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Dec 282016
 

La zona dell’Himalaya

La catena montuosa dell’Himalaya è composta dalle montagne più alte della Terra e comprende numerosi luoghi sacri, tra cui anche le fonti dei fiumi sacri Gange (Gangotri), Yamuna (Yamunotri) e Sarasvati; alcuni di questi luoghi santi sono attualmente su territorio indiano, altri fanno parte del Tibet (e quindi sotto il controllo della Cina) o del Nepal, come il fiume Gomati dove si trovano le Salagrama shila. Le città sante di Hardwar e Rishikesh sono famose come dimora di yogi Shivaiti e pullulano di ashram di vari gruppi spirituali.

Al centro dell’Himalaya, sorge il monte Kailash, dimora di Shiva e Parvati, luogo inaccessibile e meraviglioso, ma ad altitudini minori ci sono altri famosi templi, come Badrinath (la dimora di Nara Narayana), Kedarnath, Amarnath (con il famoso Shiva linga di ghiaccio), e il lago Manasa Sarovara, che è ogni anno meta di un pericoloso e difficile pellegrinaggio al quale partecipano migliaia di persone.

Ai piedi dell’Himalaya si trova Ayodhya, la famosa città santa patria dell’avatara Ramachandra, le cui avventure sono narrate nell’epopea storica Ramayana.

Uttar Pradesh

Delhi, al centro dell’Uttar Pradesh, è l’antica Hastinapura, la città dei re e degli elefanti, che fu al centro della storia indiana fin dai tempi di Maharaja Yudhisthira, circa 5000 anni fa. Nei pressi di Delhi c’è il famoso campo di Kurukshetra, dove si svolse la battaglia narrata nel Mahabharata e dove fu enunciata la Bhagavad gita, il testo sacro più famoso e amato dell’India.

Sempre collegati con le avventure di Krishna sono Mathura e Vrindavan, rispettivamente il luogo dell’apparizione di Krishna (i cui genitori, Vasudeva e Devaki, erano stati ingiustamente imprigionati dal malvagio fratello di Devaki, Kamsa, al quale era stato predetto che sarebbe stato ucciso dall’ottavo nipote) e il luogo dove Krishna venne nascosto alla nascita e dove rimase per 16 anni come figlio adottivo del re dei pastori, Nanda Maharaja, svolgendo attività meravigliose e affascinanti, distruggendo parecchi esseri demoniaci e giocando con pastorelli e pastorelle nelle foreste attorno al fiume Yamuna. In particolare, a Vrindavana si trova la collina Govardhana, fiancheggiata dai due famosi laghetti Radhakunda e Syamakunda, i luoghi più sacri della tradizione della bhakti (amore e devozione per Dio). La danza rasa di Krisnna con le gopi è stata rappresentata in innumerevoli dipinti, spettacoli teatrali, spettacoli di danza, poesie e altri mezzi artistici.

Varanasi (Benares), la città più antica del mondo, è sacra all’adorazione di Shiva, che viene adorato in numerosi templi ma soprattutto nel tempio di Vishvanatha, dalle cupole d’oro. Varanasi è anche famosa per i suoi studiosi (e per la maggiore università di sanscrito e studi vedici), gli astrologi e i dotti sacerdoti che si impegnano nell’adorazione rituale. Nei pressi di Varanasi si trova Gaya, dove tradizionalmente i seguaci della cultura vedica si recano per adorare Vishnu e presentare agli antenati le offerte rituali.

L’antichissima città santa di Prayag (nello stato dell’Uttar Pradesh) è sempre stata considerata un centro di cultura e religione durante i numerosi millenni della storia indiana, e come tale fu presa particolarmente di mira dagli invasori musulmani sudditi dell’imperatore Akbar, che ne trasformarono addirittura il nome in Allahabad (“la città di Allah”). Nelle scritture vediche viene invece chiamata Prayag, Prayag Raja o Tirtha Raja, che significa “il più importante tra i luoghi dove si celebrano sacrifici”. Sulle rive del Gange si trovano quattordici prayaga (luoghi di celebrazione di sacrifici rituali), e Allahabad è sempre stata considerata il più importante, tanto che secondo il Mahabharata persino il signore Brahma, il creatore dell’universo, vi celebrò un grande sacrificio.

