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Bhagavad-Gita 2.8-12 — Los Angeles, 27 novembre 1968

Devoto: “Nella Śvetāśvatara Upaniṣad si dice che il Signore Supremo è il mantenitore di innumerevoli esseri viventi, in termini di situazioni diverse, in base all’azione individuale e alla reazione dell’azione. Quella Persona Suprema è anche presente, con le Sue porzioni plenarie, nel cuore di ogni essere vivente. Solo le persone sante, che possono vedere sia all’interno che all’esterno quella stessa Persona Suprema, possono effettivamente raggiungere la perfezione della pace eterna. La stessa verità Vedica citata qui viene data ad Arjuna, e in tale contesto a tutte le persone di tutto il mondo che si propongono come molto erudite, ma di fatto sono di scarsa conoscenza. Il Signore dice chiaramente che Egli stesso, Arjuna, e tutti i re riuniti sul campo di battaglia, sono eternamente esseri individuali, e che il Signore è eternamente Colui che mantiene i singoli esseri viventi.
Prabhupāda: Qual è il verso originale? Leggilo.
Devoto: “Mai ci fu un tempo in cui Io non esistessi, né tu, né tutti questi re… (BG 2.12)”
Prabhupāda: Ora, “Mai ci fu un tempo in cui Io non esistessi, né tu, né queste persone.” Dice analiticamente, “Io, tu, e …” Una prima persona, una seconda persona, e una terza persona. Ciò è completo. “Io, tu e gli altri.” Così Krishna dice: “Mai ci fu un momento in cui Io, tu, e tutte queste persone che si sono riunite in questo campo di battaglia non esistevamo”. Ciò significa: “In passato Io, tu e tutti loro, esistevamo individualmente.” Individualmente. La teoria Māyāvādī è che, infine, lo spirito è impersonale. Allora com’e che Krishna possa dire: “Mai ci fu un tempo in cui Io, tu e tutte queste persone non siamo mai esistiti”? Ciò significa: “Io esistito come individuo, tu esistiti come individuo, e anche tutte queste persone che sono davanti a noi esistevano come individui. Mai c’è stato un tempo… Ora, qual è la tua risposta Dīnadayāla? Krishna non dice mai che noi eravamo mescolati. Siamo tutti individui. E dice: “Mai ci sarà un tempo in cui noi non esisteremo”. Ciò significa che in passato siamo esistiti come individui, nel presente non vi è dubbio che esistiamo come individui, e anche in futuro continueremo a rimanere come individui. Come si arriva quindi alla concezione impersonale? Passato, presente, futuro, ci sono tre momenti. In tutti i momenti siamo individui. Quando quindi Dio diventa impersonale? O io divento impersonale, oppure tu sei diventato impersonale? Dove è l’occasione? Krishna dice chiaramente: “Non c’è mai stato un tempo in cui Io, tu e tutti questi re o soldati individuali… Non è che noi non esistevamo in passato”. Quindi in passato siamo esistiti come individui, e nel presente non c’è dubbio, noi esistiamo come individui. Tu sei mio discepolo, io sono tuo maestro spirituale, ma tu hai la tua individualità, io ho la mia individualità. Se non sei d’accordo con me puoi lasciarmi. Questa è la tua individualità. Quindi, se non vi piace Krishna non potete diventare coscienti di Krishna; quella è la vostra individualità. Questa individualità continua. Allo stesso modo, se non piacete a Krishna Egli può rifiutarvi nella coscienza di Krishna. Non è che siccome state seguendo tutte le norme e i regolamenti allora Krishna è obbligato ad accettarvi. No. Se Lui pensa: “Egli è un insensato, non lo posso accettare”; Lui rifiuterà te. Egli ha individualità, tu hai individualità, ognuno ha individualità. Da dove viene la questione di impersonalismo? Non c’è possibilità. E se non credi in Krishna, non credi nei Veda, a parte tutto, Krishna viene accettato come autorità suprema, la Persona Suprema. Eppoi, se non crediamo in Lui, allora dove è la possibilità di progredire nella conoscenza? Non vi è alcuna possibilità. Quindi non si tratta di individualità. Questa è la dichiarazione delle autorità. Ora, al di là delle dichiarazioni delle autorità, voi dovete applicare ragione e argomenti vostri. Potete dire che da qualche parte ci sia un accordo tra due fazioni? No. Vai, studialo. Nello stato, nella famiglia, nella comunità, nella nazione, non c’è accordo. Anche in un’assemblea, anche nel vostro Paese. Supponiamo in Senato; tutti hanno l’interesse del proprio Paese, ma ugnuno pensa a suo modo individuale. Uno pensa: “Il benessere del mio Paese seguirà questa linea.” In caso contrario, perché c’è concorrenza durante l’elezione del presidente? Tutti dicono: “L’America ha bisogno di Nixon.” E un’altra persona dice invece: “L’America ha bisogno di me.” Perché due, se sono entrambi americani? No, c’è l’individualità. Il parere di Mr. Nixon è una cosa; Mr. ‘parere di un altro candidato’ è un’altra cosa. Nelle assemblee, al Senato, al Congresso, alle Nazioni Unite, ognuno sta combattendo con la sua visione individuale. In caso contrario, perché ci sono così tante bandiere nel mondo? Non si può dire che ci sia impersonalismo. La personalità è predominante in tutto il mondo. Ovunque, la personalità, l’individualità, è predominante. Quindi dobbiamo accettarla. Dobbiamo applicare i nostri ragionamenti, argomenti, e accettare l’autorità. Allora la qestione è risolta. Altrimenti è più difficile.

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