Dec 112016
 

Bhagavad-Gita 2.23 — Hyderabad, 27 novembre 1972

In realtà, in ultimo, l’ultima parola sulla Verità Assoluta è che è una persona. Ma, purtroppo, coloro che sono mūḍha, meno intelligenti, avajānanti mám mudha mānuṣīṁ tanum āśritam (BG 9.11), pensano: “Oh, Krishna? Può essere Dio, ma è diventato una persona facendosi aiutare da māyā”. Questa è la filosofia māyāvāda. Stanno studiando māyā: considerano anche Dio in māyā. Questa è la filosofia māyāvāda. Ma Dio non è in māyā. Dio non è mai coperto da māyā. Krishna dice: mām eva ye prapadyante māyām etāṁ taranti te (BG 7.14), “Chiunque si abbandona a Me si libera dalle grinfie di māyā”. Come può Krishna essere in māyā? Questa non è una filosofia molto buona. Semplicemente arrendendosi a Krishna ci si libera da māyā; come può la Persona Suprema, Krishna, essere in māyā? Perciò Krshna ha detto: avajānanti māṁ mūḍhā mānuṣīṁ tanum āśritam paraṁ bhāvam ajānantaḥ (BG 9.11). Non sanno quanto potenziale ci sia nel Signore, quanto Egli sia potente. Essi stanno confrontando il potere del Signore Supremo con il proprio potere. Una filosofia da rana. Il dottor Rana sta considerando: “L’Oceano Atlantico può essere un po’ più grande del pozzo”, perché lui vive sempre lì, kūpa-maṇḍūka-nyāya. È Sanscrito, si dice: kūpa-maṇḍūka-nyāya. kūpa sinifica ‘pozzo’; maṇḍūka significa ‘rana’. La rana è perennemente all’interno del pozzo, e se qualcuno la informa che c’è un altra grande distesa d’acqua, l’Oceano Atlantico, calcolerà semplicemente: “Può essere un po’ più di questo pozzo”. Ma non può capire quanto è grande. E così Dio è grande. Non riusciamo a capire quanto sia grande. Questa è la nostra follia. Stiamo semplicemente calcolando: “Potrebbe essere un centimetro più grande di me; oppure un metro più grande di me”. Questa è speculazione mentale. Perciò Krishna dice: manuṣyāṇāṁ sahasreṣu kaścid yatati siddhaye (BG 7.3), “Tra milioni di uomini, uno solo può cercare di rendere la sua vita un successo comprendendo la Verità Assoluta.” yatatām api siddhānāṁ kaścin māṁ vetti tattvataḥ (BG 7.3).
Quindi non possiamo comprendere Dio con la nostra speculazione mentale. Né possiamo capire quali sono le dimensioni dell’anima. Questo non è possibile. Quindi dobbiamo prendere informazioni dalla massima autorità, Krishna, su qual è la natura di Dio, qual è la natura di Verità Assoluta, qual è la natura dell’anima. Lo dobbiamo ascoltare. Dobbiamo ascoltare; perciò la letteratura vedica è chiamata śruti; non è possibile fare esperimenti, questo non è possibile. Ma, purtroppo, c’è una categoria di persone che pensano che possono sperimentarlo, che essi possono conoscere l’Assoluto co la speculazione mentale. La Brahma-saṁhitā dice:
panthās tu koṭi-śata-vatsara-sampragamyo
vāyor athāpi manaso muni-puṅgavānām
so ‘py asti yat prapada-sīmny avicintya-tattve
govindam ādi-puruṣaṁ tam ahaṁ bhajāmi
(Bs. 5.34)
Panthās tu koṭi-śata-vatsara-sampragamyaḥ. Facendo per molti milioni di anni progressi in cielo per scoprire Dio, dov’è Dio, panthās tu koṭi-śata-vatsara-sampragamyo vāyor athāpi. Non su questo piano ordinario, ma sul piano dell’aria, alla velocità dell’aria, o del pensiero -la velocità della mente è molto rapida- stando seduto qui, la tua mente può andare immediatamente a molti milioni di miglia di distanza solo pensando. Quindi, sul piano della mente, o sul piano dell’aria, e viaggiando per molti milioni di anni, non lo si riesce a scoprire. Panthās tu koṭi-śata-vatsara-sampragamyo vāyor athāpi manaso muni-puṅga (Bs. 5.34). Muni-puṅgavānām: non solo le persone comuni, ma anche grandi saggi non ne sono in grado.

This post has already been read 37 times

Sorry, the comment form is closed at this time.