di Caitanya Mahāprabhu: mūkaṁ karoti vācālam come Egli faccia di un śūdra, di un gṛhastha, di un uomo politico, il Proprio guru, il guru di Caitanya Mahāprabhu. Nessuno può diventare il guru di Caitanya Mahāprabhu, ma Egli stava giocando il ruolo. Egli poneva delle domande, e Rāmānanda Rāya rispondeva. Immaginate come la sua posizione fosse elevata. Egli era un po’ esitante, e quando gli venivano fatte domande molto complesse… Era sufficientemente in grado di rispondere, stava rispondendo. E sentiva un po’ di esitazione, “Signore, Tu provieni da un’elevata famiglia di brāhmaṇa e sei la personalità più erudita E ora hai accettato l’ordine di sannyasa, la posizione più alta nella società umana”.

Il sannyāsa è una posizione molto rispettabile. Viene tuttora onorata in India. Chiunque, dove un sannyasi va, perlomeno nei villaggi offre i propri rispettosi omaggi e gli assicura ogni comodità, ancora oggi. In accordo agli śāstra, si dice che se ad un sannyāsī non viene offerto rispetto o non viene debitamente onorato la punizione dell’uomo è il digiuno per minimo un giorno. Questo è la società vedica. Ma ci sono molti sannyāsī che approfittando di questo, perciò noi non ne siamo interessati. Caitanya Mahāprabhu non era un falso sannyāsī. Era un vero sannyāsī. Ed anche Rāmānanda Rāya era un vero grhastha. Così sentiva un po’ di esitazione. Per incoraggiarlo, Caitanya Mahāprabhu disse immediatamente: «No, no. Perché provi esitazione? Perché ti senti inferiore? Tu sei un guru.” “Come posso essere un guru?” “Yei kṛṣṇa-tattva-vettā, sei guru haya (CC Madhya 8.128).” Perché comprendere Krishna non è una posizione ordinaria. Yatatām api siddhānāṁ kaścid vetti māṁ tattvataḥ (BG 7.3). Chi ha conosciuto Krishna non è uomo comune. Yatatām api siddhānām. Egli si trova anche al di sopra di tutte le siddha. “Quindi perché stai esitando? Tu conosci Krishna-tattva, perciò ti sto ponendo delle domande.” Tale è la posizione.

Questo movimento per la coscienza di Krishna significa dare una formazione alle persone che vengono in contatto con noi per renderle aldilà, molto al di sopra delle siddha, molto al di sopra delle siddha. Ed è molto facile. Si può diventare… si può ottenere la posizione di guru, che è … Guru significa aldilà delle siddha. Kṛṣṇa-tattva-vettā. Yei kṛṣṇa-tattva-vettā, sei guru haya (CC Madhya 8.128). Non si può diventare guru se non si conosce la Krishna-tattva. Non un uomo ordinario. Gli yogi, i karmi, i jñānī, essi non possono diventare guru. Ciò non è concesso, perché anche un jñānī conoscerà Krishna dopo molte, molte vite; non in una vita, ma molte, molte vite. Se persevera nel voler comprendere la Verità Assoluta attraverso il processo del jñāna, il metodo speculativo a quel punto dovrà passare molte, molte nascite. E un giorno potrà diventare fortunato Se entra in contatto con un devoto, diventa possibile per lui comprendere Krishna.

Ciò è affermato nella Bhagavad-gita: bahūnāṁ janmanām ante jñānavān māṁ prapadyate (BG 7.19). Chi è prapadyate? Che si sottomette a Krishna. Se non si comprende Krishna perfettamente, perché ci si dovrebbe abbandonare a Lui? Krishna dice, sarva-dharmān parityajya mām ekaṁ śaraṇaṁ vraja (BG 18.66). Grandi, grandi eruditi dicono: “È un’esagerazione”. “Questo è troppo. Krishna chiede mām ekaṁ śaraṇaṁ vraja. È troppo.” Questo non è troppo; questa è la vera posizione. Se si è realmente avanzati nella conoscenza… Bahūnāṁ janmanām ante (BG 7.19). Ciò non è raggiungibile in una sola vita. Se egli persevera nella conoscenza, nella comprensione della Verità Assoluta E dopo molte, molte vite, quando si situa veramente nella conoscenza, allora si arrende a Krishna. Vāsudevaḥ sarvam iti sa mahātmā sudurlabhaḥ (BG 7.19). Tale mahatma… Troverete così tanti mahatma, per aver semplicemente cambiato vestito – non quel tipo di mahātmā. Sa mahātmā sudurlabhaḥ. È molto difficile trovare tali mahātmā, ma ci sono. Se una persona è fortunata, può incontrare tali mahātmā, e la sua vita diventa un successo. Sa mahātmā sudurlabhaḥ.

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