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Bhagavad-Gita 2.23 — Hyderabad, 27 novembre 1972

Definizione per negazione. Non possiamo apprezzare direttamente cosa è il fammento spirituale situato nel corpo perché la lunghezza e la largezza dell’anima spirituale è impossibile da misurare coi nostri strumenti materiali, nonostante gli scienziati dicano che si possa misurare. Comunque, anche se fosse possibile, prima di tutto bisogna vedere dove si trova l’anima, poi si può tentare di misurarla. Innanzi tutto non riuscite nemmeno a vederla perché è molto, molto piccola: la decimillesima parte della punta di un capello. Con la nostra conoscenza sperimentale non la possiamo vedere, non la possiamo cogliere. Per questo Krishna descrive l’esistenza del sé, l’anima, in modo negativo: “Non è questo.” A volte, quando non riusciamo a capire, la spiegazione data è: “Non è così.” Se non posso esprimere quello che è, allora è possibile esprimerlo in modo negativo: “Non è questo.” Cos’è quindi tale ‘non è questo’? ‘non è questo’ sinifica che non è materiale. L’anima spirituale non è materiale. Ma noi abbiamo esperienza delle cose materiali, come capire allora ciò che viene definito in negativo? Ciò viene spiegato nel verso seguente: nainaṁ chindanti śastrāṇi. L’anima spirituale non può essere tagliata da alcuna arma, lama, spada o coltello. Non è possibile. Nainaṁ chindanti śastrāṇi. La filosofia Māyāvāda dice che “Io sono Brahman. E’ a causa della mia illusione che sento di essere separato, ma altriment io sono uno”. Ma Krishna dice: mamaivāṁśo jīva-bhūtaḥ (BG 15.7). significa forse che questo frammento è stato separato taglandolo via dallo spirito totale? No. Nainaṁ chindanti śastrāṇi. Non può essere tagliato a pezzi. E allora? Quindi la risposta è che il frammento di anima spirituale è eterno; non viene separato da māyā. No. Come può essere? Perché non può essere tagliato in pezzi.
Proprio come ponendo largomento ghaṭākāśa-poṭākāśa, “Il cielo dentro la brocca e il cielo fuori dalla brocca”. A causa della parete della brocca, il cielo all’interno è separato da quello esterno.” Ma come può essere separato se non può essere frammentato? In effetti siamo particelle molto, molto piccole. Parti molecolari dello spirito. E queste parti esistono eternamente. Non si è diventati ‘parte’ per alcune circostanze e quindi allora sia possibile riunirci nuovamente. Ci si può unire ma non in un modo omogeneo, mescolandosi. No. Anche se si viene uniti, l’anima mantiene la sua esistenza separata. Proprio come un uccello verde su un albero: sembra che l’uccello si sia fuso nell’albero, ma non è così. L’uccello mantiene la sua identità all’interno dell’albero. Questa è la conclusione. Siccome sia l’albero che l’uccello sono verdi, sembra che l’uccello sia incorporato nell’albero, ma questo fondersi non significa che l’uccello e l’albero siano diventati uno. No. Sembra così perché entrambi sono dello stesso colore; sembra che l’uccello non abbia più esistenza ma in realtà non è così. L’uccello c’è. Allo stesso modo, noi siamo anime spirituali individuali. Pur con la caratteristica di essere uno, di essere verde, fondendosi nella radiosità del Brahman l’essere vivente non perde la propria identità. E poiché non perde l’identità e siccome l’essere vivente, per sua natura, è gioioso, egli non può rimanere nella radiosità del Brahman impersonale per molto tempo perché deve ricercare la gioia. Tale gioia significa varietà.

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