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Dec 172016
 

Srimad-Bhagavatan 1.3.13 — Los Angeles, 18 settembre 1972

Ṛṣabhadeva ha insegnato così: “Miei cari ragazzi, questa forma di vita umana non deve essere sprecata come fanno maiali e cani.” La miglior opportunità di piacere dei sensi è per i maiali. Nessuna restrizione. Nessuna restrizione. Nella società umana, almeno ufficialmente, c’è qualche restrizione. Mātrā svasrā duhitrā. Tutti gliśāstra dicono: “Non c’è …” Ma ci sono società -non vogliamo discuterne- che hanno anche rapporti sessuali anche con la madre, la sorella e la figlia. C’è stato anche in passato, ma non così molto diffuso. Ma gli śāstra dicono: mātrā svasrā duhitrā vā nāviviktāsano bhavet (SB 9.19.17), “Non sederti in un posto appartato neanche con tua madre, con tua sorella, con tua figlia.” La gente potrebbe dire: “Si agitano associandosi alla madre, la sorella e la figlia quelli folli o i più degradati”. No, gli śāstra dicono: balavān indriya-grāmo vidvāṁsam api karṣati, “I sensi sono così forti che anche uno molto erudito diventa agitato.” Egli si agita, anche in presenza di madre, sorella o figlia; i sensi sono così forti, balavān indriya-grāmaḥ, che gli viene proibito. Che dire degli altri. Pertanto, l’insegnamento morale comune e della civiltà Vedica è quello di accettare qualsiasi donna, tranne la propria moglie, come madre: mātṛvat para-dāreṣu (Cāṇakya-śloka 10). para-dāreṣu. Ognuno dovrebbe essere sposato. Dāra significa moglie, para-dāreṣu, la moglie di altri. Non importa se lei è più giovane o più vecchia, ma lei deve essere trattata come una madre. Pertanto il sistema nella cultura Vedica è che, non appena si vede un’altra donna, ci si rivolge a lei come “madre”, Mātājī. Questo “madre” stabilisce immediatamente il rapporto. La donna considera lo sconosciuto come figlio, e lo sconosciuto considera la donna sconosciuta come madre. Questa è la civiltà Vedica. Percui dobbiamo stare molto attenti. Nella nostra società voi siete tutti confratelli e consorelle, quelle che sono sposate sono come madri. Percui si dovrebbe stare molto attenti, così si rimarrà dhīra, sobri. Questa è la qualificazione brahminica, la cultura brahminica. Non che “Siccome ho l’opportunità di intrattenermi con belle ragazze allora ne approfitterò”. Le ragazze non vanno considerate così. Perciò questa nostra restrizione: niente sesso illecito.
Si deve diventare dhīra. E poi è questione di coscienza di Dio. Gli animali non possono avere consapevolezza di Dio, perciò viene specificatamente menzionato dhīrāṇām. Vartma. Il percorso mostrato è inteso per i dhīra, non per gli adhīra. Dhīrāṇām. Ed è così bello che: sarvāśrama-namaskṛtam, tutti gli āśrama apprezzeranno e offriranno i loro rispetti. Tutti gli āśrama significa brahmacārī, gṛhastha, vānaprastha e sannyāsa. Trattandosi di donne è soprattutto un’istruzione data agli uomini. Tutte le letterature, tutti i testi Vedici, sono intesi particolarmente per istruire gli uomini, e la donna deve seguire il marito. È tutto. Il marito darà istruzioni alla moglie. Non esiste una cosa tale che la ragazza debba andare a scuola per aderire al brahmacārī-āśrama o andare dal maestro spirituale per ricevere istruzioni. Non è questo il sistema Vedico. Nel sistema vedico è l’uomo che viene completamente istruito; e la donna, la ragazza, deve essere sposata ad un uomo. Ogni donna dovrebbe essere sposata, anche se così eventualmente l’uomo potrà avere molte mogli, diventa poligamo. E lei dovrebbe essere istruita dal marito. Questo è il sistema vedico. Alla donna non è permesso di andare a scuola, all’università o presso il maestro spirituale. Ma marito e moglie possono essere iniziati. Questo è il sistema vedico.
Percui: dhīrāṇāṁ vartma; perché la gente deve essere prima di tutto gentile, e poi parlare di Krishna e coscienza di Dio. Se è un animale cosa può capire? Questo è il sistema vedico: dhīrāṇām. dhīra significa dover essere gentile, perfettamente gentile, rivolgersi a tutte le donne come “madre”. Mātṛvat para-dāreṣu para-dravyeṣu loṣṭravat. Questa è la formazione: si dovrebbe considerare la moglie altrui come una madre, e il denaro altrui come come spazzatura nella strada. Nessuno se ne prende cura. Allo stesso modo, il denaro altrui non deve essere toccato. Anche se qualcuno ha dimenticato la propria borsa o il borsellino per strada, nessuno lo toccherà. Lasciate che l’uomo torni a riprenderlo. Questa è civiltà. para-dravyeṣu loṣṭravat ātmavat sarva-bhutesu: E trattare tutti gli altri esseri viventi come sé stessi. Se qualcuno mi pizzica provo dolore. Perché devo pizzicare un altro? Se qualcuno mi taglia la gola ne sarò addolorato, ne soffrirò; perché dovrò tagliare la gola di altri animali? Questa è civiltà. Questa è la civiltà Vedica. Senza andare ad uccidere animali come nulla fosse o a caccia di donne, o farne un business delle donne in topless. Questa non è civiltà. Questa non è civiltà umana.

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