Come narra il Ramayana, durante il Treta yuga il Signore Ramachandra, insieme con Sitadevi e Lakshmana, trascorse diversi giorni nell’ashram del saggio Bharadvaja, nei pressi della confluenza dei tre fiumi, il Triveni sangam, prima di partire per l’esilio che sarebbe durato quattordici anni. A circa 132 km da Prayag si trova Citrakuta, la seconda tappa dell’esilio di Ramachandra, dove il Signore soggiornò per diversi anni.

Circa 5000 anni fa, i cinque Pandava accompagnati dalla moglie Draupadi e dalla madre Kunti, visitarono Prayaga, come descrive il Mahabharata (Vana Parva) prima di impegnarsi nella famosa battaglia di Kurukshetra per difendere il regno dai malvagi cugini, i figli di Dhritarastra. L’epica battaglia di Kurukshetra segnò l’inizio dell’era di Kali, l’epoca di discordia e ipocrisia nella quale ci troviamo attualmente.

Gujarat e Rajasthan

Come abbiamo detto in precedenza, alla storia di Krishna è legata anche Dvaraka, la città sacra costruita da Krishna e dal fratello Balarama per la propria dinastia (Yadu), dove andarono a vivere con Vasudeva e Devaki e tutta la famiglia di origine. Attualmente Dvaraka è per la maggior parte sommersa dall’oceano, ma sulla costa esistono ancora parecchi templi. A Dvaraka è anche particolarmente onorata Mirabai, la principessa rajput che scelse Krishna come suo sposo e compose per Lui delle bellissime canzoni d’amore.

A Jaipur, centro dell’antico regno rajput, si trovano le Divinità originali di Vrindavana (Radha Govinda), che furono trasportate qui ai tempi dell’invasione araba per salvarle dalla dissacrazione che i musulmani compivano regolarmente sulle Divinità e sui templi delle altre religioni. A Dauji c’è un famoso tempio dedicato a Balarama. Sempre in questa zona si trova la caverna di Goltapahara, dove Baladeva Vidyabhushana scrisse il famoso Govinda Bhashya, il commento Vaishnava al Vedanta Sutra, che nel medioevo stabilì le basi della rispettabilità filosofica e teologica della Vishnu-bhakti.

Maharastra

Nasik, sul fiume Narmada, era la capitale di un antico regno, quello dei Chandella (la Dinastia della Luna) del quale sono andate perdute quasi tutte le testimonianze. Un altro famoso luogo di culto del regno dei Chandella è Khajuraho, con i suoi templi decorati esternamente di sculture e bassorilievi di grande pregio artistico. A Ujjain, famoso centro religioso, si trovano i jyotir lingam di Mahakaleshwar e Omkareshwar, mentre a Mysore c’è il maggiore centro di culto di Chamundeshwari.

Bombay, famoso centro commerciale fin dai tempi antichi, non ha particolari aspirazioni religiose, ma i suoi abitanti sono fedeli adoratori di Ganesh e ogni anno celebrano un grandioso festival in suo onore.

Bengala e Assam

La zona di influenza culturale bengali comprende il Bengala occidentale ma anche gli altri stati indiani del Bihar, il Bangladesh (Bengala orientale) e i sette stati indiani del Nord-est: Assam, Tripura, Nagaland, Mizoram, Manipur, Meghalaya, Arunachal Pradesh. In questa zona esiste un’antica tradizione tantrica. In particolare, in Assam si trova Kamakshi kotam, un famoso santuario di Kali.

 Il centro della cultura bengali è Calcutta, anticamente conosciuta come Kali-ghat, luogo sacro a Kali o Durga. Infatti costituisce il centro dove si svolge con maggiore fasto il festival annuale di Durga puja e Kali puja (in ottobre), che ricorda come il Signore Ramachandra offrì adorazione a Durga per ottenere la benedizione di poter sconfiggere il potente demone Ravana. La celebrazione della vittoria di Ramachandra è chiamata anche Dusserha, e in varie parti dell’India viene ricordata bruciando un’effigie gigantesca di Ravana. La relazione tra Ramachandra e Shiva-Shakti è molto complessa e ricca di sentimento. Dipavali, la festa delle lampade, celebra il ritorno di Ramachandra, Sitadevi e Lakshmana alla città di Ayodhya, dove gli abitanti in festa accesero milioni di lampade per illuminare il tragitto e accogliere degnamente il loro Signore.

