Oct 222016
 

La Ricerca di Sri Krsna. La Dolce Realtà

 

Capitolo Undici
IL SERVIZIO DEL SANTO NOME

Studente: Ho una domanda sul canto del mantra Hare Krsna sul rosario (japa-mala). Il mio maestro spirituale mi ha dato molti doveri di predica, così talvolta quando tento di concentrarmi sul mio japa-mala, invece di ascoltare il santo nome, penso a tutti questi differenti doveri che ho da compiere.

Sridhara Maharaja: Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura ha enfatizzato che kirtana significa non solo cantare ad alta voce il santo nome, ma predicare. Jiva Goswami ha dato una definizione di sankirtana, bahubhir militva yat kirtanam tad eva sankirtanam: “Quando molte persone vengono insieme per glorificare il Signore Supremo, Krsna, questo è conosciuto come sankirtana”.
Sri Caitanya Mahaprabhu è venuto ed ha introdotto il sankirtana.
In questa età di Kali, se il santo nome è cantato congregazionalmente, i tentativi combinati saranno fruttuosi (sango sakti kalau yuge). C’è differenza tra la missione di predica di Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura, e i cosiddetti bhajana dei sahajiya, o imitatori.
Una volta, uno dei nostri confratelli era il soggetto della severa critica del nostro guru maharaja. Era un uomo di buon temperamento, ma la sua tendenza era generalmente verso il nama bhajana. Non gli piaceva fare altro servizio, ma era solo incline a cantare il nome di Krsna sui suoi grani. Avevo la responsabilità del tempio di Delhi a quel tempo, ed ero intimo con lui, così scrissi a Prabhupada, “Se permetti, vorrei impegnare il mio confratello in qualche opera di predica qui nel tempio di Delhi.”
La lettera che Prabhupada scrisse è ancora qui.
Egli mi scrisse nella sua lettera, “Se puoi portarlo lì e fare in modo che ti aiuti nell’opera di predica, allora farai per lui un servizio da vero amico. Io non riconosco quello che siede nella giungla di Balihati solo cantando e recitando.
E’ Krsnanusilanam, la vera coltivazione della coscienza di Krsna.

Predicare Significa Battaglia

Così, kirtana significa predicare, sravanam kirtanam.
Kirtana non vuol dire semplicemente cantare ad alta voce, ma predicare. E predicare significa che ci deve essere una battaglia con il partito di opposizione. Il kirtana crea la vibrazione divina che combatterà con tutte le vibrazioni ordinarie che fluttuano in questo mondo nelle onde grossolane e sottili. Così Prabhupada ci disse che i nostri grani di tulasi non dovrebbero rimanere a digiuno. Il suo consiglio minimo era che dovevamo fare qualche servizio nella forma di cantare Hare Krsna recitando sui grani, per lo meno una volta quotidianamente. Le sue esatte parole erano, malika upabasa na: “La corona non deve rimanere a digiuno”. E la sua istruzione generale era di predicare il più possibile.
Una volta ebbi una conversazione con uno dei più grandi capi spirituali del tempio Udupi a Madras.
Egli mi disse: “Talvolta predico riguardo a Madhvacarya e il culto della bhakti, ma non ho tempo per il sadhana (pratiche spirituali regolate come il japa, gayatri mantra, studio delle scritture e così via).
Lo sostenni.
Il nostro guru maharaja disse che l’hari-katha, predicare Krsna, non è meno importante del sadhana.
Predicare è più vitale.
Quando predichiamo, automaticamente dobbiamo avere la massima concentrazione. D’altra parte, mentre recitiamo il japa, potremmo essere distratti.
Quando parliamo di Krsna ad un’altra persona, dobbiamo essere perfettamente attenti. Altrimenti non possiamo parlare accuratamente.
Tutta la nostra attenzione sarà automaticamente concentrata quando parliamo di Krsna.
E scrivendo di Krsna, l’esattezza è anche più necessaria che nel parlare di Krsna.
Così, scrivere è anche kirtana.
La coltivazione della coscienza di Krsna potrebbe anche essere più intensa quando siamo impegnati a scrivere di Krsna.

