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Feb 092017
 

Bhagavad Gita 6.30-34 — Los Angeles, 19 febbraio 1969

Viṣṇujana: (Continua Spiegazione BG 6.31) “Krishna nella forma del Paramātmā risiede nel cuore di ciascuno. E non c’è alcuna differenza tra gli innumerevoli Paramātmā presenti ciascuno nel cuore di ogni essere vivente. Non c’è differenza…”
Prabhupāda: Ad esempio: proprio come c’è un unico Sole in cielo, ma se sulla Terra ponete milioni di secchi d’acqua troverete in ogni secchio il riflesso del Sole. Oppure un altro esempio. A mezzogiorno chiedete a un amico distane 10 mila miglia: “Dov’è il Sole?” Dirà: “Sulla mia testa”. Milioni, miliardi di persone vedranno il Sole sulla propria testa, ma il Sole è uno. E l’altro esempio è il contenitore dell’acqua. Il Sole è uno, ma se ci sono milioni di secchi d’acqua, vedrete il Sole riflesso in ogni contenitore; allo stesso modo, ci possono essere innumerevoli esseri viventi, incalcolabili, jīvasya asaṅkhya. Nel linguaggio vedico si dice che gli esseri viventi sono incalcolabili, innumerevoli. E allo stesso modo Viṣṇu. Se una cosa materiale come il Sole può essere riflessa in ogni secchio d’acqua, perché quindi la Persona Suprema Viṣṇu non può vivere nel cuore di tutti? Non è difficile da capire. Si afferma che Egli ci viva, e lo yogī deve concentrare la mente su quella forma Viṣṇu. Questa forma di Viṣṇu è un’emanazione plenaria di Krishna. Percui uno che è impegnato nella coscienza di Krishna è già uno yogī perfetto. Verrà spiegato che lui è uno yogī perfetto nell’ultimo verso di questo Capitolo. Prosegui.
Viṣṇujana: “Non c’è differenza tra una persona cosciente di Krishna sempre impegnata nel trascendentale servizio d’amore a Krishna e il perfetto yogī immerso nella meditazione sull’Anima Suprema”.
Prabhupāda: Non c’è differenza tra uno yogī che è in samādhi, in estasi, sulla forma di Viṣṇu, e una persona cosciente di Krishna; non c’è differenza.
Viṣṇujana: “Sebbene impegnato in molteplici occupazioni, lo yogī cosciente di Krishna, pur essendo nell’esistenza materiale, rimane sempre situato in Krishna. Il devoto del Signore che agisce in coscienza di Krishna è automaticamente liberato.”
Prabhupāda: Lo troveremo in questa Bhagavad-gītā, nel Dodicesimo Capitolo, che uno che è…
māṁ ca yo ‘vyabhicāreṇa
bhakti-yogena sevate
sa guṇān samatītyaitān
brahma-bhūyāya kalpate
(BG 14.26)
“Chi è impegnato nel servizio di devozione puro offerto a Me ha già trasceso le influenze della natura materiale”; brahma-bhūyāya kalpate, egli è allo stadio del Brahman, ossia allo stato liberato. Essere liberati significa essere situati al livello del Brahman. Ci sono tre stadi: Llo stadio fisico o sensuale, lo stadio mentale, e il piano spirituale. Quel piano spirituale si chiama stadio del Brahman. Quindi, liberarsi significa situarsi al livello Brahman. Come anime condizionate siamo al momento allo stadio di questo concetto fisico di esistenza, o piattaforma sensuale. Coloro che sono un po’ più elevati sono sulla piattaforma mentale, speculativa, ossia i filosofi. E sopra questo livello c’è lo stadio Brahman. Troverete nella Bhagavad-gītā, nel dodicesimo Capitolo, o quattordicesimo Capitolo credo, che colui che è nella coscienza di Krishna è già allo stadio Brahman, e ciò significa liberato. Vai avanti.
Viṣṇujana: “Il Nārada Pañcarātra lo conferma: ‘Fissando l’attenzione sulla forma trascendentale di Krishna, che è onnipresente e trascende il tempo e lo spazio, si diventa assorti in Lui e si ottiene così di vivere in Sua compagnia, nella felicità assoluta.’ La coscienza di Krishna è lo stadio più elevato di estasi nella pratica dello yoga. La comprensione che Krishna è presente in ogni essere nella forma del Paramātmā libera lo yogī da ogni errore. I Veda confermano questa inconcepibile potenza del Signore: ‘Visnu è uno, eppure è onnipresente. La Sua forma è una, ma per la Sua inconcepibile potenza Egli è presente ovunque. Come il Sole, Egli appare in ogni luogo contemporaneamente’.
Prabhupāda: Sì, come un esempio che ho già dato. Come il Sole può essere presente in molti luoghi contemporaneamente, allo stesso modo, la forma di Viṣṇu, o Krishna, può essere presente nel cuore di ognuno. Egli è effettivamente presente: īśvaraḥ sarva-bhūtānāṁ hṛd-deśe ‘rjuna (BG 18.61). E’ seduto, e viene anche dichiarata la localizzazione: hṛd-deśe; hṛd-deśe significa nel cuore. Quindi, la concentrazione nello yoga consiste nel trovare nel cuore dove sia seduto Viṣṇu.

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