Apr 022017
 

Srimad Bhagavatan 7.9.22 — Mayapur, 29 febbraio 1976

Questa è ciò che si chiama vita umana, quando uno capisce. Nella vita animale non si capisce che si sta soffrendo; cani e gatti pensano che stanno vivendo molto felicemente. Ma nella vita umana si dovrebbe arrivare alla comprensione che in realtà non stiamo vivendo felicemente, veniamo schiacciati dalla ruota del tempo in diverse maniere, niṣpīḍyamānam (SB 7.9.22). Quando si arriva a questa sensazione allora si è un essere umano; in caso contrario si è animali, si pensa che è tutto vada bene. Il 99,9 per cento della gente pensa “sto bene”. Anche nella condizione più abominevole di vita, come di maiale e cane, tuttavia pensano: “Io sto bene.” Fino a che questa ignoranza continuerà, si è semplicemente animali. Yasyātma-buddhiḥ kuṇape tri-dhātuke sva-dhīḥ kalatrādiṣu bhauma-ijya-dhīḥ (SB 10.84.13). Questo sta succedendo, ātma-buddhiḥ, tri-dhātuke. Tutti pensano: “Io sono questo corpo”, questo corpo composto di kapha, pitta, vāyu. Succede in tutto il mondo. Solamente noi, pochi membri del Movimento per la Coscienza di Krishna, stiamo andando di porta in porta cercando di convincerli: “Signore, tu non sei questo corpo.” A loro non importa di ciò. “Io sono questo corpo”, “Io sono Mr. John”, “Io sono inglese”, “Io sono americano”, “Sono indiano”. “Tu, dici che non sono questo corpo”. E’ un compito molto difficile. Spingere questo Movimento per la Coscienza di Krishna richiede grande pazienza, perseveranza, tolleranza. Ma Caitanya Mahāprabhu ordina:
tṛṇād api sunīcena
taror api sahiṣṇunā
amāninā mānadena
kīrtanīyaḥ sadā hariḥ
(CC Adi 17.31)
Coloro che hanno aderito al compito di predica della coscienza di Krishna dovrebbero sempre sapere che le cose non accadono così facilmente. Māyā è molto, molto forte. Molto, molto forte. Ma comunque dobbiamo lottare contro māyā. Si tratta di una dichiarazione di guerra contro māyā. Māyā mantiene gli esseri viventi sotto il suo controllo, e noi stiamo cercando di salvare l’essere vivente dal suo controllo. Questa è la differenza. Kālo vaśī-kṛta-visṛjya-visarga-śaktiḥ (SB 7.9.22). Questa śakti, visarga-śaktiḥ, è molto, molto forte, ma è controllata. Anche se è molto, molto forte, lei è sotto il controllo di Krishna. Mayādhyakṣeṇa prakṛtiḥ sūyate sa-carācaram (BG 9.10). Sebbene la prakṛti agisca così meravigliosamente, eseguendo un tale grande lavoro che subito la nube arriva. Ora è così luminoso, ma in un secondo una grandissima nube scura può arrivare e causare subito devastazioni. Questo è possibile. Queste sono le meravigliose attività di māyā. Ma tuttavia, lei è sotto il controllo della Persona Suprema. Vediamo questo Sole così grande, 1.400.000 volte più grande di questa Terra, e si vede la mattina quanto velocemente si alzi, immediatamente. La velocità è 16 mila miglia al secondo. Come succede? Yasyājñayā bhramati saṁbhṛta-kāla-cakro… govindam ādi-puruṣaṁ tam ahaṁ… (Bs. 5.52). Accade per ordine di Govinda. Dunque Egli è vibhu, Lui è grande. Ma noi non sappiamo quanto grande Egli sia. Per questo accettiamo stupidamente qualche pretendente, qualche ciarlatano, come Dio; non sappiamo qual è il significato di Dio, ma sta succedendo questo. Noi siamo sciocchi. Andhā yathāndair upanīyamānās (SB 7.5.31): siamo ciechi, e un altro cieco ci guida; “Io sono Dio. Tu sei Dio. Ognuno è Dio”, ma Dio non è così. Qui si dice che Dio è Colui che kālo vaśī-kṛta-visṛjya-visarga-śaktiḥ (SB 7.9.22), “Mantiene il controllo sul fattore tempo e sull’energia creativa.” Quello è Dio.

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