Gaudiya Math: Guerra Contro Maya

Così, la missione di predica di Srila Bhaktisiddhanta Sarasvati Thakura, la Gaudiya Math, ha dichiarato guerra totalitaria contro maya, l’illusione, ed anche tutti gli altri concetti esistenti di religione.
E la nostra autorità sono Srimad-Bhagavatam e Sri Caitanya Mahaprabhu.
L’amore divino è la meta suprema di ogni anima.
Bellezza e amore sono il summum bonum, il nostro più elevato conseguimento: questo è il principio ultimo di controllo, e non il potere.
E bellezza e amore si trovano nella loro posizione più alta in Krsna a Vrndavana. Il concetto ultimo della Verità Assoluta è quello della dolce realtà e dell’amore divino. Contemporaneamente, la differenza tra lussuria e amore dovrebbe essere chiaramente realizzata. Ciò non dovrebbe essere frainteso. L’acme della devozione è dimostrato dall’amore degli abitanti di Vraja.
Così, predicare (sankirtana) e non recitare (japa), è il vero servizio di Krsna. Ma poichè abbiamo un voto, ed esso è ordinato da Mahaprabhu e dal nostro gurudeva, noi dobbiamo cantare il santo nome recitando sul japa; è il nostro dovere. Il nostro guru maharaja ci ha detto “Il japa non deve rimanere a digiuno”. Così, se noi ci impegniamo in un’opera di predica, non ci dovrebbe essere alcun dubbio che stiamo veramente obbedendo all’ordine di Mahaprabhu.
Benchè egli ci abbia consigliato di cantare 100.000 nomi o 64 giri al giorno, questo è un detto provinciale.
Ciò che è veramente più importante è lo spirito di servizio. Non ci è stato detto che le gopi cantassero sempre il nome sui grani di tulasi, tuttavia esse possiedono la posizione più elevata nel servizio di Krsna a Vrndavana.

Treno Vrndavana Express

Così, il Krsna nama ci aiuterà moltissimo ad andare verso Vrndavana. La sua importanza è quella. Come un treno express, il santo nome di Krsna ci porta alla meta senza fermarsi in qualche altra stazione.
Se noi cantiamo il nome senza qualche petizione formale, senza chiedere, “Dammi questo, dammi quello”, esso agisce come un treno speciale che andrà a Vrndavana nonstop.
Lì le impurità del karma e del jnana sono assenti. I devoti di Vrndavana semplicemente pensano, “Voglio Krsna. Non so cosa sia buono o cattivo. Semplicemente voglio Krsna”.
Studente: Quanti giri ha chiesto il suo guru maharaja ai suoi discepoli iniziati di cantare ogni giorno? Ha prescritto un numero stabilito?
Sridhara Maharaja: La sua raccomandazione generale era di cantare 25.000 nomi, 16 giri, quotidianamente, o per lo meno 4 giri al minimo. Quando qualcuno non avesse avuto da lavorare, avrebbe potuto cantare 100.000 nomi, 0 64 giri.
Studente: Darebbe Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura l’iniziazione harinama a qualcuno che potesse cantare solamente 4 giri al giorno?

Qualità non Quantità

Sridhara Maharaja: Non c’è tale considerazione. Formalmente uno deve fare un pò di recitazione, ma non c’è stata una tale rigida limitazione. Ciò che voleva da noi era impegno intenso al servizio del Signore sotto la guida di un Vaisnava, perchè il punto più importante è il servizio. Il nostro conseguimento della meta non è assicurato semplicemente dall’aumentare il numero di volte che ripetiamo il nome; solo aumentando la qualità raggiungeremo il successo.
Ci sono così tanti detti nelle scritture per incoraggiare la nostra realizzazione del santo nome in modi diversi, ma Srila Rupa Goswami ci ha dato un pensiero centrale. Egli cita i Padma Purana: atah sri Krsna namadi na bhaved grahyam indriyaih.. I nostri sensi, fisici o mentali, sono inadatti per venire a contatto con il trascendentale. Il nome è nonmateriale (aprakrta) senza limitazione mondana (vaikuntha). Esso appartiene ad un altro piano.
Così, nulla che sia Krsna, il suo nome, forma, qualità o passatempi, può essere toccato dai nostri sensi fisici o mentali.
Ma quando abbiamo un’attitudine di servizio, Egli viene giù per suo proprio accordo.
Solamente allora la nostra lingua può realmente pronunciare il nome di Krsna. Altrimenti solo il suono fisico delle lettere del nome può essere prodotto. La nostra lingua, le nosre mani, il suono fisico, tutte queste cose mondane non possono venire in contatto con Krsna.
Qualche mezzo d’intervento è necessario per collegare questo corpo con il sopramondano.
E questa connessione è il nostro più serio desiderio di servire Krsna, di soddisfarLo.
Una lampadina non s’illuminerà se non c’è elettricità. Solo quando c’è la corrente ci sarà la lampadina illuminata.
Così, il nome potrebbe apparire sulla lingua e nell’orecchio, nella mente, o nella scrittura, ma noi dobbiamo avere la connessione da Vaikuntha a questo mondo materiale. E questo collegamento è il servizio devozionale, un’attitudine funzionale di servizio. Solo questo può collegare il regno fisico con Vaikuntha e Vrndavana.

