Jan 292017
 

Bhagavad Gita 6.25-29 — Los Angeles, 18 febbraio 1969

Viṣṇujana: Verso 27, “Lo yogī la cui mente è assorta in Me ottiene realmente la felicità suprema. In virtù della sua identificazione col Brahman egli è liberato, la sua mente serena, le sue passioni placate, ed è libero dal peccato. (BG 6.27)”
28: “Situato nel sé, libero da ogni contaminazione materiale, lo yogī raggiunge la felicità più alta in contatto con la Coscienza Suprema. (BG 6.28)”
Prabhupāda: Questa è la perfezione, “Lo yogī la cui mente è assorta in Me”. ‘Me’ significa Krishna, è Krishna che sta parlando. Se dico: “Datemi un bicchiere d’acqua”, non significa che l’acqua deve essere data a qualcun altro. Allo stesso modo, la Bhagavad-gītā è enunciata dal Signore Krishna, e Lui dice “Me”. “Me” significa Krishna. Questa è la chiara comprensione. Ma ci sono molti commentatori che si discostano da Krishna; non conosco il loro nefasto motivo. No, “Me” significa Krishna. Perciò la persona cosciente di Krishna è sempre nell’estasi dello yoga.

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