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Nov 122016
 

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Bhagavad-Gita 2.62-72 — Los Angeles, 19 dicembre 1968

Prabhupāda: Gli yogi, e anche altri metodi, cercano di controllare i sensi con la forza. —Andrò sull’Himalaya. Non guarderò più alcuna donna bella. Chiuderò gli occhi.” Queste sono forzature. Non potete controllare i vostri sensi. Ci sono molti casi. Non avete bisogno di andare sull’Himalaya. Rimanendo pure a Los Angeles e impegnando i vostri occhi nel vedere Krishna, sarete migliori di una persona che è andata sull’Himalaya. Dimenticate tutte le altre cose. Questo è il nostro metodo. Non avete bisogno di cambiare situazione. Impiegate le orecchie ad ascoltare la ‘Bhagavad-gītā così com’è: dimenticherete tutte le sciocchezze. Impiegate i vostri occhi per vedere la bellezza della Divinità, Krishna. Impiegate la vostra lingua a gustare kṛṣṇa-prasādam. Impiegate le vostre gambe per venire in questo tempio. Impiegate le vostre mani a lavorare per Krishna. Impiegate il vostro naso per odorare i fiori offerti a Krishna. Dove andranno, quindi, i vostri sensi? Rimarranno affascinati da tutto quello che c’è in torno. La perfezione è sicura. Non vi si chiede di controllare i vostri sensi con la forza: non guardare, non fare, non fare… No. Dovete cambiare l’impiego, lo stato; questo vi aiuterà. Prosegui.
Tamāla Kṛṣṇa: SPIEGAZIONE. “E’ già stato spiegato che si possono controllare i sensi esternamente con qualche procedura artificiale, ma finché i sensi non sono impegnati nel servizio trascendentale al Signore c’è sempre la possibilità di una caduta. Sebbene una persona in piena coscienza di Krishna possa apparentemente essere sul piano sensuale, in realtà, dovuto al suo essere cosciente di Krishna, egli non ha attaccamento o distacco per tali attività sensuali. La persona cosciente di Krishna si occupa solo della soddisfazione di Krishna e nient’altro; perciò egli trascende ogni attaccamento o distacco. Se Krishna vuole, il devoto può fare tutto ciò che è di solito indesiderabile; e se Krishna non vuole, egli non farà nulla che avrebbe normalmente fatto per la propria soddisfazione. Quindi agire o non agire sono sotto il suo controllo perché egli agisce solo sotto i dettami di Krishna. Questa coscienza è la misericordia senza causa del Signore che il devoto può raggiungere a dispetto del suo essere attaccato alla piattaforma sensuale.” verso 65: “Per chi si è stabilito in quel modo le tre forme di sofferenza materiale non esistono più. In questo stato di felicità la sua intelligenza diventa stabile.” verso 66: “Chi non è nella coscienza trascendentale non può avere né una mente controllata né un’intelligenza ferma, senza le quali non vi è alcuna possibilità di pace, e come può esserci una qualsiasi felicità senza la pace?
Prabhupāda: Tutti in questo mondo materiale cercano la pace, ma non vogliono controllare i sensi. Ciò non è possibile. Proprio come quando si è malati e il medico dice: “Prendi questa medicina, segui questa dieta”; ma tu non riesci a controllarti. Prendendo quasiasi cosa vogliate, contro le indicazioni del medico, come potete quindi guarire? Allo stesso modo, noi vogliamo la cura dalla condizione caotica di questo mondo materiale, vogliamo la pace e la prosperità, ma non siamo pronti a controllare i sensi. Non sappiamo come controllare i sensi. Non conosciamo il vero principio yogico di controllo dei sensi, percui non vi è alcuna possibilità di pace. kutaḥ śāntir ayuktasya, nella Bhagavad-gītā ci sono le precise parole. Se non siete impegnati nella coscienza di Krishna, non vi è alcuna possibilità di pace. Potete provarci artificialmente ma non è possibile.

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