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Bhagavad-Gita 2.8-12 — Los Angeles, 27 novembre 1968

Devoto: Krishna dice chiaramente che anche in futuro l’individualità del Signore e degli altri, come confermato nelle Upaniṣad, continuerà in eterno. Questa affermazione di Krishna è autorevole.
Prabhupāda: Sì, l’Upaniṣad dice nityo nityānām. nitya significa eterno, e il Signore Supremo è il Supremo eterno, e anche noi anime individuali siamo moltitudine di eterni. Egli è il leader eterno. Eko bahūnām… Come è leader? Eko bahūnāṁ vidadhāti kāmān. Quell’Uno eterno, numero singolare, persona, provvede alle esigenze di tutti gli altri eterni. Queste cose sono chiaramente dette nei Veda. E ne abbiamo realmente esperienza. Proprio come nella teologia cristiana, l’individuo va in chiesa e prega Dio: “Dacci il nostro pane quotidiano”. Perché chiedono a Dio? Naturalmente, questa classe atea di uomini ora insegna a loro: “Dov’è il pane? Voi andate in chiesa…rivolgetevi a noi!; potremo rifornirvi di pane”. C’è anche questo pensiero Vedico. I Veda dicono: eko bahūnāṁ vidadhāti kāmān, Quell’Uno Supremo eterno sta rifornendo, sta mantenendo, tutti gli altri individui eterni. E anche la Bibbia ingiunge: “Andate, chiedete il vostro pane a Dio.” Quindi a meno che Dio non sia il sostenitore e il fornitore, perché c’è questa ingiunzione? Perciò Egli è il leader; Egli è Colui che mantiene. E i Veda dichiarano esplicitamente questa posizione. Egli è il Supremo. E conoscendo questo uno può essere in pace. Questa è l’ingiunzione Vedica. Continua.
Devoto: “. Questa dichiarazione di Krishna è autorevole perché Krishna non può essere soggetto all’illusione. Se l’individualità …”
Prabhupāda: Sì. I filosofi Māyāvādī dicono che questa affermazione di Krsna è māyā: “Egli afferma che ‘Tutti erano individui in passato’, invece no, in passato tutti erano uno, un’ammasso totale, omogeneo. Dovuto a māyā, siamo diventati individui”. Se i Māyāvādī dicono così, allora Krishna diventa una delle anime condizionate. Lui non perde la Sua autorità. Per l’anima condizionata non è possibile dare la Verità. Io sono un’anima condizionata, non posso dire qualcosa di assoluto. Krishna è accettato come l’Assoluto. Quindi, se la teoria Māyāvādī viene accettata, allora la teoria di Krishna non può essere accolta. Se Krishna viene rifiutato, allora non c’è bisogno di leggere ‘Il libro di Krishna’, ‘la Bhagavad-gita’. È inutile, una perdita di tempo. Se Lui è un’anima condizionata come noi… Perché non possiamo prendere alcuna istruzione da un’anima condizionata. Il maestro spirituale, anche se si accetta che è un’anima condizionata, comunqe lui non dice nulla di proprio; parla per conto di Krishna. Quindi, a meno che…Il principio Vedico è che a meno che non si è liberati dai condizionamenti materiali uno non può darci alcuna conoscenza perfetta. L’anima condizionata può essere anche accademicamente avanzata, educata, ma non può darci alcuna conoscenza perfetta. Solo chi è al di sopra del condizionamento di queste leggi materiali può darci la perfetta conoscenza. Allo stesso modo Śaṅkarācārya, è anch’egli un impersonalista ma accetta l’autorità suprema di Krishna. sa bhagavān svayaṁ kṛṣṇa: “Krishna è quella Suprema Personalità di Dio.” I moderni filosofi Māyāvādī non divulgano questa dichiarazione di Śaṅkarācārya. Per ingannare la gente. Ma la dichiarazione di Śaṅkarācārya c’è. Siamo in grado di testimoniarla. Egli accetta Krishna come l’autorità suprema. Egli ha scritto tante belle poesie per lodare o adorare Krishna. E alla fine disse: bhaja govindaṁ bhaja govindaṁ bhaja govindaṁ mūḍha-mate, “Sciocchi mascalzoni. Dipendete dalla grammatica per capire. Questa è una sciocchezza”, bhaja govindaṁ, “Adora solo Govinda”. bhaja govindaṁ bhaja…Lo dice tre volte. “Adora seplicemente Govinda”: bhaja govindaṁ bhaja govindaṁ bhaja govindam. Proprio come Caitanya Mahāprabhu dice per tre volte: harer nāma harer nāma harer nāma (CC Adi 17.21). Tre volte significa dare molta enfasi. Proprio come a volte diciamo: “Fai questo, fai questo, fai questo!” Ciò significa che non si può più negare. Finita tutta la sollecitazione. Non appena una cosa è sottolineata tre volte, questo significa definitiva. Perciò Śaṅkarācārya dice: bhaja govindaṁ bhaja govindaṁ bhaja govindaṁ mūḍha-mate. mūḍha. mūḍha l’ho più volte spiegato. mūḍha significa mascalzone, asino. Dipendi dalla tua comprensione grammaticale, dukṛn karaṇe. dukṛn, questi sono affissi e prefissi grammaticali, pratya, prakaraṇa. Dipendete da questa radice verbale, quella radice verbale, e creando, interpretando il proprio significato in un modo diverso. Tutto questo è una sciocchezza. Questo tuo dukṛn karaṇe, questa giocoleria grammaticale delle parole, non ti risparmierà al momento della morte. Mascalzone, semplicemente adora Govinda, Govinda, Govinda. Questa è anche l’istruzione di Śaṅkarācārya. Perché era un devoto, era un grande devoto. Ma ha fatto finta di essere un ateo per affrontare gli atei. Senza presentarsi come un ateo i seguaci atei non avrebbero ascoltato. Quindi ha presentato la filosofia Māyāvāda per quel preciso momento. La filosofia Māyāvāda non può essere accolta in eterno. La filosofia eterna è la Bhagavad-gītā. Questo è il verdetto.

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