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Dec 312016
 

Bhagavad-Gita 6.1 — Los Angeles, 13 febbraio 1969

Devoto: Che cosa è la ricreazione per la persona cosciente di Krishna?
Prabhupāda: Ricreazione? Ballare. “Vieni, balla con noi!” Non è ricreazione? E quando si è stanchi, prendere prasādam. Volete più ricreazione di questa? Qual è la tua risposta? Non è ricreazione?
Devoto: Sì. Penso che sia difficile per qualcuno che viene da…
Prabhupāda: Perché difficile? Ballare è difficile? Cantare e ballare?
Devoto: E’ più facile per un devoto che vive nel tempio.
Prabhupāda: Ma così come tu sei venuto, chiunque può venire. Tutti sono i benvenuti. Noi non facciamo pagare nulla per questo ballo. Si va nelle balere e in tanti altri locali e si paga per questo. Ma noi non facciamo pagare. Questi studenti semplicemente chiedono qualcosa perché ci dobbiamo mantenere. Noi non facciamo pagare nulla. Quindi, se venite semplicemente per ballare e per ricrearvi è molto bello. C’è tutto nella coscienza di Krishna. Vogliamo la musica, c’è la musica. Vogliamo ballare, si balla. È possibile portare strumenti musicali ed è possibile unirsi. Distribuiamo belle pietanze gustose. In pratica si tratta di un sistema di solo svago. Sì. Se ci si pensa sul serio, troverete che in questo sistema non c’è lavoro dopo tutto. Semplicemente ricreazione. Su-sukham (BG 9.2). È affermato nella Bhagavad-gītā, nel nono Capitolo troverete ‘su-sukham’, tutto è piacevole e felice. Trova qualcosa nel nostro sistema che sia noioso. Ditemelo praticamente, chiunque. “Questo punto è molto fastidioso”. Portatemi le vostre argomentazioni. Semplicemente piacevole. È semplicemente ricreazione, tutto quà. Basta farlo notare, “Swamiji, questo tuo punto non è molto ricreativo o questa parte non è gioiosa.” Niente. La gente vuole. È la loro natura, proprio come questi bambini. Quando vedono che i ragazzi e le ragazze ballano, anche i bambini ballano. Automaticamente. Questo è spontaneo, questa è la vita. E questa è la nostra vita reale nel mondo spirituale. Non c’è ansietà. Semplicemente la gente balla, canta e mangia bene. È tutto. Non ci sono fabbriche, non c’è da lavorare, non c’è un istituto tecnico, non ce n’è bisogno, sono tutti artificiali. Ānandamayo ‘bhyāsāt, (Vedanta-sūtra 1.1.12) lo dice il Vedānta. Così per ogni essere vivente; Dio è ānandamaya, pieno di gioia e di piacere e noi siamo parte integrante di Dio, anche noi siamo della stessa qualità, ānandamayo ‘bhyāsāt. L’intero nostro procedimento è quello di unirci col supremo ānandamaya, Krishna, alla Sua festa di ballo. Ciò ci farà davvero felici. Qui stiamo cercando di essere felici con mezzi artificiali e diventiamo frustrati. Ma se effettivamente si è situati nella coscienza di Krishna si rivive semplicemente la propria posizione originale goiosa, semplicemente gioiosa, ānandamayo ‘bhyāsāt. Queste sono le parole usate nel Vedānta . Perché la nostra natura è ānandamaya. Le persone, ognuno, cercano di scoprirlo. In questa La Cienega Avenue ci sono tanti ristoranti, tante cose e tanti cartelli. Perché? Pubblicizzano: “Venite, qui c’è ānanda, qui c’è il piacere.” Pubblicizzano e anche noi stiamo facendo così: “Qui cè ānanda.” Tutti sono alla ricerca di ānanda, il piacere, ma c’è uno standard diverso di piacere. La stessa cosa. Qualcuno sta cercando di trovare piacere dal punto di vista materiale, qualcuno sta cercando di trovare piacere dalla speculazione, dalla filosofia, la poesia o l’arte. E qualcuno sta cercando di trovare il piacere al livello trascendentale. Ognuno sta cercando di trovare il piacere, è la nostra sola occupazione. Perché si sta lavorando giorno e notte così duramente? Perché si sa, la notte, “Frequenterò quella ragazza” o “Mi incontrerò con mia moglie, godrò.” Dappertutto, ognuno accetta tutti i tipi di problemi per trovare quel piacere. Il piacere è l’obiettivo finale. Ma non sappiamo dove si trova il piacere. Questa è l’illusione. Il vero piacere è nella forma trascendentale, con Krishna. Troverete Krishna sempre allegro. Lo potete vedere in così tante immagini. E se ci uniamo, si diventa allegri, tutto qui. Avete mai visto un’immagine di Krishna che sta lavorando con un macchinario? Un grosso macchinario? O avete visto qualche immagine dove Egli sta fumando? Il piacere per natura, vedete? Piacere. Quindi dovete spiegare a voi stessi, spiegarlo in quel modo, e trovare piacere. Semplicemente pieno di piacere, tutto quà; ānandamayo ‘bhyāsāt. Semplicemente piacere, per natura. Non con mezzi artificiali. Ānanda-cinmaya-rasa-pratibhāvitābhiḥ, lo trovate nella Brahma-saṁhita.
ānanda-cinmaya-rasa-pratibhāvitābhis
tābhir ya eva nija-rūpatayā kalābhiḥ
goloka eva nivasaty akhilātma-bhūto
govindam ādi-puruṣaṁ tam ahaṁ bhajāmi
(Bs. 5.37)
Ānanda-cinmaya-rasa; rasa significa gusto, dolcezza. Proprio come cerchiamo di assaggiare un dolce, una caramella, qualsiasi cosa. Perché? Perché c’è un sapore gustoso. Quindi tutti cercano di avere un po’ di gusto da tutto. Vogliamo godere la vita sessuale. Vi è un certo gusto, viene definito ādi, gusto. Ci sono così tanti gusti e nella Brahma-saṁhitā c’è ānanda-cinmaya-rasa. Il gusto materiale, è possibile assaggiarlo ma finirà subito. Finisce immediatamente, o qualche minuto. Supponiamo che abbiate buonissimi dolciumi. Li assaggiate, “Oh, è molto buono”, “Prendine un altro!” “Va bene”, “E un altro?” “No, non voglio ho finito”. Vedete? Il gusto materiale è temporaneo, non è illimitato. Ma il vero gusto è illimitato. Se lo si assaggia una volta non lo si può dimenticare. Si andrà avanti, avanti, sempre di più, aumentando. Ānandāmbudhi-vardhanam. Caitanya Mahāprabhu ha detto: “Questo gusto aumenta solamente.” Anche se è grande come un oceano tuttavia aumenta. Qui avete visto l’oceano. È limitato. Il vostro Oceano Pacifico è agitato, ma non è in aumento. Se aumenta vi è la devastazione. Ma per la legge della natura, per ordine di Dio, non va oltre il suo limite. Rimane entro il suo limite. Ma Caitanya Mahāprabhu dice che c’è un oceano di beatitudine, un oceano di gusto, di felicità trascendentale, che aumenta.
Ānandāmbudhi-vardhanaṁ prati-padaṁ pūrṇāmṛtāsvādanaṁ
sarvātma-snapanaṁ paraṁ vijayate śrī-kṛṣṇa-saṅkīrtanam
(CC Antya 20.12, Śikṣāṣṭaka 1)
Da questo canto Hare Krishna la vostra potenza di piacere aumenterà sempre di più, sempre di più.

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