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Dec 112016
 

Bhagavad-Gita 2.23 — Hyderabad, 27 novembre 1972

yasyaika-niśvasita-kālam athāvalambya
jīvanti loma-vilajā jagad-aṇḍa-nāthāḥ
viṣṇur mahān sa iha yasya kalā-viśeṣo
govindam ādi-puruṣaṁ tam ahaṁ bhajāmi
L’inizio della comprensione spirituale è che quello spirito, lo Spirito Supremo, non può essere diviso in pezzi. Nainaṁ chindanti śastrāṇi nainaṁ dahati pāvakaḥ (BG 2.23). Gli scienziati odierni pensano che non vi possa essere alcun vita nel globo solare. No. C’è vita. Otteniamo informazioni dalla letteratura Vedica che c’è vita. Ci sono anche esseri umani come noi, ma sono fatti di fuoco. Tutto qua. Dovuto alla nostra minuscola esperienza ci chiediamo: “Come può vivere un essere vivente nel fuoco?” Per rispondere a questo problema, Krishna dice: nainaṁ dahati pāvakaḥ. [A parte : Perché sei seduto lì? Vieni qui.] Nainaṁ dahati pāvakaḥ. L’anima spirituale non può essere bruciata. Se venisse bruciata quindi, in accordo al nostro sistema Hindu, bruciando il corpo anche l’anima viene bruciata. In realtà gli atei pensano così, che quando il corpo viene bruciato tutto è finito. Grandi professori pensano così. Ma qui, Krishna dice: nainaṁ dahati pāvakaḥ, “Non viene bruciata”. Altrimenti, come esiste? Na hanyate hanyamāne śarīre (BG 2.20). Tutto è detto molto chiaramente. L’anima non brucia né può essere tagliata in pezzi; na cainaṁ kledayanty āpaḥ (BG 2.23), non può nemmeno essere bagnata. Non può essere bagnata se a contatto con l’acqua. Ora nel mondo materiale scopriamo che tutto, per quanto sia difficile, come anche la pietra o il ferro, può essere tagliato a pezzi. C’è una macchina che li può tagliare. Qualsiasi cosa può essere tagliata a pezzi e tutto può anche essere fuso. Si richiede solo un certo tipo di temperatura, ma tutto può essere bruciato e fuso. Inoltre tutto può essere inumidito, può essere bagnato. Ma qui si dice: na cainaṁ kledayanty āpo na śoṣayati mārutaḥ, non può nemmeno evaporare. Questa è l’eternità. Questo significa che qualsiasi condizione materiale non può pregiudicare l’anima, asaṅgo ‘yaṁ puruṣaḥ
Nei Veda è detto che l’essere vivente non è mai a contatto con questo mondo materiale. È semplicemente un rivestimento, non ne vene a contatto. Proprio come il mio corpo, questo corpo presente; sebbene sia coperto da camicia e giacca non ne è collegato, non ne è mescolato. Il corpo è mantenuto sempre separato. Analogamente, l’anima si mantiene sempre separata da questo involucro materiale che è semplicemente dovuto ai vari piani e desideri che si fanno per padroneggiare su questa natura materiale. Tutti lo possono vedere.

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