Navadvip e Mayapur, nel distretto di Nadia, a circa 100 km. da Calcutta, sono state per lungo tempo centri di cultura e spiritualità, soprattutto da quando, circa 500 anni fa, vi apparve l’avatara del puro amore per Dio, Sri Chaitanya Mahaprabhu, chiamato anche Gauranga (“dalla carnagione dorata”), che diede inizio alla tradizione Gaudiya Vaishnava.

La capitale dell’Assam è Guwahati, l’antica Pragajyotisapura, dove regnava il demoniaco Narakasura, che fu ucciso da Krishna. Nei pressi di Guwahati si trova l’ashram di Vasistha Rishi.

Orissa

L’Orissa è famosa soprattutto per il “triangolo” costituito da Bhubaneswar-Puri-Konarak, in cui si trovano numerosi luoghi sacri e templi anche molto antichi dedicati sia a Vishnu che a Shiva. Puri, chiamata Purushottama kshetra, è il luogo sacro al Signore Jagannath (“protettore dell’universo”) e vede ogni anno il famoso festival dei carri, il Ratha Yatra, a cui partecipano enormi folle. Altri templi di Vishnu della zona sono Sakshi Gopal, Alarnath e Kshira Chora Gopinatha (Remuna, Balasore).

Bhubaneswar è un antico centro religioso, dominato dal tempio di Lingaraja, mentre Konarak è dedicata al culto di Surya (il sole). A pochi chilometri da Bhubaneswara ricordiamo Dhauli, dove si svolse la famosa battaglia di Kalinga, dopo la quale l’imperatore Ashoka, disgustato dal massacro, scelse la non violenza e divenne buddhista, iniziando la diffusione del buddhismo in tutto il suo impero.

India del Sud

Negli ultimi 2000 anni l’India meridionale è salita alla ribalta della vita religiosa indiana, grazie a grandi acharya apparsi proprio nel Dravida-desa: Sankaracharya, Madhvacharya, Vishnuswami, Nimbarka e Ramanujacharya. Nei tempi antichi il sud era famoso soprattutto per gli ashram di yoga, ma i grandi acharya ravvivarono la tradizione del culto nei templi, facendo dei centri religiosi della zona splendidi modelli di ricchezza e devozione. Uno dei templi più famosi dell’India (e certamente il più ricco) è il tempio di Venkateshwara a Tirupathi. Altri famosi templi di Vishnu nell’India meridionale sono Srirangam, dove Narayana è adorato insieme alle Sue energie Bhu e Nila (terra e cielo), Trivandrum dove Padmanabha è adorato con Sri (il mondo spirituale) oltre a Bhu e Nila, Udupi dove l’adorazione di Gopala fu stabilita da Madhvacharya, Guruvayur con il tempio del piccolo Krishna-Narayana.

Un altro famoso centro spirituale è Kanchipuram, nei pressi di Madras, dove si dice che Shankaracharya raggiunse l’illuminazione e dove si trovano diversi templi dedicati sia a Vishnu che a Shiva Shakti.

Altri centri spirituali, specialmente dedicati all’adorazione di Shiva, sono Kumbakonam, chiamata anche “la città dei templi”, Tiruvannamalai (dove si trova il “Lingam di Fuoco”), Kalahasthi e il “Lingam di Aria”, Madurai dove si celebrò il matrimonio di Shiva e Minakshi (Parvati), Kanyakumari e la punta estrema dell’India, Tiruchi con il tempio di Shiva Thayumanavar, il tempio di Thanjavur e la raffigurazione dell’astronave di Shiva, i templi di Shiva a Tiruvarur e Vaitheshwarancoil, Rameshwaram e il tempio sull’isola sulla strada per Lanka, Chidambaram considerato il luogo della danza cosmica di Shiva, Trichur e il tempio di Shiva Vadakunnathan. Nella città di Pooram si tiene annualmente la processione degli elefanti in onore di Shiva.

Altri luoghi interessanti sono Mahabalipuram, dove gli ultimi resti dell’antichissimo tempio di Bali Maharaja affonda nella sabbia, Suryanarcoil con il tempio dedicato ai pianeti, Sabarimala dedicato al culto di Ayappan e i centri del culto popolare di Muruga (Karttikeya) Tiruchendur, Tiruthani, Sikkal e Palni.

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 Posted by on 28 December 2016 at 09:59:54 AST

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