Aug 172017
 

Lettura dello Srimad Bhagavatam 01.02.06 — New Vrindaban

Pradyumna: Traduzione: “L’occupazione suprema o il dharma per tutta l’umanità è quello con cui gli uomini possono raggiungere il servizio di devozione d’amore verso il Signore trascendentale. Tale servizio devozionale dev’essere demotivato ​​e senza interruzioni al fine di soddisfare completamente il sé.”

Prabhupāda: Allora …

sa vai puṁsāṁ paro dharmo
yato bhaktir adhokṣaje
ahaituky apratihatā
yayātmā suprasīdati
(SB 1.2.6)

Ognuno è alla ricerca della soddisfazione: atyantikṣu. Ognuno sta lottando per l’esistenza e per la felicità suprema, ma in questo mondo materiale, anche se possiede ricchezze non potrà essere soddisfatto: questo è un dato di fatto. Nel tuo paese hai ottenuto sufficiente opulenza materiale rispetto ad altri paesi, ma ancora non c’è soddisfazione. Nonostante tutto lo sforzo profuso per il piacere materiale, per avere cibo a sufficienza, un bell’appartamento, automobili, strade, libertà sessuale e una buona difesa le persone sono insoddisfatte, confuse e la giovane generazione è fatta di hippies che protestano insoddisfatti perché non sono felici. Ho più volte citato l’esempio di quanto mi è accaduto a Los Angeles quando stavo facendo la mia passeggiata mattutina a Beverly Hills. Molti hippies uscivano da una casa rispettabile. Il padre aveva una macchina molto bella, ma era vestito come un hippie. Esiste dunque una protesta diffusa contro il cosiddetto benessere materiale. A loro non piace.

In realtà non possiamo essere felici con la prosperità materiale: questo è un dato di fatto. E’ affermato con chiarezza nello Śrīmad-Bhāgavatam. Prahlāda Mahārāja lo ribadisce a suo padre: l’ateo Hiraṇyakaśipu ( hiranya significa oro e kaśipu significa letto morbido, cuscino). Questa è la civiltà materiale. Vogliono un letto molto morbido, il compagno di letto e un sufficiente conto in banca, denaro. Questo è un altro significato di Hiraṇyakaśipu. Anche lui non era felice e suo figlio Prahlāda stava diventando un devoto del Signore, per quanto a Lui non piacesse. Così egli chiese a suo figlio: “Come ti senti? Tu sei un piccolo ragazzo, un bambino, come mai ti senti così tranquillo nonostante le mie minacce? Qual’è il tuo vero sostegno? “. Prahlāda rispose: “Mio caro padre, na te viduh svārtha-gatim hi viṣṇum (SB 7.5.31). Le persone sciocche non sanno che il loro obiettivo finale, per essere felici, è Viṣṇu, Dio, il Signore Supremo”. Durāśayā ye bahir-artha-māninaḥ (SB 7.5.31). Durāśayā è la speranza che va contro ogni speranza. Loro sperano in qualcosa che non sarà mai soddisfatto. Cos’è quello? Durāśayā ye bahir-artha-māninaḥ.

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