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Jan 132017
 

Bhagavad-Gita 6.13-15 — Los Angeles, 16 febbraio 1969

devoti: Tutte le glorie a Śrīla Prabhupāda.
Prabhupāda: Hare Krishna. Il sāṅkhya-yoga è l’aṣṭāṅga-yoga. Queste posizioni sedute e la meditazione vengono chiamate sāṅkhya-yoga. E jñāna-yoga significa ‘attraverso un processo filosofico’; un processo analitico di cosa è Brahman e ciò che non è Brahman, neti neti. Questo è il jñāna-yoga. Proprio come il Vedānta-sūtra è jñāna-yoga. Studiando il Vedānta-sūtra si dice janmādy asya yataḥ. Viene suggerito che il Supremo Brahman, la Verità Assoluta, è ciò da cui tutto emana; ora cerchiamo di capire cosa deve essere. E qual la natura di quella Verità Assoluta viene spiegato nello Śrīmad-Bhāgavatam. La Verità Assoluta. Nel primo verso dello Śrīmad-Bhāgavatam è detto: janmādy asya yato ‘nvayād itarataś cārtheṣv abhijñaḥ svarāṭ (SB 1.1.1). Se Egli, la Verità Assoluta, è la causa suprema di ogni emanazione, quali ne sono allora i sintomi? Il Bhāgavatam dice che Egli deve essere cosciente, non è morto. Egli deve essere consapevole. E che tipo di consapevolezza? anvayād itarataś cārtheṣu. Proprio come io sono consapevole e tu anche sei consapevole, ma io non mi conosco, non so quanti peli ci sono nel mio corpo. Sostengo che questa è la mia testa, ma se qualcuno chiede: “Sai quanti capelli hai?” Questo tipo di conoscenza non è conoscenza, ma il Bhāgavatam dice che il Supremo conosce ogni cosa, direttamente e indirettamente. So che sto mangiando, ma non so come il mio processo del mangiare aiuti la mia circolazione del sangue, come si trasforma, come lavora, come passa attraverso le vene. Io non so nulla. Ma Dio deve essere Colui che sa tutto, deve sapere ciò che sta accadendo in ogni angolo della Sua creazione. Pertanto il Bhāgavatam spiega che la Verità Suprema dalla quale tutto emana deve essere estremamente cosciente. Cosciente, abhijñaḥ. abhijñaḥ significa consapevole.
Percui ci si potrebbe chiedere: “Allora se Egli è così potente, saggio e consapevole, deve aver imparato da qualcuno di simile.” No. Noi diciamo che se impara da qualcun altro, allora non è Dio. Svarāṭ: automaticamente, Egli è indipendente. Questo è jñāna-yoga: lo studio di quale sia quella natura, analizzare quella che dovrebbe essere la natura del Supremo da cui tutto emana. E ciò viene spiegato nello Śrīmad-Bhāgavatam, per questo lo Śrīmad-Bhāgavatam è il supremo jñāna-yoga e bhakti-yoga combinati. Sì. Il metodo del jñāna-yoga cerca la Verità Assoluta, o la comprensione della natura della Verità Assoluta con la via filosofica; questo si chiama jñāna-yoga. E il nostro è il bhakti-yoga. Nel Bhakti-yoga il processo è lo stesso, l’obiettivo è lo stesso. Uno cerca di raggiungere l’obiettivo finale supremo in modo filosofico, cerca di concentrare la mente sul Supremo; e nell’altro, i bhakta impegnano se stessi semplicemente nel servire il Signore Supremo così che Egli Si riveli. Un metodo è quello di capire col processo ascendente, e l’altro metodo è col processo discendente. Proprio come se, stando al buio, si cercasse di capire con un processo ascendente che cosa sia il Sole: volando con il vostro potente aereo o lo Sputnik, solamente viaggiando nel cielo, non lo si può vedere. Ma col processo discendente, quando il sole sorge, lo si capisce subito. Processo ascedente: ossia col mio impegno; quello che viene chiamato processo induttivo. Proprio come se mio padre dice che l’uomo è mortale ed io accetto ciò. Ora, se si vuole studiare se l’uomo è mortale puoi vedere tra migliaia di uomini chi è immortale o mortale. Ci vorrà molto tempo. Ma se ricevi da un’autorità superiore la conoscenza che l’uomo è mortale, la vostra conoscenza è completa.
athāpi te deva padāmbuja-dvaya-
prasāda-leśānugṛhīta eva hi
jānāti tattvaṁ bhagavan-mahimno
na cānya eko ‘pi ciraṁ vicinvan
(SB 10.14.29)
Viene detto: “Mio caro Signore, una persona che ha ricevuto un piccolo favore da tei può capirTi molto rapidamente; e gli altri che cercano di capirTi col processo ascendente possono continuare a speculare per milioni di anni senza mai capirTi”. Loro non capiranno mai, giungeranno a un punto di frustrazione e confusione: “Oh, Dio è pari a zero.” Basta, tutto quà. Se Dio è zero, allora come mai da uno zero vengono fuori così tante cifre? Dio non è pari a zero. Il Bhāgavatam e il Vedānta dicono: janmādy asya yataḥ (SB 1.1.1), tutto è generato dal Supremo e ora dobbiamo studiare come si è generato. E viene anche spiegato qual è il modo, qual è la procedura, come apprendere. Questo è il Vedānta-sūtra. Vedānta significa conoscenza ultima. Veda significa conoscenza e anta significa finale. Percui Vedānta significa conoscenza ultima. La conoscenza ultima è il Signore Supremo.

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