Nov 202016
 

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Los Angeles, 30 dicembre 1968

Giornalista: Mi permetta di chiederle di un grande assesto che abbiamo avviato appena recentemente. Abbiamo appena iniziato un supplemento per ragazzi. E uno dei più… Come potrei dire? La cosa particolare che causa forse la più grande divisione tra gli uomini, o almeno tra uomini e donne americani che amano Dio o seguaci dei dieci comandamenti, è il problema, come otrei dire, beh, il problema sessuale. In questo Paese vene insegnato, e abbiamo un background puritano, che il sesso è una cosa negativa. E penso che stiamo, si spera, stiamo uscendone; ma quando i giovani raggiungono l’età della pubertà… Qui, in questo Paese, non so in altri paesi. si comincia ad avere un ovvio terribile problema. Sto affermando qualcosa che è ovvio, ci siamo passati tutti.
Prabhupāda: Sì, tutti.
Giornalista: Ma sembra impossibile per le chiese occidentali dare ai giovani qualcosa a cui aggrapparsi per dar modo che possano capire. Come prima cosa: che quello che stanno provando è una normale cosa bella; e come seconda: come affrontarla. E non c’è nulla nella cultura occidentale che insegni o aiuti un giovane a far fronte a questa cosa che è un problema molto, molto difficile. E io ci sono passato; tutti noi. Nel vostro messaggio date ai giovani qualcosa a cui aggrapparsi?
Prabhupāda: Sì. E se sì, quale?
Prabhupāda: Sì, lo do. Chiedo a tutti i miei discepoli di sposarsi. Non permetto a questi ragazzi di vivere con il fidanzato o la fidanzata. No. Bisogna sposarsi, vivere da gentiluomini; considerare tua moglie come l’assistente, trattare il marito come colui che provvede a te. Sto insegnando a loro in questo modo. Questo ragazzo si è sposato appena quattro giorni fa. E’ professore. Ho tanti miei discepoli sposati e vivono molto felicemente. Questa ragazza è sposata. Un tempo vivevano con la fidanzata, il fidanzato. Io non lo permetto. Non lo permetto.
Giornalista: Vorrei qualcosa di più basilare. Che dire di quando qualcuno ha quattordici, quindici, sedici anni?
Prabhupāda: La stessa cosa. Naturalmente, un’altra cosa è che insegniamo ai nostri ragazzi a diventare brahmacārī. brahmacārī significa come condurre una vita di celibato. Howard, spiega la vita da brahmacārī.
Hayagrīva: E’ ​​il controllo dei sensi; ci insegna a controllare i sensi. In genere il matrimonio non ha luogo fino a quando un ragazzo ha circa 22, 23, 25 anni.
Giornalista: Intendi nella vosra cultura.
Prabhupāda: Sì. Scegliamo una ragazza per esempio di circa 16, 17 anni; e i ragazzi non più di 24 anni. Li faccio sposare. Vedi? E siccme la loro attenzione viene diretta verso la coscienza di Krishna hanno molto poco interesse per la sola vita sessuale. Hanno un impegno migliore, paraṁ dṛṣṭvā nivartate (BG 2.59). Diamo un’alternativa. Non diciamo semplicemente: “Non si fa”, ma diamo qualcosa di meglio. Quindi automaticamente il “non fare” viene da sé.
Giornalista: Al momento giusto.
Prabhupāda: Immediatamente. Diamo qualcosa di meglio in cui essere coinvolti.
Giornalista: Cosa sarebbe?
Prabhupāda: Proprio come i nostri ragazzi e ragazze che sono tutti impegnati in attività coscienti di Krishna: lavoro nel tempio, pittura, dattilografia, registrazioni e tante altre cose. E sono felici. Non stanno andando al cinema, non vanno nei club, non bevono, non fumano. Educo loro praticamente al controllo. Ed è possibile perché questi ragazzi e ragazze sono tutti americani. Non vengono importati dall’India. Perché lo hanno adottato? Il sistema è così bello che a loro è piaciuto. Quindi, se diffondete questo sistema, tutto sarà risolto. Noi non vietiamo di mischiarsi con le donne o di smetterla con la vita sessuale. Noi non diciamo così. Ma facciamo tutto regolato secondo la coscienza di Krishna. Il loro scopo è più elevato. Le altre sono tutte condizioni secondarie. Quindi, in questo modo, tutto è piacevole.

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