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Oct 172016
 

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Bhagavad-Gita 7.1 — Los Angeles, 2 dicembre 1968

Se si desidera ottenere una soluzione all’esistenza materiale in modo materiale, ciò non è possibile. Ciò è anche chiaramente indicato nella Bhagavad-gītā dove troverete: daivī hy eṣā guṇamayī mama māyā duratyayā (BG 7.14). Questa natura materiale viene rivendicata da Krishna come: “Mia energia”, mama māyā. Anche questa è un’altra energia di Krsna. Tutto sarà spiegato nel settimo Capitolo. È molto difficile uscire da questa energia. Lo vediamo praticamente. Cosa siamo noi? I nostri sforzi sono piuttosto insufficienti per poter vincere le leggi della natura materiale. È semplicemente spreco di tempo. Non si può diventare felici vincendo sulla natura materiale. Ora la scienza ha scoperto tante cose. Come l’aereo dall’India. Ci sarebbero voluti mesi per raggiungere il vostro Paese, ma in aereo possiamo venire qui in una nottata. Ci sono questi vantaggi. Ma insieme a questi vantaggi ci sono così tanti svantaggi. Quando si è in cielo sull’aereo sai di essere nel bel mezzo di un deserto, nel pericolo. In qualsiasi momento ci può essere uno schianto. Si può cadere in mare, si può cadere da qualsiasi parte. Non è molto sicuro. Allo stesso modo, qualsiasi metodo produciamo, scopriamo, per vincere sulle leggi della natura materiale, è sostenuto da un altro insieme di cose pericolose. Questa è la legge della natura. Non è questo il modo per uscire da questa morsa materiale della vita. Il vero modo è quello di porre termine a queste quattro funzioni della mia vita condizionata; le quattro funzioni della vita condizionata sono nascita, morte, vecchiaia e malattia. In realtà io sono un’anima spirituale. È spiegato all’inizio del Bhagavad-gītā che l’anima spirituale non nasce mai e non muore mai. Continua la sua vita anche dopo la distruzione di questo particolare tipo di corpo. Questo corpo è solo un lampo, c’è solo per alcuni anni. Ma finirà; sta finendo gradualmente. Proprio come me, un vecchio di 73 anni. Supponiamo che io viva 80 anni o 100 anni; questi 73 anni io sono già morto. Quelli sono finiti. Ora, potrei rimanere qualche anno. Percui stiamo morendo dalla data della nostra nascita. Questo è un dato di fatto. La Bhagavad-gītā ci offre la soluzione a questi quattro problemi. E Krishna qui suggerisce: mayy āsakta-manāḥ pārtha yogaṁ yuñjan mad-āśrayaḥ. Se prendete rifugio in Krishna e se pensate sempre a Krishna la vostra coscienza viene pervasa dal ricordo di Krishna. Poi Krishna dice che il risultato sarà asaṁśayaṁ samagraṁ māṁ yathā jñāsyasi tac chṛṇu (BG 7.1): “Allora Mi comprenderai perfettamente, senza alcun dubbio.”

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