May 182017
 

Londra, 22 agosto 1973

L’impegno del guru è quello di prendere la torcia della conoscenza e porla davanti a chi è ignorante, o al discepolo nelle tenebre, così da alleviarlo dalle sofferenze delle tenebre dell’ignoranza. Questo è l’impegno del guru.
Poi un altro verso dice:
tad-vijñānārthaṁ sa gurum evābhigacchet
samit-pāṇiḥ śrotriyaṁ brahma-niṣṭham
(MU 1.2.12)
E’ un’ingiunzione Vedica. Qualcuno chiedeva se il guru è assolutamente necessario. Sì, assolutamente necessario. Questa è l’ingiunzione Vedica. I Veda dicono: tad-vijñānārtham; tad-vijñāna significa conoscenza spirituale. Per acquisire la conoscenza spirituale, tad-vijñānārtham, sa, uno, gurum eva; eva significa deve, gurum, dal guru. Deve andare dal guru. Non “un” guru; “il” guru. Il guru è unico. Perché, come spiegato dal nostro Revatīnandana Mahārāja, il guru proviene dalla successione disciplica. Quello che cinquemila anni fa Vyāsadeva ha insegnato, o Krshna ha insegnato, sono la stessa cosa che stiamo spiegando anche noi. Pertanto non vi è alcuna differenza tra gli insegnamenti. Percò il guru è uno. Anche se centinaia e migliaia di ācārya sono andati e venuti, il messaggio è uno. Pertanto il guru non può essere due. Il vero guru non parla diversamente. Qualche guru dice “A mio parere, si dovrebbe così”, e qualche guru dirà: “Secondo me dovresti fare questo”; non sono guru, sono tutti dei mascalzoni. Il guru non ha una “propria” opinione, il guru ha una sola opinione, la stessa opinione che è stata espressa da Krishna, o Vyāsadeva, o Nārada, o Arjuna, o Śrī Caitanya Mahāprabhu o i Gosvāmī. Troverete la stessa cosa. Cinquemila anni fa Śrī Krishna ha enunciato la Bhagavad-gītā e Vyāsadeva l’ha scritta, la documentata. Vyāsadeva non dice: “E’ mia opinione”; Vyāsadeva scrive: śrī bhagavān uvāca, “Quello che sto scrivendo è detto dalla Persona Suprema”. Lui non sta dando la propria opinione. Śrī bhagavān uvāca. Perciò egli è guru. Egli non interpreta erroneamente la parola di Krishna, le sta dando così com’è. Proprio come un portalettere. Qualcuno ti ha scritto una lettera, il portalettere ha la lettera. Ciò non significa che deve correggerla, modificarla, fare aggiunte. No. Lui la recapiterà. Questo è il suo dovere. Allora è guru, è onesto. Allo stesso modo, il guru non può essere due. Ricordatelo. La persona può essere diversa, ma il messaggio è lo stesso. Pertanto il guru è uno.

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