Apr 212017
 

Srimad Bhagavatan 2.3.19 — Los Angeles, 15 giugno 1972

Pradyumna: Lettura Spiegazione pagina 153, secondo paragrafo: “Il cammello è un genere di animale che prova piacere nel mangiare spine. Allo stesso modo, una persona che nella vita vuole godere in famiglia o nella vita mondana del cosiddetto godimento è paragonata al cammello. La vita materiale è piena di spine, si dovrebbe quindi vivere solo come prescritto dai regolamenti vedici, per fare il miglior uso di un cattivo affare”.
Prabhupāda: Proprio come si deve essere molto attenti se si passa attraverso le spine, altrimenti le spine bloccheranno il vostro vestito, subirete un incoveniente Si dice nei Veda: kṣurasya dhārā niśitā duratyayā (Kaṭha Upaniṣad 1.3.14). Proprio come radersi con il rasoio. Il rasoio è molto affilato, e se siamo in grado di maneggiare con attenzione il rasoio otteniamo delle guance molto pulite e il lavoro è fatto. Ma una piccola disattenzione e subito ci si taglia e ci sarà del sangue. Una piccola disattenzione. È dato quell’esempio. Kṣurasya dhārā niśitā duratyayā durgaṁ pathas tat kavayo vadanti. (Kaṭha Upaniṣad 1.3.14) Il cammino della salvezza è molto difficile. Proprio come stiamo cercando di tornare a casa, da Dio, Krishna. Il percorso è molto difficile. Kṣurasya dhārā niśitā duratyayā durgam. Durgam significa molto difficile da superare. Ma un poco di attenzione vi salverà. Un po’ di attenzione, perché “sto passando per una via molto pericolosa, quindi devo stare molto attento.” Dovremmo sempre essere attenti a come stiamo eseguendo la nostra vita spirituale.
Questo è molto semplice: osserviamo rigorosamente i principi regolatori e il canto di almeno sedici giri e questo ci salverà. Ma se si diventa disattenti a questi principi, allora c’è la possibilità di essere punti dalle spine. Ci sono tante spine dappertutto. Come esempio: Kṣurasya dhārā. Rasandovi rendete il vostro viso molto pulito, ma una piccola disattenzione provoca subito del sangue. Dobbiamo stare molto attenti. Continua.
Pradyumna: “La vita nel mondo materiale è mantenuta succhiando il proprio sangue. Il punto centrale di attrazione per i piaceri materiali è la vita sessuale. Godere della vita sessuale è succhiare il proprio sangue, e non c’è molto di più da spiegare in questo contesto. Anche il cammello succhia il proprio sangue mentre mastica i rami spinosi. Le spine che il cammello mangia gli tagliano la lingua, e così il sangue inizia a scorrere nella bocca del cammello. Le spine mescolate con sangue fresco creano un gusto per lo stupido cammello, che così gode il mangiarsi le spine con illusorio piacere. Allo stesso modo, i grandi magnati, gli industriali che lavorano molto duramente per guadagnare soldi in diversi modi e con mezzi discutibili, mangiano il frutto spinoso della loro azione misto con il proprio sangue. Pertanto il Bhāgavatam pone questi individui sofferenti insieme ai cammelli.”
Prabhupāda: Loro assumono rischi, tanti rischi, per guadagnare soldi e godere dei sensi. Il ladro, gli scassinatori, rischiano la loro vita. Vanno a rubare a casa di un uomo, e si sa che non appena vengono scoperti il proprietario della casa può sparargli immediatamente. Si prendono tale rischio. Non solo i ladri, ognuno di noi. Si afferma padaṁ padaṁ yad vipadām (SB 10.14.58): ogni passo è un pericolo. Ogni passo. Facciamo correre le nostre automobili molto velocemente, -settanta miglia, cento miglia orarie- ma in ogni momento ci può essere un grande pericolo. In realtà non ci può essere alcuna pace nella vita materiale, questo non è possibile. Samāśritā ye pada-pallava-plavam (SB 10.14.58). Dobbiamo quindi prendere rifugio ai piedi di loto del Signore. Se vogliamo essere felici, se vogliamo essere tranquilli, allora questo è l’unico modo.

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