Apr 072017
 

CC Adi-lila 1.10 — Mayapur, 3 aprile 1975

Ci sono così tante domande. Come sono creati questi oceani? Lo scienziato dice che è una combinazione di idrogeno e ossigeno. Da dove è venuto questo gas? La risposta è qui. Naturalmente, dal gas proviene l’acqua. Se si copre una pentola bollente si produce gas, il vapore, e troverete tracce di acqua. Quindi dal gas proviene l’acqua, e dall’acqua viene il gas. Questo è il modo naturale. Ma l’acqua originale viene dalla sudorazione di Garbhodakaśāyī Viṣṇu. Proprio come voi avete sudorazione e potete produrre un grammo o un po’ d’acqua attraverso il vostro calore corporeo; di ciò se ne ha esperienza pratica. Quindi, se si può produrre un po’ di acqua dal proprio corpo, perché Dio non può produrre milioni di tonnellate di acqua dal Suo corpo? Dove è la difficoltà nel capire? Tu sei una piccola anima, e hai un piccolo corpo; puoi produrre un po’ d’acqua dalla tua traspirazione. Perché Dio, Garbhodakaśāyī, che ha un corpo gigantesco, non può produrre acqua, l’acqua Garbhodaka? Non c’è ragione per non credere.
Questo si chiama acintya-śakti, potere inconcepibile. A meno che non accettiamo il potere inconcepibile del Signore Supremo, non vi è alcun senso di Dio. Se pensate “una persona”, ciò significa come me o te… Sì, come me o te, anche Dio è una persona. Ciò è accettato nei Veda: nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām (Kaṭha Upaniṣad 2.2.13). Ci sono molti cetanas, esseri viventi, e sono tutti eterni. Ce ne sono molti, al plurale: nityo nityānāṁ cetanaś cetanānām. Ma c’è un altro nitya; nityo nityānāṁ, due. Uno è al singolare, e uno è al plurale. Qual è la differenza? La differenza è eko yo bahūnāṁ vidadhāti kāmān. Questo singolare è particolarmente così potente che Lui fornisce le necessità di tutto il plurale. Il plurale, gli esseri viventi, sono anantāya kalpate: non si può contare quanti esseri viventi ci sono. Ma essi sono mantenuti dal singolare. Questa è la differenza. Dio è una persona, anche tu sei una persona, anche io sono una persona. Noi esistiamo in eterno, come si afferma nella Bhagavad-gītā. Krishna ha detto ad Arjuna: “Tu, Me, tutti questi soldati e re qui riuniti, non è che non esistevano in passato. Esistono nel presente e continueranno ad esistere in futuro”. Ciò è deinito nityānāṁ cetanānām.

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