Aug 052017
 

Bhagavad Gita 04.13 – New York

Siamo in grado di far fluttuare uno Sputnik in cielo e otteniamo così tanto credito da ritenerci grandissimi scienziati, ma non ci preoccupiamo di Dio. Questa è stupidità. Una persona stolta agirà così, ma uno che è intelligente sa che Dio fa fluttuare miliardi di pianeti nel cielo e cosa otteniamo con questo confronto? Una dimostrazione d’intelligenza. Siamo diventati molto orgogliosi della nostra conoscenza scientifica e per questo oggi sfidiamo l’esistenza di Dio. A volte diciamo di essere diventati Dio. Queste sono affermazioni insensate.

Perché siamo parte integrante di Dio, per questa ragione, possiamo studiare ciò che è Dio studiando semplicemente noi stessi. Quando studi una goccia d’acqua di mare, se l’analizzi chimicamente, troverai tante sostanze chimiche in quella stessa goccia capendo qual’è la composizione del mare. Il mare avrà la stessa composizione in proporzioni maggiori. Questa è la differenza tra Dio e noi. Noi siamo piccoli dei, così possiamo dire, minuscoli, campioni infinitesimali. Per questo siamo così orgogliosi, ma non dovremmo esserlo perché dovremmo essere coscienti che tutte le nostre qualità provengono da Dio essendone Sua parte integrante. Originariamente tutte queste qualità sono in Dio.

Il Vedānta-sūtra spiega ciò che è Dio, ciò che è la Verità Assoluta: “Athātho brahma-jijñāsā”. Quando ci poniamo domande su Dio, circa la Verità Assoluta, la risposta è fornita immediatamente: “Janmady asya yataḥ (SB 1.1.1)”. La Verità Assoluta è questa. Da Lei proviene tutto, tutto emana, quindi ogni cosa viene da Dio. Egli è la fonte originale di tutto ciò che viene fornito. Ora qual’è la nostra posizione? Ci sono innumerevoli esseri viventi: “Nityo nityānāṁ cetanaś cetanānāṁ (Katha Upanisad 2.2.13)”. Questa è l’informazione vedica. Dio è un essere vivente, come noi, ma Egli è l’Essere Vivente Supremo e noi siamo, al tempo stesso, entità viventi.

Ragioniamo sulla figura di un padre. Il padre può concepire venti bambini, venti figli. Nei tempi passati i padri arrivavano ad avere un centinaio di figli, ma ora non hanno più tale potere. Ciò avveniva fino a cinque mila anni fa. Il re Dhṛtarāṣṭra ha infatti dato alla luce un centinaio di figli. Ora affermiamo che siamo sovrapoppolati, ma questo non è un fatto reale. Al momento attuale dove sarebbe la sovrappopolazione? Chi di noi da alla luce centinaia di bambini? Nessuno, ma in passato un padre poteva concepire un centinaio di bambini. Non c’é sovrappopolazione. E anche se ci fosse abbiamo informazioni dai Veda, eko bahūnāṁ yo vidadhāti kāmān, che l’Essere Vivente Supremo, Dio, può mantenere innumerevoli esseri viventi.

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