Aug 292016
 

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CC Madhya-lila 20.103 — Washington, D.C., 8 luglio 1976

Ci sono tante cose con cui dobbiamo lottare. Anche gli scienziati moderni la chiamano lotta per la sopravvivenza. Non è una situazione molto tranquilla. La stessa questione fu sollevata da Sanātana Gosvāmī: “Perché ci deve essere questa la lotta per sopravvivere? Perché non una vita facile, una vita pacifica? Perché alcuni elementi esterni ci si oppongono? Io voglio essere felice, ma c’è un’opposizione. Questa è una lotta per l’esistenza. Questa domanda dovrebbe essere posta: perché? Anche con una mosca dobbiamo combattere. Sono seduto, senza fare alcun male alla mosca, ma mi attacca, mi infastidsce. E tanto altro. Anche se ci si siede senza violazione. Proprio come quando si sta passando per la strada, senza oltraggio, ma da una casa tutti i cani cominciano ad abbaiare: “Perché vieni qui? Perché venite qui?” Non c’era provocazione al suo abbaiare, ma siccome è un cane, la sua reazione è: ‘Perché vieni? Perché vieni?'” Allo stesso modo, non abbiamo libertà di andare da un luogo ad un altro al momento. C’è il dipartimento immigrazione: “Perché sei venuto? Perché sei venuto?” In molti posti ci hanno rifiutato di entrare. Siamo stati rifiutati dall’aereo: “No, non è possibile entrare, tornate indietro”. Così son dovuto tornare indietro. Con molti svantaggi. padaṁ padaṁ yad vipadāṁ na teṣām (SB 10.14.58). In questo mondo materiale non si può vivere molto serenamente. Non è molto pacifico dopo tutto. Ci sono molti ostacoli. Gli śāstra dicono: padaṁ padaṁ yad vipadāṁ, a ogni passo c’è un pericolo. Non solo da questi animali inferiori, ma dalla società umana, dalla natura, sulla quale non abbiamo alcun controllo. Quindi, in questo modo, la nostra vita non è molto felice in questo mondo materiale, e dovremmo essere progrediti da chiederci per quale motivo ci sono così tanti impedimenti. Questa è la vita umana. Questa è la vita umana.
Quindi come informarsi? Come diventare felice? Qual è lo scopo della vita? Non solo Sanātana Gosvāmī, lui rappresenta noi. Noi non lo sappiamo. Quindi, per la misericordia di Caitanya Mahāprabhu o per la misericordia dei servitori di Caitanya Mahāprabhu, uno può essere illuminato su qual è lo scopo della vita; sul perché c’è una lotta per l’esistenza, il perché della morte. Non voglio morire; perché c’è la nascita? Non voglio entrare in un grembo materno e rimanere in una condizione stretta per tanti giorni. Non voglio diventare vecchio; ma questa è una cosa forzata. Pertanto la nostra occupazione, la vera occupazione, è come risolvere questi problemi, e non di organizzarci per uno sviluppo economico. Lo sviluppo economico, qualunque sia la nostra destinazione, lo otterremo. Sia la felicità che la sofferenza, la otterremo. Proprio come noi non cerchiamo il disagio, ma arriva. Vi siamo costretti. Allo stesso modo, la piccola felicità che siete destinati a ottenere, anche quella arriverrà. Questo è il consiglio degli śāstra: “Non sprecate il vostro tempo per ottenere artificialmente un po’ di felicità. Qualsiasi felicità siete destinati a ottenere verrà automaticamente. Come avverrà? yathā duḥkham ayatnataḥ. Nello stesso modo. Proprio come non cercate la sofferenza, ma verrà su di voi; allo stesso modo, anche se non cercate la felicità, quella che vi è destinata, l’avrete. Quindi non perdete il vostro tempo preoccupandovi di questa cosiddetta felicità e sofferenza. Meglio svolgere il vostro tempo prezioso per capire qual è lo scopo della vita; perché ci sono così tanti problemi, perché si deve lottare per l’esistenza. Questo è il vostro impegno. Questo è il Movimento per la Coscienza di Krishna: indurre le persone a capire il problema. Non è un movimento settario o un cosiddetto movimento religioso. E’ un movimento educativo culturale. Ogni uomo deve capire lo scopo della vita. Ogni uomo deve capire perché si lotta per l’esistenza, se vi è qualche rimedio; se c’è un metodo per cui si possa vivere molto serenamente senza essere disturbati. Queste sono le cose da imparare nella vita umana e che uno dovrebbe affrontare. Proprio come Sanātana Gosvāmī, era un ministro, molto istruito, ben posizionato, ma ha aderito a Caitanya Mahāprabhu. Quindi dovremmo avvicinarci a Śrī Caitanya Mahāprabhu o al Suo rappresentante, e arrenderci. tad viddhi praṇipātena (BG 4.34). Il modo non è sfidando: “Puoi mostrarmi Dio?” Quese sono provocazioni. Non è questo il modo. Dio è ovunque, ma prima di tutto, rendi i tuoi occhi adatti a vedere Dio; allora potrai contestare: “Puoi mostrarmi Dio?” Questo atteggiamento non è di aiuto. Sottomissione. tad viddhi praṇipātena. Questa è l’ingiunzione degli śāstra se si vuole capire la scienza, la scienza trascendentale: ‘tad viddhi’ cercare di capire, ma ‘praṇipātena’ molto umilmente. Proprio come Sanātana Gosvāmī: sottomettendosi molto umilmente.

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