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Jan 082017
 

Bhagavad-Gita 6.6-12 — Los Angeles, 15 febbraio 1969

Proprio come nella Bhagavad-gītā è detto:
patraṁ puṣpaṁ phalaṁ toyaṁ
yo me bhaktyā prayacchati
tad ahaṁ bhakty-upahṛtam
aśnāmi prayatātmanaḥ
(BG 9.26)
“Se qualcuno mi offre fiori, frutta, verdure, latte, con amore devozionale, accetto e mangio.” Ora, come Egli mangi non si può vedere al momento, ma Egli mangia, ne abbiamo esperienza quotidianamente. Offriamo a Krishna secondo il rituale, e si vede che il gusto del cibo è cambiato immediatamente. Questa è una cosa pratica. Egli mangia, ma poiché Egli è completo non mangia come noi. Se io vi do un piatto di di cibo voi lo finite, ma Dio non ha fame, eppure Egli mangia. Mangia e mantiene le cose così come sono, pūrṇasya pūrṇam ādāya pūrṇam evāvaśiṣyate (Śrī Īśopaniṣad, Invocazione). Dio è così completo che può prendere tutto il cibo che Gli offrite e tuttavia lasciarlo così com’è. Egli può mangiare con gli occhi, è affermato nella Brahma-saṁhitā: aṅgāni yasya sakalendriya-vṛttimanti (Brahma-saṁhitā 5.32). Ogni parte del corpo di Dio ha tutte le facoltà delle altre parti. Voi potete vedere con i vostri occhi ma non potete con gli stessi occhi mangiare. Ma Dio, se semplicemente vede le pietanze che avete offerto, Lui le mangia. Queste cose non possono essere comprese al momento, percui il Padma Purāṇa dice che solo quando si diventa spiritualmente saturi di servizio trascendentale al Signore poi, il nome trascendentali, la forma, le qualità e i divertimenti del Signore si rivelano a voi. Non si può capire col proprio sforzo, ma è Dio a rivelarlo a voi. Proprio come se si vuole vedere il Sole proprio adesso che c’è buio. Se dite: “Oh, io ho una torcia molto potente. Venite, vi mostrerò la luce del sole, il Sole”. Non è possibile mostrarlo. Ma quando il Sole sorge di sua propria volontà al mattino, lo si può vedere. Allo stesso modo non si può vedere Dio con il proprio sforzo perché i vostri sensi sono sciocchi. Dovete purificare i vostri sensi e si deve attendere il momento in cui Dio sarà lieto di rivelarSi davanti a voi, questo è il procedimento. Non si può provocare. —”Oh caro Dio, mio ​​caro Krishna, Ti prego vieni così Ti vedrò!” No, Dio non è Colui che provvede ai vostri ordini, il votro servo. Quando Egli sarà contento, vedrete. Il nostro metodo quindi è come compiacerLo, in modo che Egli Si riveli. Questo è il vero e proprio procedimento. Gli altri stanno confondendo una sciocchezza con Dio. Poiché non possono vedere Dio, chiunque dica: “Io sono Dio”, viene accettato. Ma loro non sanno chi sia Dio. Qualcuno dice: “Cerco la verità”, ma si deve sapere qual è la verità, altrimenti come si cercherà la verità? Supponiamo vogliate acquistare dell’oro. Teoricamente dovete sapere, o almeno avere, una certa esperienza di cosa sia l’oro altrimenti la gente vi ingannerà. Così queste persone vengono truffate accettando così tanti mascalzoni come Dio Pperché non sanno chi sia Dio. Chiunque arrivi, “Oh, io sono Dio”, e il mascalzone… L’uno è mascalzone, e l’uomo che dice “Io sono Dio”, è anch’esso un mascalzone; una società di mascalzoni, dove un mascalzone è accettato come Dio. Dio non è così. Ci si deve qualificarsi a vedere Dio, a comprendere Dio. Questa è la coscienza di Krishna. Sevonmukhe hi jihvādau svayam eva sphuraty adaḥ (Bhakti-rasāmṛta-sindhu 1.2.234). Se vi impegnate nel servizio al Signore, allora sarete qualificati per vedere Dio. Altrimenti non è possibile.

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