Continua…

========================
* contact/contatto/contacto *
========================

Dasa
Administrator

Posts 6043
Posted – 31/10/2005 : 14:43:06
La Ricerca di Sri Krsna. La Dolce Realtà
Capitolo Undici
IL SERVIZIO DEL SANTO NOME

Continuo

Sparare Mantra Vuoti

Krsna apparirà secondo il Suo accordo.
Discenderà sulla votra lingua, e poi la vostra lingua sarà capace di cantare il nome di Krsna.
Un cannone che non ha pallottole, ma solo una cartuccia a salve, potrebbe fare un pò di rumore, ma in realtà non è stata sparata alcuna pallottola.
In maniera simile, cantare il nome di Krsna senza un’attitudine di servizio produce un suono, ma senza alcun effetto.
E’ come sparare un cannone a salve invece che con le pallottole.
Il nostro canto del santo nome di Krsna deve essere sovraccaricato da un temperamento di servizio, la tendenza di soddisfare Krsna.
Altrimenti il suono che produciamo è fasullo. E’ solo un’imitazione, o una permutazione. Il santo nome non può essere sperimentato dai nostri sensi. E’ sovramentale e trascendentale.
Un suono ordinario di questo mondo materiale non può essere il nome di Krsna.
Il nostro orecchio non può neanche udire se quel mediatore, l’attitudine di servizio, non è lì.
La serietà di soddisfare la volontà di Krsna deve mediare tra Krsna e l’orecchio, attraverso la mente.
Solo allora il nome di Krsna entrerà nel nostro orecchio e ci rivelerà la Sua forma, qualità e passatempi.
Il santo nome non è fisico, è aprakrta, trascendentale, sovramondano.
Solo attraverso la nostra attitudine di servizio verrà giù in questo mondo materiale.

Il nostro guru maharaja poneva l’accento più alto sul fatto di sviluppare un’attitudine di servizio. Altrimenti, è tutto fasullo, tutto imitazione. E la gente dirà, “Oh, lì non c’è Krsna. Questi uomini sono ipocriti. Stanno solo danzando e facendo rumore, non sono carichi di uno spirito di servizio.” Solo attraverso il servizio possiamo venire direttamente in contatto con Krsna. Il vero punto è praticare come ottenere lo spirito di servizio, vaisnava seva.
Il Vaisnava sta facendo servizio, e noi dobbiamo assorbire da lui i metodi per conseguire questo atteggiamento di servizio.
Sotto l’ordine di un devoto dobbiamo praticare per dare noi stessi.
Sacrificarsi e dare noi stessi è necessario.
E noi riceveremo questa cosa positiva da un devoto.
Se ai bambini vengono date carta e penna all’inizio non sarà fruttuoso, così viene data loro una pietra e praticano a scrivere per terra. Così, all’inizio, dobbiamo tentare di praticare come possiamo sviluppre un’attitudine di servizio, consacrando le abitudini.
E’ la nostra ricchezza innata, e quella è la nostra consolazione.

Se tentiamo di sviluppare un’attitudine di servizio, il puro devoto ci aiuterà. E’ detto che se uno è in miseria, dovrebbe per lo meno dare qualche ciarpame in carità a qualcuno.
Uno dice ad un misero, “Per lo meno dà un pò di cenere agli altri, ed insegna alla tua mano di dare.” Così, lo spirito di servizio è una cosa elevata. Noi dobbiamo praticare di darci nel servizio di Krsna.
Non dobbiamo avere paura che non stiamo conseguendo la più alta forma di servizio nel namabhajan, l’adorazione del santo nome.
Non dovremmo pensare, “Perchè mi hanno chiesto di pulire il tempio? Qualche uomo ordinario può fare ciò.” Non dobbiamo avere paura di ciò. E’ necessario per noi acquisire un’attitudine di servizio.
Sono richiesti disponibilità, altruismo, e dimenticanza di sè.
Si dice che Socrate sia un esempio di dimenticanza di sè, e Gesù Cristo sia un esempio di sacrificio di sè.
E per quale scopo?
Per la causa del Supremo.
E per quella dobbiamo avere una connessione positiva con un devoto.
Sotto il suo ordine, ci collegheremo con il piano del servizio.
La nostra energia potrebbe andare al piano trascedentale solo per la sua grazia o mediazione.
Così, il nostro guru maharaja, Srila Bhaktisiddhanta Saraswati Thakura, ha posto il 90% dell’accento sullo sviluppare un’attitudine di servizio per predicare, e quella dovrebbe essere la nostra meta, qualsiasi possa essere la nostra posizione.

Fine del Capitolo

This post has already been read 131 times

Sorry, the comment form is closed at this time.